Il grande giorno è arrivato, siamo nella prima meta importantissima del nostro viaggio. Oggi visitiamo Tebe, il sito più impegnativo, così l’indomani andremo ai più vicini templi di Karnak e Luxor, e chi si sarà attardato a festeggiare il capodanno potrà svegliarsi con comodo. Le cose tuttavia vanno diversamente: si prepara la grande offensiva di Tutankhamon, con acciacchi che colpiranno soprattutto il mio gruppo. Dovremmo uscire sulle 7,30, ma la guida arriva poco prima delle 8 adducendo varie scuse, si vede subito che è un cialtrone mentre la guida del gruppo di Raffa è puntuale e soprattutto preparata. Sul bus riceviamo la prima infarinatura sulla capitale dei Faraoni, sulle sue straordinarie ricchezze, sulla storia avvincente che ha portato in quasi due secoli a “scoprire” le tombe appartenenti alle tante dinastie che si sono succedute al governo della città. Non mancano riferimenti al grande fiume che regola, oggi come allora, la vita degli egiziani e che qui al sud rende il paesaggio particolarmente bello e vario. Un altro elemento che richiama la mia attenzione è il “nugolo” di mongolfiere colorate che sorvolano la Valle dei Re. Sulla guida erano dettagliate le varie possibilità di vedere il sito all’alba, ma solo ora lo propongo al mio gruppo. L’anno prima, in Cina, la mongolfiera è stata una delle esperienze più belle del viaggio e mi piacerebbe ripeterla, ma stavolta tra i miei ragazzi non trovo affatto il terreno fertile, dovrò pensarci più tardi. In realtà il forte raffreddamento preso 2g prima a Tell al Amarna mi ha già messo KO, sono stanca e debole, in questa giornata farò tutto con fatica riportando ricordi offuscati. Alla biglietteria c’è una coda pazzesca, poiché è vietato fotografare lasciamo gli apparecchi nel bus con l’autista. Con il primo biglietto si possono visitare tre tombe, c’è un biglietto a parte per la tomba di Tutankhamon. Essa è poco più di un simbolo in quanto il tesoro è conservato al Museo del Cairo mentre qui vi sono solo alcuni affreschi e il sarcofago, naturalmente la coda per la visita è lunghissima e costa una follia (100 EGP da sola contro 60 EGP per le tre tombe) ma devo dire che l’impatto emozionale è notevole. Poi con il bus andiamo a Hatshepsut, il tempio di Deir al Bahri.

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Dal bus park si raggiungono sempre i siti con una breve passeggiata o a bordo di trenini (che prende solo la nostra guida). Anche questo sito enorme ha un notevole impatto visivo ma è un edificio in gran parte ricostruito, inoltre mi impressiono pensando che qui avvenne un incredibile massacro di turisti ed egiziani, alla fine del 1997, con ben 65 vittime, che per almeno una stagione ebbe grosse conseguenze sulle presenze in Egitto. Purtroppo anche in seguito ci sono stati attentati dove, di volta in volta, i target dei terroristi sono stati la popolazione egiziana o i turisti stranieri (vedi oltre). Per la visita successiva dobbiamo scegliere tra la Valle delle Regine (dove vorrebbe andare il gruppo di Raffa), le Tombe degli Artisti o dei nobili (dove vorremmo andare noi). Discutiamo un po’ per capire come effettuare i transfer, poi compriamo gli ultimi biglietti per la visita del pomeriggio al Tempio di Habu che effettueremo tutti insieme, e ci facciamo portare dall’autista all’ingresso delle Tombe dei Nobili con quasi 2h disponibili per la visita. Che meraviglia, come d’incanto i turisti brulicanti del mattino sono spariti, e visitare le tombe in santa pace è emozionantissimo, ma la nostra guida non sa nemmeno dove siamo. Infatti prima ha fatto ostruzionismo per convincerci ad andare alla valle delle regine con scuse tipo “si accede alle tombe dei nobili attraverso cunicoli bassi e stretti, non potrete scendere tutti insieme” (????) poi mentre camminiamo verso l’ingresso, con un’altra scusa “devo andare in bagno” si allontana per chiedere informazioni e direzioni alla guardia, una scena pietosa, dopodiché mi confessa che non è mai stato qui. A quel punto mi impietosisco in quanto è in evidente imbarazzo, non ha pronta alcuna spiegazione o descrizione del sito, allora gli dico di seguirci perché qui lo guideremo noi. Apriamo tutte le guide a nostra disposizione e facciamo la visita più bella. Anche se alcune tombe all’interno non sono perfettamente conservate né illuminate, anche se non si può fotografare, anche se siamo stanchi e acciaccati, osserviamo una stupefacente varietà di stili decorativi dal bassorilievo all’affresco, le parti non completate ci offrono una panoramica unica delle tecniche decorative utilizzate, incluse sinopie del tutto simili alle nostre e i fondi quadrettati, di fattura precisissima sia che poi vi stendessero sopra la pittura, sia per i geroglifici. Le raffigurazioni sono interessantissime, dalla vita quotidiana (caccia, agricoltura, trasformazione dei cereali) alle attività ludiche (canto, danza, sport), dalle dettagliatissime scene di guerra alla glorificazione del faraone e delle divinità. Anche se sono ormai debolissima e ogni movimento mi costa una gran fatica, memorizzo molto più che nella mattinata e conservo un bellissimo ricordo di questa visita, che consiglio vivamente ai prossimi gruppi, anche se non so com’è la valle delle regine. Per ultimo il tempio di Habu è interessante, i Colossi di Memnone sono impressionanti; alla fine sappiamo che non abbiamo visto tutto, ma è ora di rientrare in hotel.

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Ho saputo che Raffa e i suoi hanno prenotato l’escursione in mongolfiera per la quale si alzeranno alle 5 il mattino dopo (50 EUR/ pax prezzo scontatissimo, normalmente costa 80 EUR), chiedo di unirmi e la loro guida mi dice che mi farà sapere, ora non sa se c’è posto pure per me. Loro avranno la stessa guida anche l’indomani per visitare Karnak e Luxor, noi invece decidiamo che possiamo fare da soli senza guida. A questo punto desidero solo andare a riposare, vorrei cenare presto ma i miei ragazzi sono invece dell’avviso di uscire sulle 21! Ci diamo appuntamento nella hall ma solo pochi riescono a scendere. Io mi rendo conto che devo stare al caldo, non muovermi. Mi sta tornando la bronchite che avevo in Italia, non ho voglia di mangiare e ho varie ore di sonno arretrato da recuperare. La mia compagna di stanza deve avere fatto un patto col diavolo perché, beata lei, sta bene. Quelli che escono per cena sono comunque di ritorno prima di mezzanotte, che strana fine d’anno!! Il mio 2010 è stato davvero difficile, sono contenta di archiviarlo.

Consiglio – poiché i siti aprono alle 6 e chiudono sulle 16 d’inverno, sulle 18 d’estate, in quest’ultimo caso si può effettuare la visita abbastanza con calma anche se a Tebe ci sarebbe la possibilità di visitare il sito per più giorni. In inverno, invece, sarebbe meglio sacrificarsi e alzarsi all’alba per avere tutto il tempo utile alla visita ed entrare nel sito di prima mattina, probabilmente con meno turisti in giro.

Consiglio – poiché i siti aprono alle 6 e chiudono sulle 16 d’inverno, sulle 18 d’estate, in quest’ultimo caso si può effettuare la visita abbastanza con calma anche se a Tebe ci sarebbe la possibilità di visitare il sito per più giorni. In inverno, invece, sarebbe meglio sacrificarsi e alzarsi all’alba per avere tutto il tempo utile alla visita ed entrare nel sito di prima mattina, probabilmente con meno turisti in giro.

Nota – a posteriori è stato comunque giusto venire qui il 31 dicembre, ma davvero eravamo circondati da migliaia di turisti soprattutto al mattino, nella classica visita di chi esce dagli hotel di Luxor o dalle numerosissime navi da crociera. In pratica ogni tomba richiedeva almeno 1/2h di coda per poi lasciare pochissimi minuti per la visita, che si è ridotta a uno sguardo fugace su affreschi – statue – mummie – sarcofagi. Inoltre i fortissimi sbalzi di temperatura e umidità tra l’ombra e il sole, l’aria secca fuori e umida dentro le tombe, ci hanno dato la mazzata finale per metterci KO entro sera.

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