Dopo i vari “Concerto e picnic” di questa stagione oggi si inaugura il “Brindisi sulla banchina” . E lascio tutto minuscolo a meno delle scelte del computer. Questa è una carrellata di déjà vu, mettetevi comodi se potete.
A forza di brindare negli anni, ora mi dimentico le date importanti, e soprattutto i compleanni di amici e persone care. Per tutta la settimana mi chiedo chi cavolo avrebbe compiuto gli anni poi sbirciando sulle bacheche altrui leggo TANTI AUGURI alla mia amica silvia di sanremo . Maccome mi sono dimenticata completamente di lei, le scrivo ma mi sento una schifezza solo per il fatto che dopo 20 anni e passa di frequentazione mi dovevo ricordare, ecco. Allora le chiedo come riparare e, quando mi conferma che passerà in stazione centrale venerdì sera sulla via per sanremo le propongo un meeting al volo. Così deliberiamo, in mezz’ora potremo salutarci no? Ma non basta. Venerdì (oggi) rinfresco la pasta madre e ci faccio una pagnotta , nonché la crostata a forma di barca (circa) e sei bellissimi biscottini alle uvette (con la pasta frolla avanzata). In forno e via, nonostante i 30 gradi e oltre di temperatura ambientale tutto fila liscio e il risultato, almeno visivo, c’è. Alle 20 spengo ed esco con i bicchieri da picnic, i biscottini imballati alla benemmeglio e l’oggetto trash: una bottiglia da 1,5 di PET riempita col prosecchino di cantina ad uso casalingo. Buono eh, ma bello proprio NO. Passeggio a passo spedito, ho i minuti contati, in sant’ambrogio prendo la verde e arrivo in centrale giusta all’ora d’arrivo prevista per il treno della silvietta. Ma non c’è cavolo, il pannello dice che i due treni da VE hanno almeno 15 minuti di ritardo, quanto basta a mettere su un filo la coincidenza per sanremo e ventimiglia. Quando arriva ci salutiamo con un sorriso, ovviamente stasera è la prima volta che c’è un ritardo. Andiamo subito al binario del suo treno, la prego di non farmi salire o avrei troppa paura di rimanere su e dover proseguire con lei. In piedi verso il prosecchino nei bicchieri, le porgo i biscottini, tutto diminutivo in quello stile veneto che non piace a nessuna delle due ma che subiamo per vari motivi. Tanti auguri silvia! In pochi minuti ci siamo aggiornate su tutte le nostre cose e sui programmi di agosto, è un attimo quando si eliminano i convenevoli e si va al sodo. Funziona alla perfezione da 22 anni, ci sarà pur un motivo, e quando ci salutiamo perché deve salire a bordo l’abbraccio veloce mi pare proprio uno di questi convenevoli che per fortuna scivola subito via.
Ed ecco il déjà vu. Vedendola salire sul treno torno al primo settembre 1990 , appena era iniziata la nostra frequentazione, pazzesco. Proprio qui alla stazione centrale di milano ci siamo salutate alla fine della nostra vacanza in scozia, che solo a scriverla mi mette la pelle d’oca, l’inizio di questa bella amicizia che per anni ci ha fatto incontrare solo per qualche fugace saluto in un’altra stazione. Quando passavamo da mestre ci sentivamo (ma non ricordo come, mica c’erano internet e i cellulari all’epoca) e andavamo al mc donald’s della stazione di mestre. Facevamo due chiacchiere, mangiavamo qualche porcheria e bevevamo, spero, una birretta . Io studiavo a udine, silvia a trieste, ma mai che ci siamo viste là a nordest, troppo comodo. Poi è venuta a lavorare a mestre, c’era flavio ma siamo rimaste e siamo ancora amiche. E la scozia? Andiamo con ordine e usiamo il tempo presente.
Inter rail agosto 1990. Raggiungo edimburgo con elena e laura dopo uno scavo archeologico di due settimane nelle cotswolds, tra cheltenham e gloucester.
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Crickley hill è un sito neolitico che in italia non avrebbe calcolato quasi nessuno, ma che in inghilterra è curato e coccolato con tutti gli onori da autorevoli professori universitari e un variegato team di scavo, una squadra molto british ma anche abbastanza internazionale.
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Scaviamo 6/7, cioè tutti i giorni della settimana tranne mercoledì, qualcuno mi spieghi questo break che non ho mai capito. Dopo una settimana sono così stanca che fingo di avere la febbre, rimango nella camerata avvolta nel sacco piuma e appena tutti sono scesi allo scavo vado in città con l’olandese del gruppo, carino alto biondo (ma non è il mio tipo).
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Cheltenham è bella, passeggiamo tutto il giorno, facciamo shopping, ci facciamo una birretta e al nostro rientro al campo nessuno si è accorto della nostra assenza.
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La sera c’è un mega party dove scorrono fiumi di birra scadente e superalcolici, di quelli così cheap che a malapena li troveremmo nei discount di oggi. Ubriacarsi è facile, poi dormire è difficile ma a vent’anni ce la si fa.
La seconda settimana è ancora più faticosa, due settimane così dovrebbero stancarci ma da ferragosto inizia la parte divertente di questa lunghissima ed epica vacanza, on the road, anzi on a train . Il primo treno ci porta a Edimburgo in 6h, accumula 6 minuti di ritardo che l’altoparlante annuncia con molte scuse e ci lascia perplesse. Elena laura ed io siamo abituate a un rapporto ben diverso delle ferrovie italiane con i propri clienti. Con zaini pesantissimi sulle spalle raggiungiamo a piedi l’ostello in centro, attraverso un saliscendi e un dedalo di viuzze con belle case vecchie.
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High street hostel è vicino a princess street , la via dello struscio della capitale scozzese, il posto ideale per girare a piedi e poi proseguire, sempre naturalmente in treno. Ci registrano alla reception e ci dicono che staremo in due camerate diverse. Elena e laura da una parte, io da sola, pazienza.
Gli ostelli in città hanno camerate con tanti letti a castello, meno coccoli di quelli in campagna dove si riesce facilmente a stare insieme.
Io trovo due ragazze italiane con cui condividerò lo stanzone in queste belle giornate di metà agosto. Una di queste è la silvia, loro sono tanti, vengono da milano e dalla liguria, non so se fanno il giro come noi. Ma chiacchieriamo volentieri. La sera andiamo fuori e mangiamo fish and chips a un baracchino dove il padrone si sporge per darci il cono di patatine, è piccolino, è originario di genova, chissà quante storie ci potrebbe raccontare ma dovrò aspettare i miei viaggi da sola per parlare con la gente che incontro sul mio cammino.
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Dopo qualche giorno siamo a inverness , abbiamo visitato la bellissima edimburgo di giorno e ce la siamo goduta di sera, andando in giro abbiamo approfittato del fringe festival che rappresenta la voglia di stare insieme per diverse manifestazioni e concerti.
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All’ostello di inverness prendiamo subito possesso di un’altra camerata e toh, gli italiani sono di nuovi qui, inclusa la silvia ovviamente. Ma la scenetta clou è questa: Elena al nostro ingresso vede una ragazza inglese che indossa la sua camicia jeans. Ebbene sì, a edimburgo aveva fatto il bucato e una simpatica compagna di stanza ha ben pensato di fregarle l’oggetto di minor valore, una camicia che avrebbe usato in viaggio e che chissà perché questa tipa ha deciso che le serviva. Con una sfuriata mica da ridere le chiede di restituirla subito e, dopo qualche momento concitato, riottiene un oggetto di culto sotto lo sguardo perplesso degli impiegati e di alcuni ospiti. Ehi, ma ha i bottoni di diamanti? Ci chiedono. Vai a spiegare il valore di una camicia.
Andiamo a Loch ness e al lake district in autostop…
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accompagnate all’andata da un tipo truzzo che ascolta gli wham a palla e al ritorno da un tipo strano, senza un braccio, che dice di venire dalla cecoslovacchia e di essere scappato da praga nel 68 dopo che un ordigno gli aveva staccato appunto il braccio sinistro, quello con cui (con la guida a destra) avrebbe dovuto cambiar marcia, ma non poteva usare un’auto col cambio automatico? L’ultima persona che ci guida è un donnone coi capelli rossi e un accento molto strano, ci parla di cose diverse dall’inglese medio e parla del resto dell’europa. Laura, quando scendiamo, afferma “Non l’avete riconosciuta? è anne sagebrecht ”. Emozione, il donnone di baghdad cafè . Possibilissimo.
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Niente glasgow (e ancor oggi mi chiedo come non siamo riuscite ad andarci) e poi su verso le highlands a oban , la città dove fanno un ottimo whisky e dove vediamo le foche immergersi nella baia al tramonto.
E poi a morar , un posto microscopico in the middle of nowhere dove dobbiamo mollare il treno per prendere un taxi fino all’ostello. Il tassista ci mostra una cascata dove i salmoni saltellano controcorrente per risalire la corrente, pazzesco. E anche qui assistiamo a un mitico tramonto, su una spiaggia di sabbia bianca con granchi che scorrazzano e coniglietti che si scavano le buche per la notte.
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Siamo all’imbarco del traghetto per skye , ma che meraviglia, in soli due giorni giriamo l’isola in lungo e in largo.
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Il primo giorno c’è un bel sole, noleggiamo tre bici, le ultime e perciò le più sfigate, troppo alte o troppo basse e con selle dolorosissime.
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Faremo forse 40 km in mezzo alla natura generosa e al verde di prati, arbusti e boschi.
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Nel pomeriggio vedo le prime cappelle scure e da lì è un tripudio: chili e chili di porcini che solo le mucche al pascolo ci contendono.

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La sera diamo da mangiare porcini a decine di ospiti dell’ostello che esclamano frasi tipo GORGEOUS, never had anything like this. Il secondo giorno piove e ci facciamo scarrozzare da due docenti spagnoli che hanno preso l’auto a noleggio, belle chiacchiere, bella condivisione.
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Land’s end è la punta estrema della scozia a nordest, oltre alla quale dovremmo prendere un’altra barca per le orcadi . Ce la facciamo? No, dobbiamo rientrare a sud.
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Peccato, era tutto bello bellissimo ma dov’è finita la silvia col suo gruppo di milanesi e liguri? A edimburgo, dove tutti abbiamo iniziato il nostro giro, a fine agosto il festival di edimburgo termina con i fuochi d’artificio. Noi passiamo in ostello perché ho dimenticato la caffettiera da tre che ci ha allietato nelle fresche mattine scozzesi. Sta ancora in cucina dove l’abbiamo lasciata dieci giorni prima. Prendiamo tre birre in un pub e troviamo un posto strategico per vedere i fuochi. Che bello spettacolo, il castello sullo sfondo si colora e ci saluta, al termine di questa vacanza on the road. Andiamo in stazione ed ecco, tra tanti italiani che il 31 agosto devono rientrare a casa, i nostri amici. Ciao! Abbiamo qualcosa come 36h di viaggio attraverso tutta la gran bretagna , senza cambiare a londra, con salita delle carrozze del treno sul traghetto a dover e prosecuzione da calais: francia, svizzera, milano. E stiamo sullo stesso scompartimento, questo sì, fino a milano, dove finisce il nostro viaggio.
Salutare elena e laura, le due ragazze con cui ho trascorso un mese pieno in giro senza la minima discussione, è difficile, ma questo è il bello, è andato tutto liscio. E preso ci rivedremo. Con loro ma anche con gli altri, soprattutto silvia. Sino alla banchina della stazione centrale che, stasera, mi ha fatto tirar fuori tutti questi bellissimi ricordi scozzesi. Quella da dove lei prosegue per sanremo e io per venezia mestre.
Ora cerco le immagini ma sarà dura riesumare le diapositive nascoste da qualche parte.

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7 comments

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Mi hai fatto venir voglia di un last-minute Scozia Cornovaglia…così da poter fare un salto , salendo a nord ,a NewMarket ….nella stagione delle corse (di cavalli) , a salutare la mia “mamma inglese” ….
Mandy….una di “quelle” Amiche Amiche di cui parli….ci si sente mai…o quasi ….ma quando ci si vede basta un solo abbraccio per cancellare tutto il tempo che e’ trascorso dall’ ultimo….

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eeesaattoooo! brava pat, abbiamo tutt* una mamma inglese no? la mia si chiama meera, sono stata da lei a londra anche se è nata a mumbai, ma ne parlerò in un altro racconto. tu invece cosa ci dici di mandy ……

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Ciao Robi, finalmente sono riuscita a leggermi il tuo #viaggiovintage con calma (avevi detto bene, mettetevi comodi). Alla faccia dei post striminziti e veloci che vanno di moda ora, un racconto generoso, verace, ritmato. Per essere un viaggio nel 1990 ti ricordi veramente un sacco di dettagli: la parte migliore, che mi ha fatto sbellicare, è quella dell’autostop, dal truzzo al praghese senza braccio, al donnone di baghdad cafè. Un on the road raccontato così è una finestra di vita. Bravissima. E’ esattamente quello che immaginavo quando ho lanciato l’iniziativa oggi 🙂

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carissima monica io scrivo come una volta. velocemente di getto, ma quante parole, fiumi di parole! e che belle anche le tue parole grazie! lanciare qs temi x me è pericoloso ma stavolta son stata fortunata xk avevo la pappa pronta, ben due post a disposizione quindi mi sa che non faccio+ nulla. anzi sì: mi diverto a leggere i post, come quello di annalisa. a presto qui ma, spero anche dal vivo. milano mi sa che sarà incastrato male x la BIT ma rifaremo. baci notte ziarobi

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continua a scrivere di getto…che ti riesce BENONE!!! baci e grazie della condivisione

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Ma che bel racconto!
Non sono mai andata in Scozia, deve essere bellissimo e che avventure hai vissuto, ti devi essere divertita moltissimo
Ciao
Norma

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daje… mandovai norma? non basta leggere dei viaggi i viaggi sono LA VITA dai su muoviti

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