Dalla città del violino mi arriva una sviolinata di contentezza ed entusiasmo da Francesca, che ho cercato un anno dopo l’Educational su isole e foreste a Cremona e provincia, per sottoporle le “dieci domande alle guide”.

Sotto Natale siamo tutti più buoni, nel suo pragmatismo la nostra guida sa essere tenera e diplomatica, premurandosi di prendere per mano gli ospiti e fare in modo che diano il meglio di sé. Penso che la sua bellissima città influisca positivamente sull’umore dei visitatori i quali sarebbero forse più agitati, in un luogo più grande o caotico. La guida che ci racconta la sua Milano descrive tutta un’altra storia!!

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1 Da dove vengono gli ospiti in visita alla vs città? Sono più italiani o stranieri?

Al momento la maggior parte degli ospiti in visita è italiana, ma c’è una buona percentuale di francesi, tedeschi e giapponesi che conoscono molto bene Cremona ed il suo patrimonio legato soprattutto alla musica.

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Non penso che ci siano gruppi più o meno difficili da gestire in base al loro grado di informazione. Solitamente però riscontro che è molto più costruttivo visitare la città in compagnia di persone interessate, appassionate e motivate a conoscere nuove realtà.

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Non ricordo aneddoti particolarmente curiosi, a parte quello di un turista neozelandese che mi ha chiesto il significato dei graffiti che “ornavano” alcuni muri delle case che si trovavano lungo il nostro tragitto. Mi fa piacere quando le persone sono felici per le esperienze che vivono in città. Per questo motivo, spesso si instaurano rapporti che vanno al di là della semplice visita della città.

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Fortunatamente non ho argomenti per rispondere a questa domanda!

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Ritengo che una buona guida turistica non possa permettersi di avere momenti di “crisi”. Per definizione, deve essere affidabile, professionale e trovare una soluzione ad ogni problema nel più breve tempo possibile. Sono dispiaciuta quando vedo gente poco rispettosa delle persone con cui si trova, sia compagni di viaggio che guida/accompagnatore.

6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Mi capita spesso di notare che i tedeschi sono molto attenti alla puntualità ed all’organizzazione; i giapponesi hanno una vera e propria devozione nei confronti degli strumenti musicali antichi.

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7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una città e quelli più leggeri? (shopping, pranzi ecc.) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi infilarsi in un negozio lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Di solito sto attenta alle esigenze degli ospiti e cerco di rispettarle. Se mi viene chiesto del tempo libero per attività diverse dalla visita della città, lo concedo.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Mi capita spesso che, scambiando qualche parola con alcuni ospiti, si instauri un feeling particolare che porta ad affrontare vari argomenti, condividendo idee, opinioni e punti di vista. Spesso da questa condivisione nasce un legame che va al di là del tempo trascorso in città.

9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Certo! Questo è uno degli aspetti più belli di questa attività.

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10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Sì, consiglierei di intraprendere questo percorso. Vedere ogni giorno la propria città con occhi diversi e conoscere persone provenienti da tantissimi paesi è motivo di continuo arricchimento umano e culturale.

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