Le amiche blogger Monica, Alessandra e Valentina sono dei vulcani la cui ultima creazione, T4IT – Tips for Italian Trips è un contenitore di consigli e suggerimenti in inglese, per far conoscere le bellezze dell’Italia a famiglie con bambini. L’invasione del centro storico di Vicenza è giustappunto un’occasione a prova di bambino affinché i grandi non rinuncino a un percorso culturale e, allo stesso tempo, i bambini si divertano e imparino, magari giocando. Il programma della giornata sarebbe: al mattino passeggiata in centro con caccia al tesoro e pranzo al sacco. Al pomeriggio visita al Teatro Olimpico, ore 14, e al Museo Palladio, ore 15.

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Indovinate a che ora arrivo io? Diciamo che tra il percorso su statali dove non si può correre, pioggia a catinelle e la ricerca di un parcheggio vicino al centro, entro al teatro mentre il gruppo esce, ovviamente da una porta diversa così non ci vediamo…

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Niente visita quindi, che peccato, anzi devo inseguirli al museo.

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Trovo gli amici nel mezzo della visita guidata, intenti a percorrere la storia di questo genio del Cinquecento, un architetto – non architetto, che ancor oggi influenza scelte di stile in tutto il mondo, che è stato il primo ispiratore dell’architettura americana con il Campidoglio di Washington come esempio più fulgido (ma ce ne sono decine) e che oggi si dice addirittura abbia ispirato Ikea con i moduli per la composizione dei mobili (!!!). Andrea Palladio (1508 – 1580) era una persona molto tecnica e pragmatica, che fece largo uso di materiali poveri: il mattone, gli scarti di lavorazione del marmo ecc., ai quali diede vita e dignità più di quanto si usasse all’epoca. Ebbe la fortuna di andare a bottega e apprendere l’Arte, completando la sua formazione nei suoi viaggi a Roma. Da qui scaturirono i Quattro Libri dell’Architettura e l’ampliamento notevole di vedute che si è tradotto nei suoi progetti e realizzazioni, ma anche in una scuola di pensiero studiata e seguita tuttora.

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Aneddoti e racconti sulla sua vita ne fanno un personaggio per certi versi misterioso: non è sicura la data della morte né il luogo di sepoltura, e non ebbe sempre successo soprattutto nelle sue proposte più azzardate, come il ponte di Rialto che doveva cambiare il profilo del Canal Grande, a tal punto da non venire accettato. Era troppo avanti forse! Il maggiore monumento palladiano a Venezia è la chiesa del Redentore, un esempio di semplicità e pulizia delle linee, abbinata all’azzardato doppio campanile che può farla addirittura sembrare una moschea con i minareti!

L’allestimento del Palladio Museum è preciso e ricco di informazioni, la prestigiosa location merita essa stessa di essere visitata anche se i contenuti multimediali, a mio avviso, a volte sono eccessivi e possono risultare fuorvianti. Apprezzo comunque il fatto che con questi si sia cercato di avvicinare i non addetti ai lavori ai linguaggi dell’architettura.

Ma dove sono i bambini?

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Non ne ho ancora parlato, essi ci precedono di una o due stanze e sono sempre stimolati a giocare con l’arte e a porre domande alla fantastica Monica che li conduce nella visita. Saluto anche le amiche Annalisa da Verona e Monica da Bassano, conosciute a febbraio a Marostica, proprio da Monica. Annalisa mi sorprende con un regalo inaspettato, una bottiglia di vino che più prestigiosa non si può in risposta alle mie conserve, che le avevo promesso di portare. Glie ne dovrò dare una cassa intera! Ma mi fa piacerissimo, sono davvero squisiti sia lei sia la figlia e il marito Massimo. Grazie! E ancora grazie a Monica e Valentina e un grande in bocca al lupo, anche per T4IT!

Con la foto di gruppo dei bambini, muniti del cartello INVASIONE COMPIUTA, finisce questa corsa e il mio pieno di cultura, per questa settimana. Ma la prossima volta vado solo in posti vicini tra loro senza correre come una matta! La prossima volta? Ecco, non saranno mica finite qui le invasioni digitali. C’è tutta una nazione da scoprire e invadere tutti insieme! Questo sabato ciascuna visita ha ospitato una quarantina di persone, un ottimo motivo per riproporci e magari differenziare le invasioni per aree tematiche. Io invado, e voi?

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6 comments

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Ora ho capito perche’ non ti ho vista a Vicenza!Comunque il teatro e’ stata una bellissima esperienza!E anche il pic-nic indoor e ovviamente… il museo!:)
Francesca
ps Noi eravamo quelli con il nanetto che faceva passeggiate su e giu’ nel museo mentre il curatore spiegava paziente!!!;)

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Ma cara! È un vero peccato che tu ti sia persa la prima invasione ed io le tue marmellate! Ma ci rifaremo….

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Non trovo più il commento che ti avevo fatto ieri….boh! Comunque ribadisco, peccato per le nostre perdite: tu la prima invasione ed io le tue marmellate! Ci rifaremo, vedrai! Complimenti per tutte le tue invasioni: hai girato come una trottola!!!

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Francesca sitet state troppo brave! Annalisa è successo un casino col vs prezioso dono ma non so come spiegartelo, un’incursione…

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tu che non corri come una matta??? non ci credo nemmeno se ti vedo … 🙂
Spero comunque la prossima volta di poterne fare una insieme in tutta tranquillità. Io sono andata solo al Monumento Brion ad Altivole e devo dire che è stato …. grande!!!!

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monica! io corro sempre, corro x non pensare x non fermarmi e guardare avanti indietro soprasotto…. di qualcosa…

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