La trentottesima edizione di Cocofungo si è aperta lo scorso giovedì 25 settembre, per l’occasione i ristoratori della marca trevigiana aderenti sono andati “fuori sede” per presentare i loro piatti presso il Casinò di Venezia, nella prestigiosa sede di Cà Vendramin Calergi. Cocofungo e Cocoradicchio si svolgono rispettivamente in ottobre e febbraio e sono curati da ristoratori di tradizione come Barbesin e da Gigetto, nomi noti non solo ai Veneti per le loro proposte di ristorazione. Si tratta spesso di seconde e terze generazioni di ristoratori che, istruiti dai padri con tutta l’esperienza acquisita in decine d’anni “sul campo”, in cucina e in sala, hanno saputo prendere in mano le redini del locale non per trasformarlo, ma più semplicemente per adeguarlo ai tempi e alle esigenze dei nuovi clienti, mantenendo viva l’attenzione per le proposte originarie date dai piatti della tradizione locale.

I funghi nel piatto, quest’anno con un’attenzione sempre maggiore alla cucina vegetariana, sono il motore della manifestazione autunnale mentre, come dice la parola stessa, il fiore rosso di Treviso condurrà gli appassionati il prossimo febbraio a scoprire tanti modi di assaggiare il radicchio. Assieme alle stelle della serata anche gli altri ingredienti che compongono i piatti sono scelti con cura nel territorio, prediligendo i prodotti delle aziende locali.

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Ho partecipato con piacere alla serata di giovedì al Casinò in qualità di travelblogger e foodblogger, assieme a un centinaio di invitati allietati dalla presenza di un duo musicale, personalità di spicco dell’enogastronomia e autorità politiche. Ringrazio per l’invito Gheusis, l’efficientissimo ufficio stampa della manifestazione, le Marcandole di Salgareda il primo ristorante partecipante, l’agenzia Eventi di Conegliano curatrice dell’evento e i miei simpatici compagni di tavola che hanno reso la nostra serata colorita e divertente.

I prossimi appuntamenti saranno: da Celeste a Volpago del Montello il 1° e 2 ottobre; da Miron a Nervesa della Battaglia dal 9 al 12 ottobre; a Monaco di Baviera da der Katzlmacher il 15 e 16 ottobre: a Castelfranco da Barbesin il 17 ottobre; a Cison di Valmarino presso il ristorante Sansovino dell’hotel Castelbrando e infine da Gigetto, a Miane, nei giorni 27, 30 e 31 ottobre. Sul sito cocofungoradicchio.it si possono controllare date e menù delle varie serate e, per i più curiosi, si possono scaricare le ricette. Buon appetito!!

Cocofungo parla del territorio trevigiano attraverso i funghi e permette di assaggiarli sia nelle loro declinazioni tradizionali, sia in abbinamenti più azzardati.

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I primi assaggi si sono svolti nel cortile del Casinò, dove i tavolini centrali erano allestiti per la degustazione di pesci e frutti di mare, dalla semplice ma gustosa frittura ai più pregiati salmone, ostriche e piovre.

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La piovra mi ha particolarmente colpito perché viene grigliata rapidamente e poi cotta a vapore per ben due ore, con un risultato sorprendente quanto a consistenza e gusto. I formaggi proposti per l’antipasto, non solo veneti ma anche piemontesi e sardi, erano ottimi soprattutto abbinati con il prosecco e lo spumante in degustazione. Nel corso della serata abbiamo poi degustato Incrocio Manzoni, Pinot Grigio e un bianco passito, i primi due di Campe Dhei e il terzo di Ornella Molon.

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E questo era solo l’aperitivo, dopodiché siamo saliti al piano nobile del Casinò per la cena, dove i commensali erano sistemati in tavoli ciascuno con un nome diverso di fungo.

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Io ero al tavolo Prataiolo, e al centro assieme a un mazzo di rose rosse campeggiavano appunto tre bei funghi prataioli. Abbiamo iniziato con ben due antipasti: scampi al vapore, insalatina di porcini e scaglie di primo sale;

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tataki di tonno, prataioli in agrodolce e crema di peperoni arrostiti.

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Il primo piatto è stato per me una scoperta, buonissimo e assai equilibrato, bellissimo da vedere: risotto al tartufo estivo, crema di finferli gialli e neri con emulsione di mascarpone e spinaci.

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Per secondo siamo tornati a un piatto forte, il pesce del ristorante Marcandole: branzino al vapore con patata, cipollotto caramellato e consommé di porcini.

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Ammesso che ci fosse ancora posto per un dolce, l’abbiamo mangiato solo per gola, e ahimè la foto è pure uscita sfuocata: biscotto al cacao, ganache al cioccolato bianco con fave di tonca e gelée di lamponi.

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L’ultimo regalo che Cocofungo ci ha fatto, per concludere in bellezza la serata, è stata una fiche per tentare la fortuna al tavolo verde. Io ho un numero fortunato, anzi due. Ho scelto la roulette che più mi ispirava, ho scommesso sul primo numero ed è uscito il secondo. Poco male, è stata una serata davvero speciale e sono contenta lo stesso: grazie a Cocofungo e ai ristoratori della Marca Trevigiana!

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