Un lungo tragitto ci separa dalla città più a sud: là dove si incrociano le vie dei turisti e le secolari rotte carovaniere sorge Assuan, città sonnecchiosa, tiepida, brulicante di vita contrapposta ai dintorni tranquilli dove sembra non succeda mai nulla.

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Tra Luxor e Assuan gli Egizi sono vissuti per secoli, costruendo templi sublimi che le sabbie del deserto hanno tutelato fino alla scoperta di Esna (o Isna) Edfu (o Idfu) e Kom Ombo, i templi meravigliosi che ci attendono oggi in un clima temperato, secco, con calde giornate e fresche serate. Finalmente ragiono lucidamente, senza l’oppressione della tosse e del malessere dei giorni scorsi.

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Stiamo meglio quasi tutti e, nonostante abbiamo ancora poco tempo, riusciamo a visitare una zona dove le vestigia del passato risalgono all’epoca tolemaica (200 a.C.), ma sono affascinanti quanto i monumenti più antichi.

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Purtroppo saltiamo Esna con il tempio di Khnum, della XVIII Dinastia, un ottimo esempio di architettura greco romana, mentre Edfu è particolarmente affascinante con il tempio di Horus ottimamente conservato. Vi si distinguono le sale con la consueta disposizione, tra cui spiccano l’imponente sala ipostila e un interessante nilometro.

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Kom Ombo sorge su una piccola collina su un’ansa del Nilo, ospita le raffigurazioni del calendario e di molti strumenti chirurgici, alcuni dei quali tuttora in uso. Anche l’architettura del tempio è particolare, con due templi paralleli inglobati dedicati l’uno a Sobek dio coccodrillo e uno a Haroeris padre di Horus. All’ora di pranzo siamo pronti per partire, non sia mai che mangiamo!!

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Assuan ci attende, lungo il percorso vediamo un tratto meraviglioso del Nilo solcato da barche a motore, feluche, enormi navi da crociera. I tratti somatici della gente sono decisamente africani, i nubiani sono molto belli a tutte le età, hanno la pelle scura, le gambe affusolate e uno sguardo fiero. Il volto delle donne è quasi sempre coperto da veli colorati. Chiediamo all’autista che ci porti subito alla bellissima, per quanto ricostruita, isola di Philae, all’estremità sud della città.

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Ma quanto è bella questa zona? Come spiegare i colori, le viste sul fiume alla nostra destra e sulle montagne a sinistra, che pace si respira in questo grande sud che prelude al deserto, ad altre terre, al Sudan? La diga di Assuan aveva sommerso quasi tutto e rendeva il tempio visibile parzialmente solo alcuni mesi l’anno, con grossi danni potenziali ai manufatti. Arriviamo come sempre un po’ tirati per fare i biglietti, poi scendiamo all’imbarcadero dove più d’uno contratta una barca a motore che porterà entrambi i gruppi all’isola.

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Dal primo pomeriggio i colori si sono attenuati ed è bellissimo solcare le placide acque del lago Nasser sino al sito che, rispetto alla sua collocazione naturale, è stato ricostruito più in alto e decorato con alberi e fiori che lo rendono davvero speciale. Siamo coscienti della sua artificiosità ma affascinati da un sito bello, pulito, ben conservato, dove passiamo le ore più rilassate della giornata sino al bellissimo tramonto.

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Torniamo sulla terraferma in barca per raggiungere il nostro hotel che è finalmente in centro, vicino alla corniche. I nostri due gruppi Nilo Mar Rosso sono alloggiati assieme al Family. Stasera abbiamo un nuovo problema: mentre sto alla reception il gruppo dice che manca l’acqua (acqua in toto, non solo acqua calda). Con la consueta calma mi informano che tutto il quartiere è messo così, non si sa quando essa sarà ripristinata, forse stasera, Inshalla. I miei ragazzi sono arrabbiati, io sono stanca e avrei bisogno di una doccia ma chiamo prima il corrispondente per chiedergli di cambiare hotel, la risposta è picche in quanto sono tutti pieni o troppo cari per noi. Ciò significa anche che non possiamo tirare la catenella del water, né sciacquarci, né i partecipanti del Family con sei bambini li possono accudire come si deve. In hotel ci assicurano che stanno riparando la condotta e la pompa, sicuramente riavremo l’acqua “entro domani” ma al nostro disagio non pensa nessuno, né ci viene offerta una bottiglia d’acqua per bere o lavarci i denti, nulla. Tutto è a pagamento, siamo sempre più arrabbiati. Il gruppo esce a cercare un ristorante mentre io e Raffa ci accordiamo per le escursioni con il corrispondente, peccato che impieghiamo 2h a parlarci e spiegare le ns esigenze sia per i tempi dell’escursione ad Abu Simbel, sia per il pomeriggio in feluca (quello che chiediamo noi) o in barca a motore (quello che farà il gruppo di Raffa). Poi, come per magia, l’acqua ricompare, per fortuna siamo tutti nei paraggi pronti a salire in stanza. Alcuni hanno dimenticato il rubinetto completamente aperto e almeno un paio di stanze risultano inondate così, per finire in gloria la serata, si devono spostare. Raffa avvisa il corrispondente che è tutto a posto, lui è gentile e fa avere ai nostri due gruppi il servizio di guida al sito, gratis. Il gruppo ha già cenato, io esco a prendere solo una birra LUXOR e salgo in stanza per dormire presto.

Cosa abbiamo visitato:

ESNA (o ISNA, N.V.) – il tempio di Khnum fu costruito in epoca greco romana, o della XVIII Dinastia.

EDFU (o IDFU) – il bellissimo tempio di Horus, ottimamente conservato, è di epoca tolemaica (200 a.C.). Vi si distinguono le camere e tombe nella consueta configurazione, due sale ipostile, il mammisi e un interessante nilometro.

KOM OMBO – il tempio doppio, coevo al tempio di Horus a Edfu, è dedicato a Sobek dio coccodrillo e Haroeris padre di Horus. Sorge su una piccola collina che domina un’ansa del Nilo, un contesto assai particolare. Inoltre ospita le raffigurazioni del calendario e di molti strumenti chirurgici.

PHILAE – il complesso di templi, che sorgeva su un’isola appena poco a sud del centro di Assuan, è stato collocato su un’altura ricostruendolo fedelmente poco dopo la costruzione della diga, che l’aveva sommerso e lo rendeva visibile parzialmente solo alcuni mesi l’anno, oltre tutto con grossi danni potenziali ai manufatti. Dedicato al culto di Iside, fu edificato tra il VII e il III secolo a.C. La leggera artificiosità che se ne coglie non toglie il fascino e la magia di un sito bello, pulito e ben conservato, che abbiamo raggiunto in barca e visitato nella magica luce del tardo pomeriggio e sino al tramonto. Bellissimo.

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