Domenica 10 07 – Al mattino ci avviamo verso il complesso di Khamriin Khiid, Bothro sa che c’è un’ultima richiesta del gruppo da soddisfare: la cavalcata a dorso di cammello.

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Il fratello dell’autista sta in una gher lungo il percorso, con una cinquantina di ovini e una dozzina di cammelli così, già alle 10, siamo pronti a salire in groppa agli animali.

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Per oltre 1h andiamo al passo in una zona simile al deserto sahariano, fa caldo, c’è poco vento e i docili animali si fanno portare dove vuole il padrone. Oggi prendiamo tanto sole, entriamo a Khamriin Khiid alle 11,30 e visitiamo: i due templi cerimoniali (ricostruiti), le mammelle (visitabili solo da donne per pregare ed esprimere tre desideri versandovi sopra del latte fresco), le 108 grotte di meditazione (dove i monaci trascorrevano 108g di digiuno e preghiera), il centro energetico (copiato da Erdene Zuu ma più in piccolo, con 108 stupa e al centro l’area di massima energia).

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Gli edifici hanno circa 20 anni, tutto è nuovo, pulito e in perfetto stato, c’è pochissima gente. Il meraviglioso setting del deserto di pietre e rocce è sovrastato da piccole nuvole e un cielo blu cobalto.

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Eseguo i rituali indicati per eliminare i pensieri negativi, scritti su un foglietto di carta e bruciati, ed esprimere i pensieri positivi… ma non mi emoziono per niente.

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Purtroppo anche se abbiamo tempo l’autista non vuole portarci al vicino monte sacro di Bayanzurkh, a soli 20 km di distanza, che sarebbe il logico completamento dell’escursione e del rituale di purificazione.

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Così alle 15 siamo di nuovo al camp, nelle 2h libere prima di cena i miei ragazzi riposano nelle gher mentre io, stoicamente, prendo il sole. Cenare alle 17 ci permette di tornare in città, in tempo per visitare il Museo di Danzan Ravjaa. Prima di prendere il treno vado dalla parrucchiera, un rituale dei miei viaggi dal quale esco sempre soddisfatta. Le 11h del treno per UB, complice la stanchezza e le comode cuccette “hard sleepers” prenotate, scorrono veloci tra un gioco a carte, letture e una lunga dormita fino alle 6 del mattino.

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Lunedì siamo alla frutta, avvicinandoci a UB non vediamo quasi più le gher. L’autista col furgoncino ci porta dalla stazione all’hotel, molliamo i bagagli, facciamo colazione e ci cambiamo, poi via allo stadio per assistere alla cerimonia inaugurale del Nadaam Festival.

Il racconto del festival prosegue sul blog Girovagate. Stay tuned!

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