Dedico questo post alle mie amiche mammeblogger, che pur passando la vita a correre e rincorrere i mille impegni quotidiani, lavoro, casa, figli, trovano il tempo per sentirsi e quando possibile incontrarsi, divertendosi da pazzi. Toccherà presto prestissimo, non credo che potrò raggiungerle e mi spiace tanto perché, anche se io non ho famiglia, voglio molto molto bene a tutte loro.

Alla fine di settembre 2013, negli ultimi giorni tiepidi prima di precipitare in un lungo, umidissimo autunno, passo un fine settimana spettacolare con i miei compagni del viaggio Santorini Express: per noi (18 persone) è stata una settimana di sole mare e vita notturna nel paradiso bianco e azzurro in mezzo alle isole Cicladi, in Grecia. Questo post dovrebbe chiamarsi Magico Raduno Santorini Express, la farò forse più corta ma il consiglio è: Bologna per un raduno è comodissima!

Stiamo in un ostello comodo ed economico, che però ci costringe a prendere il bus per il centro, o andarci in auto e parcheggiarla, possibilmente in via Tanari dove il park sembra fatto apposta per poi muoversi a piedi, con grande vantaggio per l’ambiente e la nostra salute, e gratis per chi prima o dopo si muove in treno (esibendo biglietto).

Io stresso il gruppo (siamo 12 su 18) per salire a San Luca, il mio periodico pellegrinaggio per chiedere, o per ringraziare, non so. Anche questo giro bolognese finirà senza avere messo questa prestigiosa bandierina, la considero in parte una sconfitta e un cattivo presagio, ma spero ci sia presto un’altra opportunità.

Ci fermiamo subito in Piazza Maggiore e a Santo Stefano…

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ma passiamo la maggior parte del tempo bighellonando tra i portici e i palazzi del centro, senza toglierci l’immancabile piadina. Abbiamo ancora tanta voglia di chiacchierare e stare insieme, un mese o poco più dopo il nostro rientro.

Poi scatta il mio desiderio di salire sulla Torre degli Asinelli che per me è come tuffarmi all’indietro di ben 40 anni, quando all’inizio del 1973 venni in treno qui a Bologna con nonna e zia, nientepopodimeno che per le selezioni nazionali dello Zecchino d’oro. Sì, quello vero con il mago Zurlì, Richetto e l’indimenticabile, compianta Mariele Memole a prenderci per mano, uno a uno, e farci cantare. Erano anni magici dove noi bambini cantavamo:

la sveglia birichina,

il caffè della peppina,

il torero camomillo,

riccardo cuor di leopardo…

se mi sforzo metto giù tanti altri titoli!

Quando all’asilo dissero a mio papà che avremmo fatto un’audizione, e dovevo cantare una vecchia canzone a mia scelta, all’ascolto di alcuni 45 giri nel negozio vicino a casa non ebbi alcun dubbio: avrei cantato la Torre degli Asinelli. La vittoria alle selezioni regionali per il Veneto, i primi regali, il viaggio e l’esibizione a Bologna sono ricordi perfettamente impressi nella mia memoria, come se la mia testolina, a meno di cinque anni, già sapesse che dovevo lasciarle uno spazio indelebile per questo primo momento di gloria. Andarono avanti quelli che dovevano, io rientrai con tante foto, tanta gioia e quella voglia di cantare che non mi è mai passata.

Ma questo non era un post sulla città di Bologna vista dall’alto? Ecco, ho imparato che gli Asinelli non sono animali, ma erano la famiglia che fece probabilmente costruire nel XII secolo la sua torre, contemporanea alla torre gemella Garisenda.

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Ora le due torri svettano, un po’ storte, in città, ultime rimaste di una folta schiera di torri gentilizie che potevano essere forse più di 100, secondo una tradizione che ben si vede in città toscane famose come Siena e San Gimignano e, qui a Bologna, in una dozzina o poco più torri, tra cui le nostre famose due torri. Per la descrizione storico – artistica rimando alle consuete risorse online e al post della mia amica Francesca del blog Travel’s tales.

Con la solita dinamica per cui nel gruppo “ci vogliamo un gran bene e per questo ci prendiamo degli spazi nel corso della giornata” lasciamo la maggior parte a passeggiare o fare shopping (scarpe eleganti o i libri della vicina Feltrinelli per esempio), mentre in cinque saliamo. Only the brave, siamo i soliti: io, Gianluca, Alice, Chiara e Claudia, un’altra Claudia, non quella di Torino ma quella di Venezia.

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Solo la torre degli Asinelli è visitabile, si devono salire quasi 500 scalini per raggiungerne la sommità, a 97 metri d’altezza.

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Con lo splendido sole tardo estivo di questo sabato (andare sempre a fine giornata sul punto più alto di una città è il mio consiglio) dalla cima si vedono tutta la città, rossa di mattoni, chiazzata qui e là da altri tenui colori, le verdi colline sullo sfondo, e mannaggia San Luca, con quei portici in salita che non saranno miei. Bologna aspettami, torno presto!

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Finisco il mio post con una citazione canora. Direttamente dallo Zecchino d’oro del 1969 anno d’uscita della canzone, ai tempi di Cristina d’Avena per intenderci, una che ha iniziato presto ed è andata molto avanti, chissà, ora potrei essere come lei!

Un asinello guardando le stelle, voleva un giorno rubar le più belle,

ma per salire non c’erano scale, e senza scale si sa non si sale.

Il somarello salì su di un altro, poi se ne aggiunsero un terzo ed un quarto,

ma ad ogni asino che s’aggiungeva sempre di più questa torre cresceva:

Viva la torre degli asinelli, fatta di 150 asinelli,

son somarelli di ogni colore, grigi marroni celesti e lillà…

Continua…

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4 comments

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dai, dai, dai roby … facci una sorpresona e vieni anche tu!
Giuro che se ti vedo arrivare, ti carico sulle spalle e ti porto io a San Luca!!!!

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Non provarci che poi dobbiamo andare tutti al pronto soccorso ohi ohii. Vi aggiorno domani sui miei spostamenti. Vvb xxx

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🙂

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