A Khartoum Sono interessanti sia il Museo etnografico, dedicato alla storia e popolazioni del paese, ancor oggi suddivise in centinaia di tribù, sia il Museo di storia naturale con dettagliate descrizioni della flora e fauna sudanesi. Gli animali imbalsamati fanno impressione, la sezione dedicata agli animali vivi, oltre l’ingresso del cortile interno, ancor di più. In questo piccolo zoo rettili, anfibi, scimmie, uccelli sono tenuti in gabbia anche per favorirne lo studio scientifico e la riproduzione; vi sono infatti piccoli di testuggine, serpenti e varani. Il Museo nazionale è tuttavia il principale motivo d’interesse: lungi dal paragonarlo ad altri grandi musei nazionali (al Museo del Cairo sono esposti tesori di gran lunga superiori in quantità e qualità) in una visita di un paio d’ore insegna molto dei tesori di questo straordinario paese. Il piano terra è dedicato all’archeologia e alla storia sudanese, dal neolitico alla civiltà islamica, passando per la cultura Kerma, le dinastie meroitiche e le influenze delle civiltà cresciute sulle sponde del mediterraneo (egizi, greci e romani). Al primo piano sono esposti gli affreschi a tema sacro e religioso, stupendi, provenienti dalle chiese cristiane del nord che furono sommerse dalla costruzione del lago Nasser. Nel giardino che circonda l’edificio si trovano tuttavia i tesori più preziosi: quattro templi, anch’essi trasportati prima della costruzione della diga di Assuan e formazione del lago Nasser. Hatshepsut e Thutmosis III eressero i templi di Luxor in Egitto, ma anche Buhen, Semna, Aksha e Kumma in Sudan, queste piccole chicche sono oggi perfettamente conservate con le loro statue, gli affreschi e i bassorilievi. Da non perdere. E ancora niente foto, ma ancora per poco!

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Salaam Sudan

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