Tutte le mattine, all’inizio del mio percorso verso l’ufficio sulla SS 11 che non è certo una bella strada, ho un momento di gioia e condivisione con le persone che escono di casa.

Son troppo contenta di stare qui, fuori da centro, in una fetta di città che prima d’ora non avevo mai frequentato. Percorro via Meucci e saluto l’insegna di Cargo, poi alla fine della via osservo chi mi attraversa la strada: mamme con bambini, persone di ogni età e colore a cui mando un saluto e un sorriso dall’auto, che belli! Sono su via Adriano, dedicata all’imperatore romano, poco lontano c’è via Celentano da cui accedo alla metro verde, ma i due nomi non sono correlati.

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Via Adriano è così. Ho la Martesana sulla mia sinistra con la sua bella pista ciclabile, fino a pochi giorni fa piena di cascate di fiori colorati che facevano capolino dalle sue belle case. Ho via Padova sulla mia destra, che a dispetto della fama acquisita è una via viva e “sempre aperta” quasi ventiquattr’ore su ventiquattro.

Mi piacerebbe sentire le storie dei milanesi che ci abitavano tanti anni fa, prima che diventasse una strada multietnica con i problemi che alcuni paventano. Perché invece io la penso come i miei amici della radio: Via Padova è meglio di Milano.

Bello lavorare qui, bello vivere qui. In attesa di sviluppi, che del doman non v’è certezza…

 

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