Una passeggiata mattutina fa bene, la passeggiata dal nostro alloggio di Oia sino a Thira è un ottimo modo per scoprire a passo lento l’interno di Santorini lungo il crinale dell’isola, che qui è chiamato le ciglia degli dèi. Sbattere le ciglia è il modo con cui una femmina civettuola cerca di sedurre il suo uomo. Qui c’è poco da fare la civetta, la bellezza dell’isola è sotto gli occhi di tutti. Partendo sulle 8 dopo una buona colazione, si possono affrontare tranquillamente i 12 km di percorso per 4h scarse di cammino, basta avere dei buoni scarponcini e portarsi una scorta d’acqua.

Dicono che il sentiero sia segnalato 50m dopo la fermata del bus, ma qui i tempi e le distanze sono aleatori, sarebbero “almeno” 50m. Ecco il cartello, era messo nel senso opposto rispetto a noi.

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Giriamo a destra su una vecchia mulattiera con gradini, protetta sui due lati da un muretto in pietra, che sale sino a una chiesetta bianchissima.

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Il primo di tanti stupendi panorami si apre su due lati: la scogliera a strapiombo verso ovest con vista sulla caldera, un dolce declivio a est sino alle spiagge di Baxedes, la punta settentrionale di Santorini.

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Il paesaggio brullo e selvaggio è interrotto dalle opere dell’uomo: vigneti e vecchi mulini, ora ridipinti e adibiti ad alloggio che io chiamo matite per la loro forma caratteristica, un cilindro sormontato da un cono.

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Quassù tra le pietre scure crescono cespugli e cuscinetti fioriti tra cui l’origano, profumatissimo, diverso dall’origano nostrano.

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Partiamo in sei, gli altri 12 del gruppo riposano in tempo utile per trovarci alle 12 alla stazione dei bus di Thira. Perdiamo subito una partecipante che si spaventa per queste salite e rientra, con nostro dispiacere: dopo una salita c’è sempre una discesa! Anzi, scendendo ci riportiamo sulla strada asfaltata e potremmo proseguire su un sentierino stretto, esposto e scivoloso.

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Ci provo anche per vedere il panorama oltre il promontorio ma rinuncio, anzi rinunciamo. Peccato perché il panorama è notevole, qui sotto ad esempio c’è una stupenda spiaggia di ciottoli scuri col mare blu, raggiungibile solo in barca.

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Più avanti le acque sono solcate da due navi da crociera, una delle quali ha un logo giallo inconfondibile, che dallo scorso anno è tristemente noto anche per altri tragici fatti.

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Chissà che giro fanno fare a questi turisti che, tornati a casa, esibiranno le foto di mille posti visti dalla nave o a terra, ma sempre di corsa! La visita di Santorini, detta da amici che l’hanno vista in questo modo, dura mezza giornata. Che senso ha?

Noi procediamo al nostro passo lento, rapiti da tanta bellezza; torniamo sulla mulattiera che risale sino alla chiesetta successiva, dove trovo le tre corde per far suonare le campane e non resisto alla tentazione di tirare… DONNNN che rumore pazzesco!

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Si sente in lontananza, di sicuro! Incontriamo i primi escursionisti: due francesi nella nostra stessa direzione e alcuni altri turisti che vengono invece da Thira, tra cui una coppia di Treviso con cui scambio due chiacchiere e consigli per le visite.

Ora passeggiamo tra i vigneti dalle cui uve si producono i pregiati vini di Santorini, che sono tenuti bassi a causa del vento. Le uve sono già mature, nelle ore più fresche, di primo mattino e nel tardo pomeriggio, vediamo la raccolta manuale. Speriamo di poter visitare una cantina, ci tengo molto ma all’orario giusto ci troviamo ogni giorno con la voglia di vedere un nuovo bellissimo tramonto, e sinora è saltata.

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Anche i fichi e i fichi d’India ci tengono compagnia sul cammino. Questi ultimi sono decisamente acerbi ma i fichi no! Sono dolcissimi e ne mangiamo a sazietà.

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Praticamente due terzi del percorso sono privi di centri abitati, finché gli edifici appaiono nei pressi di Imerovigli. Sulla strada principale, diciamo sul lato est, vi sono case “normali”, ma verso la scogliera, sul lato ovest, inizia l’apoteosi di edifici di lusso privati, circondati da giardini fioriti e piscine così perfetti che forse solo le immagini li possono descrivere.

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Questa è una sinfonia di bellezza, purezza ed eleganza, è lusso un po’ esibito ma non troppo, dove regna il silenzio. E in silenzio noi cinque ci guardiamo intorno, procedendo lentamente verso la nostra destinazione. Il tramonto da quassù è superlativo, dobbiamo assolutamente vederlo.

Nella tarda mattinata c’è più movimento, facciamo un po’ di strada pedonale (la mulattiera è finita) e un po di strada asfaltata. Compriamo l’acqua, unica sosta tecnica, non ci fermeremo nemmeno per un caffè.

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Prendiamo il bus? Giammai mi rispondono, anzi verso mezzogiorno vediamo passarne uno affollato come sempre, e dall’interno si alzano tante mani a salutarci: sono i nostri compagni di viaggio che arriveranno alla stazione dei bus prima di noi. Al promontorio di Skaros c’è un’ultima chiesetta con un memoriale dedicato a un ragazzo albanese che morì giovane, ma non ho capito in quali circostanze. Sotto di noi la fortezza veneziana in rovina domina tutto, era inespugnabile ma ora rimane a ricordo di uno dei tanti dominatori che si contesero Santorini nei secoli passati.

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Con la stanchezza sulle gambe non si può accelerare, l’ultima mezz’ora da Firostefani a Thira è davvero faticosa e si conclude tra i negozietti della zona commerciale nella parte alta del paese, dove arriva la teleferica per intenderci. Thira non ha nulla a che vedere con Oia, è soprattutto luogo dello shopping e della vita notturna, ma riserva comunque scorci carini ed alcune vecchie case, ora naturalmente convertite a negozi o alloggi.

Chissà com’era questo paese prima del terremoto del 1956 che ha distrutto tutto, chissà se un giorno il vulcano si sveglierà davvero come dicono. E chissà com’è nei freddi inverni sferzati dal vento, quando i turisti se ne vanno e gli abitanti, per pochi mesi, hanno il paese tutto per sé. Ho chiesto dove si tiene il mercato della frutta e del pesce e mi hanno risposto con un sorriso: li fanno solo d’inverno, la lunga stagione estiva è tutta dedicata al turismo e le attività tradizionali sono sospese. Niente pescherecci che portano a riva il loro carico, niente folle vocianti tra i banchetti profumati e colorati come si addice a un mercato che si rispetti. Il mare d’inverno, chissà com’è qui a Santorini! Chissà!!

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6 comments

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Che bella escursione! Così intendo anch’io il turismo: scoprire i luoghi per vie poco frequentate, lontani dalla mondanità e dalle gite “mordi e fuggi”. Certo d’inverno sarà certamente ancora meglio…

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annalisa dovrebbe essere sempre così, non turismo mordi e fuggi (come faccio spesso io) o peggio ancora una crociera!! voi cheffate di bello?

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Santorini …. quanti ricordi!!!! E’ decisamente una delle isole greche che mi ha colpita di più , così diversa dalle altre

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bello seasunstories, bella avventura ma tornate o starete sempere x mare???

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una bellissima escursione! ho avuto modo di provarlo un mese dopo aver letto il tuo post! quando arrivi alla fine e vedi quanta strada hai percoso ti dà una soddisfazione immensa! grazie ancora:)) Ciao Andrea

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grazie a te, kalispera e a risentirci al prossimo scambio di info viaggi

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