Novara è un capoluogo di provincia situato in Piemonte, ma dista solo 50 chilometri da Milano ed è forse una città più lombarda che piemontese, così come Piacenza è più lombarda che emiliana. Operosa terra circondata a nord da nobili vigneti, a sud dalle acque delle risaie, è ancora sottovalutata come meta turistica ma per sopperire a questa mancanza quest’anno hanno pensato le Invasioni Digitali terza edizione.

?????????????

????

Non avevo mai visto un itinerario antonelliano così completo tra città e provincia, onore agli organizzatori e a Instagram che ci ha fatto conoscere. Gli Igers Novara sono una comunità piccola ma operosa che ha portato gli invasori a Oleggio (Chiesa di San Pietro e Paolo), a Bellinzago (Chiesa di San Clemente e asilo infantile de Medici), a Romagnano Sesia (Villa Caccia). E ovviamente a Novara con il Cascinale de Nobili, Casa Bossi e la Cupola antonelliana. Ero così attratta da questa strana opera, vista per la prima volta in una foto invernale, tutta coperta di neve, che ho fatto i salti mortali per visitarla con la scusa dell’invasione digitale. Ecco cosa abbiamo visto.

Trovo per una volta comodo ed efficiente il sistema ferroviario che dà accesso alla città con ben 1-2 treni l’ora da e per Milano, sia con la vecchia Frecciabianca della linea Venezia – Torino sia con interregionali (euro 11 A/R), ancora migliori perché fermano in tante stazioni milanesi. Voltando le spalle alla stazione un piccolo parco porta al vicino centro storico, la cupola è già là che mi occhieggia sulla destra e in pochi minuti le sto sotto. Bellissima, diversa dalla più famosa mole di Torino simbolo della città, ritratta persino nelle monetine da due centesimi, la cupola di Novara è un edificio ardito di cui la visita guidata ci svelerà tutti i segreti.

????

????

Il cielo bigio non mi spaventa, sono attrezzata per la pioggia ma non immagino ancora quanta ne scenderà di lì a poco, ho voglia di un caffè ma mi avvicino a passo spedito verso la cupola dove arrivo puntuale alle ore 15.

La biglietteria del Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi in via Gaudenzio Ferrari accoglie gli invasori tra ricchi cimeli provenienti da Africa e Asia, che meraviglia! Ho deciso di venire all’ultimo momento e ho chiamato ATL Novara di sabato quando gli uffici sono chiusi, sto in lista d’attesa finché siamo sicuri che alcuni dei trenta iscritti non si presentano. Saliamo!

????

????

????

Ardita e slanciata è la forma della cupola, impressionanti sono le sue dimensioni anche se l’ascensore (!!!) ci porta solo sino al tamburo (diametro maggiore di 30 metri) e non fino in cima, a 120 metri d’altezza! Fu progettata a lungo da Alessandro Antonelli, ci vollero ben quarant’anni dal 1827 al 1867 per completarla, inserendola nella struttura della basilica di San Gaudenzio. A metà del percorso costruttivo iniziò l’avventura che l’avrebbe reso celebre con la mole di Torino, anzi per una decina d’anni egli abbandonò il lavoro a Novara in attesa di ricucire il suo difficile rapporto con la Fabbrica novarese, che fu terminato solo quando fu in grado di dimostrare, conti alla mano, che sarebbe costato ben di più demolirla che terminarla. O tempora…

????

I due edifici si assomigliano, ma solo a un primo sguardo, anche il contesto urbanistico in cui sono inserite è diverso. A Novara l’attuale pianta della città riflette la dominazione spagnola, con una “forma circolare” e le mura che la cupola riprende, mentre a Torino la mole quadrata riprende l’impianto urbanistico originario romano, con cardi e decumani.

Forse la cupola di Novara è stata utilizzata come modello o esercizio di stile, certo è che vi furono moltissime vittime tra gli operai che coi mezzi dell’epoca dovettero affrontare fatiche immani al lavoro, e chissà cosa ebbero in cambio. Per esempio le colonne che ornano il tamburo sono blocchi unici, non assemblati, ciò che si vede solo guardandole da vicino. Materiali costruttivi leggeri (calce, mattoni) e la pianta a cerchi concentrici hanno reso la struttura della cupola particolarmente proporzionata e relativamente leggera, in grado cioè di sostenerne il peso e rendere particolarmente difficile il suo crollo. In tal caso essa dovrebbe implodere su se stessa senza coinvolgere gli edifici vicini, anche se per sicurezza negli scorsi anni sono stati fatti degli inserimenti in cemento, probabilmente inutili o addirittura dannosi.

????

????

Materiali preziosi si vedono nella pavimentazione della sottostante basilica, marmi e non solo. Già, la basilica: la cupola è stata inserita nell’edificio cinquecentesco, anche se la basilica rinascimentale fu fatta costruire al posto dell’edificio originario, del nono secolo, distrutta proprio nel Cinquecento. La sua storia segna sia il rapporto particolare con i novaresi, che si autotassarono per poterla costruire in segno di ringraziamento per essere scampati alla pestilenza, sia la supremazia del governo cittadino sulla Chiesa, caso strano a quei tempi.

Il piano d’arrivo dell’ascensore è la sala del compasso sorretta da travi di legno unite, da un ingegnoso sistema a incastro, che ha permesso di “allungare” travi di specie locali senza doversi approvvigionare più lontano. Il compasso lungo oltre dieci metri servì proprio ad Antonelli per disegnare i modelli in scala delle volte della cupola, visibili assieme a utili pannelli esplicativi. Una stretta rampa di scale ci porta al secondo balcone, da poco aperto per le visite.

????

L’ampia vista da quest’altezza, pur offuscata dal grigio padano, include alcuni edifici che saranno pacificamente invasi in questi giorni, tra cui Casa Bossi e il Campanile settecentesco opera di Benedetto Alfieri zio di Vittorio Alfieri. E ancora Palazzo Tornielli Bellini sede del Banco Popolare di Novara dove passò prima Napoleone e poi, nell’Ottocento, a più riprese fu ospitata tutta casa Savoia. La statua posta sulla sommità è una copia dell’originale opera ottocentesca di Pietro Zucchi e raffigura il Cristo Salvatore. L’originale è conservato nella basilica.

????

????

????

????

Alcuni luoghi paiono trascurati e mi fanno pensare che il turismo qui abbia bisogno di qualcuno che vi imprima la giusta accelerazione, chissà. E non parlo solo dei lavori in corso che sono per definizione temporanei.

Scendiamo le scale a piedi, diamo un’occhiata alla bellissima basilica e all’uscita piove a dirotto, inutile cercare di dare un occhio al Broletto e al piccolo centro della città, le strade sono ben presto inondate e devo correre a prendere il treno che mi riporterà a Milano, bagnata fradicia e infreddolita. A fine aprile non è male! Ah ma ci sono anche le nostre foto da invasori, anche mascherati, eccole! Grazie organizzatori, grazie invasori e…  Arrivederci al 2016.

Per saperne di più:

http://www.turismonovara.it/it/artestoriascheda?id=125

http://www.cupolasangaudenzio.it/

http://www.fablap.it/Italiano/Storia.htm

Ti è piaciuto questo post sul Piemonte? allora leggi anche gli altri, li trovi qui:

Molto a nordovest

Inoltre vi consiglio di leggere...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *