Lunedì scorso sono tornata dalle Cinqueterre piena di immagini nel cuore, stanca ma soddisfatta dei posti che ho rivisto con immenso piacere, sorpresa dai posti nuovi. Ho decisamente appagato la mia eterna curiosità di scoperta, particolarmente in Lunigiana, terra di confine tra tre regioni diversamente belle: Toscana, Liguria ed Emilia Romagna. La Lunigiana mi ha svelato alcuni suoi piccoli segreti che, in un assaggio di meno di ventiquattr’ore, più di così non poteva essere, ma mi ha dato tantissimi spunti per tornarci!

Assaggiare significa anche provare i prodotti tipici, confesso che in questo giro non l’ho fatto perché ho preferito una semplice pizza e birra serale, mi spiace ma era giusto così. Ad assaggiare le mie conserve invece hanno pensato i carinissimi gestori del BB Il Rifugio del Pellegrino di Mulazzo (MS) che mi ha ospitato. I loro due bambini mi hanno accolto con lo stupendo sorriso che solo i bimbi sanno regalare. E loro per primi hanno apprezzato il cestino con dentro marmellata d’arance, confetture di ribes, fichi, more, pomodori, una che non ricordo e una crema di mele pere cannella zenzero e noci che… per prima è stata spazzolata!! Ho riempito il cestino anche con due cose di nordest che son sempre apprezzate, senza chiedermi se i miei padroni di casa erano astemi o intolleranti o altro: polenta friulana e prosecco. Non male no?

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Spero li apprezzino, era un baratto programmato da almeno due anni che poi abbiamo congelato fino a domenica otto marzo. Dovevo andare a Mulazzo a camminare sulla Via Francigena poi la compagnia e l’itinerario si sono fatti complicati ed è saltato, pazienza. Ecco invece le mie istantanee scattate lunedì scorso in Lunigiana, in poco più di mezza giornata.

Per giungere a Mulazzo partiamo proprio dal magico percorso di pellegrinaggio utilizzato da quasi mille anni per unire Roma a Canterbury in mille miglia: le tante insegne marroni che indicano la Via Francigena sono preziose anche se molti sentieri sono ormai strade, asfaltate ma non molto trafficate. I camminatori sono soprattutto stranieri, quelle belle persone che vengono nella nostra bella Italia per visitarla a passo lento senza la fretta mia, e di tanti italiani. Bravi loro! Il BB il Rifugio del Pellegrino si trova non a caso in via San Benedetto, dove c’era appunto un convento, doveva chiamarsi Ospedale del Pellegrino in quanto si trova proprio su questo percorso e serviva da luogo di ristoro e ospitalità per i pellegrini. I padroni hanno preferito chiamarlo con il termine rifugio, poco male. L’importante è avere mantenuto la struttura originaria: l’edificio antico che ospita il BB è stato ristrutturato rispettandone l’antica costruzione in pietra, che risale al 1700.

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Antiche colonne in marmo di Verona ornano l’edificio fuori e dentro, la zona giorno è al piano terra, qui consumiamo la colazione insieme.

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Un’ampia scala porta al piano superiore dove ci sono le camere da letto e i bagni, io dormo qui.

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Ampia è anche la terrazza con tavolo e sedie in legno (dove d’estate potrei leggere e prendere il sole) si apre sulla bella campagna e sulle montagne innevate. Davvero un panorama bello e rilassante.

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Appennino tosco – emiliano e Alpi Apuane mi dicono, quanto c’è da camminare qui? Esistono percorsi dedicati per la mountain bike e passeggiate a cavallo tra boschi e montagne, per una vacanza immersa nella natura. C’è l’area dei Cento Laghi e vi sono oltre cento castelli e borghi fortificati che punteggiano il paesaggio.

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Prossimamente ci sarà più spazio disponibile per gli ospiti ma a me piacerebbe vedere aperte e piene di gente anche le case vicine, tutte col loro carattere e quel sapore antico che io e tanti viaggiatori cerchiamo in questi paesi, un lavoro meritevole che spero sia presto compiuto!!

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E a Mulazzo cosa c’è da vedere? Un bellissimo acquedotto romano e un piccolo borgo fortificato dove si respira l’aria dei Malaspina, di Dante, di Carducci, tutti ricordati con grandi targhe e statue.

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Da una porta d’accesso salgo per vicoli e i ricordi proprio di Dante che visse a lungo qui, esule da Firenze, tanto che gli è stato dedicato il museo “Casa di Dante in Lunigiana”.

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Filetto frazione di Villafranca è una piccola chicca: una piazza rettangolare con la chiesa di San Flippo e Giacomo, circondata da torri. L’impianto medievale è stato rimaneggiato tra il Cinquecento e il Settecento.

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Molti negozi e ristoranti lo rendono un po’ finto per i miei gusti, per fortuna lo trovo semideserto, non credo mi piacerebbe affollato.

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Bagnone, arrivandoci da sotto, sorprende perché è inerpicato tra le rocce nelle quali scorre rumorosamente il torrente omonimo.

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Vedo antichi palazzi e portici eleganti, vecchie case in pietra affollate da abitanti di tutte le età e un castello in cima al paese, da cui la vista spazia su verdi vallate dove l’erba di primavera cresce già.

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Filattiera presso Pontremoli ospita un gioiellino romanico, la Pieve di Sorano, troppo bella per essere vera infatti… è chiusa! Dal cimitero riesco a fotografarne l’abside illuminata dal sole, qui ci sono diversi percorsi naturalistici illustrati da pannelli esplicativi. Filetto e Filattiera erano probabilmente borghi fortificati, mille e più anni fa.

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Pontremoli è così bella che mi pare strano di non esserci mai passata, vorrei salire al castello ma è chiuso, dare un’occhiata al museo delle statue stele (ritrovate anche a Mulazzo) che mi affascina tantissimo, collocato provvisoriamente in un edificio del comune, ci penserò a una prossima visita con calma.

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Vedo due piazze stupendamente “arredate” con palazzi e negozi, botteghe con insegne vecchie e affascinanti, ristoranti che mi mettono l’acquolina in bocca.

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20150309_115933 Ma è quasi mezzogiorno e ho quasi 400 chilometri da fare, andiamo, il Premio Bancarella sarà una scusa per tornare, assieme a sagre e feste medievali, nella bellissima Lunigiana. Senza fretta!

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“Le strade per arrivarci” vanno citate a conclusione del post: avendo deciso di raggiungere le Cinque Terre arrivando per la strada interna, dovevo fare lo stesso sulla via del ritorno. Sbagliato! Non si può prendere una strada solo perché Google Maps dice che son 50 km invece di 70 e senza autostrada, dovrei impiegare un’ora e mezza invece di un’ora e risparmiare 7-8 euro. Invece, dopo essermi felicemente inerpicata per la Val di Vara nel tardo pomeriggio, trovo strade sempre più impervie, deserte, trascurate fino al fatidico bivio per i Casoni, a soli 15 chilometri da Mulazzo. Ho girato intorno al monte Cornoviglio che, scoprirò dopo, è il punto di unione tra le valli d’accesso a Pontremoli. Dopo tornanti e mezzi sterrati su un percorso stradale invaso da sterpaglia, rami, foglie, quassù vedo chiazze di neve fresca e scopro che ci sono 4 gradi, Bbrrr!

Chiedo a una signora anziana, intenta a far fascine, se è giusta la strada che scende davanti a me per andare verso Pontremoli, e ricevo questa secca risposta: deve tornare indietro signora, la strada è bloccata da una frana. Il suo parente che arriva sul SUV di famiglia me lo conferma e propone di scortarmi giù a valle, circa per la stessa strada da cui son salita (ma con un tratto più breve e comodo), mentre scende la sera su strade che non conoscevo e che rischiavo di percorrere fino a trovarmi davanti un buco. Qui attualmente è pieno di buchi, frane, smottamenti, a cui le amministrazioni mettono una pezza con ponti provvisori sistemati per mesi, in attesa di governare il territorio come si deve. Le stesse cose di cui si lamentano gli abitanti delle Cinqueterre, tutto il mondo è paese in Italia ma non va bene così perché uscire dal paese passando per un perenne senso unico alternato non va bene per niente. Così come non va bene chiedere a quelli della forestale, subappaltati per pulire il greto del fiume dai rami e tronchi, perché li spostano poco più a valle dove produrrano esattamente lo stesso problema: buchi, frane, smottamenti.

Bene, rientro in autostrada e da Spezia a Mulazzo faccio 120 km invece di 70 più il costo dell’autostrada, bello no? Ma non credo imparerò la lezione quando la prossima volta, davanti a una cartina, cercherò sempre la strada più panoramica ma tortuosa. Una metafora della mia vita insomma.

Per saperne di più:

http://bebilrifugio.altervista.org/Home.html

http://www.terredilunigiana.com/

http://www.prolocopontremoli.it/

http://www.aptmassacarrara.it/

http://www.lunigiana.com/parchi-naturali/area-protetta-cento-laghi.aspx

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Mal di Liguria, a spasso per le Cinqueterre, Marzo 2015

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2 comments

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Ciao Roberta! Che bello trovare sul tuo blog questi luoghi che sento un po’ miei…dato che abito incuneata fra val di vara e Lunigiana! L’avventura dai Casoni a Mulazzo l’ho fatta anche io…e visto che sono del posto la cosa è ancor più grave. .ma è stato divertente. Di Mulazzo mi ha colpito la storia di Alessandro Malaspina, a cui ho dedicato un post! Passa a trovarmi se ti va…Ciao!!

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ciao elena ora cerco l’altro commento sul gallo nero (che io non mangerò…) bello trovarti qui in attesa di vederci dal vivo

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