Un mese dopo il viaggetto in Marocco che ha ben segnato l’inizio del 2013, tutto ciò che mi ricorda il viaggio è pane per i miei denti, ma cosa sarà mai un cartello MOROCCO , così storpiato, molto vicino al mio ufficio in Toscana? Ecco cos’è, una località che di preciso si chiama Morrocco , che non vedo né nel tragitto per l’ufficio al mattino, né di sera quando torno a Tavarnelle. E ancora più invitante è la freccia gialla che indica la chiesa di Santa Maria del Carmine.
Andiamo a vedere…
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Che meravigliosa chiesetta! Circondata da un vecchio uliveto e racchiusa da cipressi, è invisibile dalla strada. Mi colpisce il campanile a vela tipico delle vicine vie di pellegrinaggio…
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ma soprattutto gli affreschi del 400 che purtroppo si leggono ben poco, scrostati e scoloriti, spesso ridotti a tracce di cui si legge l’impronta delle sinopie o poco più.
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Crocifissione di cristo.
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Madonna con angeli. Città murata, ma quale? Non riconosco le torri di San GimignanoMonteriggioni con il suo inconfondibile skyline, potrebbe essere un panorama più lontano.
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Cerco un cartello esplicativo e trovo solo una numerazione confusa delle abitazioni chissà di chi.
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Quando sono pronta per ripartire, però, una figura eterea mi passa vicino, indifferente: una tunica scura, un velo svolazzante al vento, calze e sandali, un bastone tremolante che regge mani grinzose. E sotto il velo il volto di un’anziana suora alla quale sorrido spontaneamente. Buongiorno, la saluto; buongiorno, mi risponde con accento british. Mi viene spontaneo chiederle: where are you from? Australia, risponde, e proseguiamo in inglese. Che dolcezza esce dagli occhi chiari e dal sorriso compiaciuto della suorina che, come me, ha voglia di chiacchierare (che novità). Sta qui dal 1982 quando la sua congregazione, le suore carmelitane scalze, furono chiamate da Roma per riprendere il controllo sulla chiesetta che stava subendo il saccheggio degli arredi e degli affreschi, orrore! Ma quante volte sarà successo nelle tantissime chiese del nostro paese? Il Monte Carmelo ! Ecco cos’è raffigurato nell’affresco che cercavo di decifrare, ecco il perché del fascino e del richiamo alla Terrasanta che mi ha stregato un anno fa.
La chiesa e il convento furono eretti nel XV secolo sul sito dove si dice che un pellegrino avesse avuto una visione della Madonna…
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ed è cresciuta in epoca rinascimentale quando l’interno fu affrescato da pittori delle scuole di Filippo Lippi e Andrea della Robbia . Fino al Settecento era utilizzata e fu rimaneggiata fino al declino e ai saccheggi del ventesimo secolo, oggi vi si celebra la messa e la si visita su richiesta durante la settimana.
La suorina sarà in Italia da 50 anni, prima a Roma poi qui. Le carmelitane scalze sono suore di clausura quindi è una fortuna per me incontrarla. Solo io so il rancore che porto verso le persone di chiesa, uomini e donne, dentro e fuori le gerarchie, eppure mi fa tenerezza e sono felice di incontrarla qui, per caso. La saluto mentre sul suo bastone tremolante scende il vialetto d’ingresso, tira un vento che potrebbe spazzarla via.

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3 comments

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Incedibile! Ci sono stata anni fa per vedere gli affreschi del chiostro. Mi misi in contatto con le suore in anticipo. Cercavo dei cicli pittorici sulla vita di Santa Teresa d’Avila che potessero aiutarmi nel riconoscimento di una tela di un Oratorio di Siena. Non trovai lì la risposta perché gli affreschi, di cui conservo le fotografie, erano molto deteriorati ma ricordo la pace che si respirava in quel del luogo di cui non avevo mai sentito parlare. Le suore non ne sapevano molto degli affreschi. Trovai un foglio descrittivo in tedesco che all’epoca feci tradurre.

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cara che ispirazione

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allora la suorina non stava ferma nemmeno tre anni fa ai primi acciacchi, ora ne ha altri insomma non sta niente bene. pensa che io sono quasi atea ma quando vado lassù sto sempre meglio, che stia bene o male. ieri sono andata x un piccolo saluto e ringraziamento e con piacere ho visto che, seppur poche e poco organizzate, le quattro sorelle australiane hanno anche dei supporti esterni, speriamo bene. altro non racconto ora, più avanti. ciaooo

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