La bellezza di Matera non si può spiegare, bisogna viverla, è una città magica e difficile da raccontare a parole. Come la mia amata Venezia, Matera ha degli scorci unici che solo un cuore freddo non può amare. Ci si può perdere senza paura, girano pochissime auto e un riferimento sicuro, una piazza, una chiesa si trovano sempre.

Se poi avete la fortuna di alloggiare in pieno centro storico ancora meglio, siete circondati da colori e profumi speciali e vicino tante belle persone in grado di accogliervi con la genuina ospitalità del sud, assaggerete le specialità della cucina lucana. Cosa volere di più? Lo diceva anche una famosa pubblicità!

Io ho avuto tutto questo e qualcosa in più: ho condiviso l’esperienza di Matera in ottima compagnia. Non era il mio viaggio premio come vincitrice del concorso del Festival della Letteratura di Viaggio 2014 riservato ai blogger di viaggio, spero di utilizzarlo quest’anno. Era una zingarata tra amiche… La scorsa primavera ho passato a Matera un fine settimana splendido con le mie bloggamiche Cristina e Simonetta: non solo siamo state benissimo insieme ma ci siamo divertite tantissimo e abbiamo fatto 1000 cose. Se per caso voleste unirvi a noi (ma dobbiamo vedere se lo meritate) preparatevi a tour de force e lunghe camminate con poche e sintetiche pause, fisiologiche o poco più. Se venite quaggiù con i mezzi pubblici avrete tutta la mia stima, ma dovrete giocoforza rallentare il passo e non dovrete darvi da fare per raggiungere i dintorni.

Matera è a oggi l’unico capoluogo di provincia italiano non servito dalla ferrovia, uno scandalo per la lentezza dei trasporti in generale e un ostacolo per molti ospiti potenziali, che non possono o non vogliono usare l’auto. Alla fine del 2014 Matera è stata nominata capitale europea della cultura per il 2019, nel nostro breve soggiorno abbiamo visto alcune caratteristiche tipiche di una città che sta crescendo, ma a volte senza un ordine né la cabina di regia necessaria a dirigere i grandi lavori che la traghetteranno a questo traguardo enorme. A cominciare da treni e altre infrastrutture per parlare di cose grosse, o dai bagni pubblici quasi assenti per parlare di cose piccole. Provate a cercare un bar per bere qualcosa e andare in bagno, potreste fare lunghe file o trovarli chiusi, a tarda sera per esempio. Dove farete pipì? Chiedete ai materani se sono contenti di queste invasioni di persone da fuori, spesso passanti distratti che si fermano dalla mattina alla sera intasando i vicoli, muovendosi a ondate, consumando e spendendo poco, lasciando i cestini pieni di spazzature (non sono contenti). Hotel e strutture di ospitalità esistono, ma non sono sufficienti. Io trovo che il logo di Matera 2019 sia bellissimo ma pensavo di trovare già disponibili tanti gadget come cappellini, magliette, ombrelli, invece pare che abbiano discusso da subito su chi doveva farli e allora non c’era ancora disponibile nulla. Spero che nei prossimi tre anni il neosindaco e la sua giunta prendano le redini della situazione e gestiscano bene, nell’interesse di tutti, i fondi stanziati. Fino al 2019. Organizzatevi! Collaborate con i vicini pugliesi che hanno tutto l’interesse a creare una sinergia tra due regioni simili. In Puglia vi sono i due aeroporti più vicini a Matera, Bari e Brindisi. Arrivando in treno a Bari (e a Ferrandina) potrete proseguire per Matera in bus. Fine delle lamentele.

Noi oltre al capoluogo abbiamo visto il Parco delle Chiese Rupestri, Miglionico e Pietrapertosa nelle Dolomiti Lucane. Abbiamo lasciato per la prossima visita tanti posti invitanti come gli antichi paesini più o meno abitati fra cui mi ispira tantissimo la città fantasma di Craco, una chiesa rupestre con la cripta del peccato originale (detta la Cappella Sistina della Basilicata), i magici paesaggi montani delle Dolomiti lucane e il mare, anzi i due mari che bagnano questa piccola regione, tutta da scoprire ed esplorare. Abbiamo dato un nome alla nostra esperienza: Explore Matera. Ecco cosa abbiamo visto e fatto nel capoluogo.

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Giovedì sera arrivo io, mi sistemo alle Monacelle (fondazione, hotel, ostello) e vado a cena con due compagni di viaggio che non vedo da quattro anni quando andammo insieme in Mongolia. Da Pomarico a Ulan Bator e ritorno, mi riportano indietro nel tempo, la nostra è proprio una bellissima rimpatriata.

Venerdì mattina arrivano loro, ma abbastanza tardi da permettermi di passeggiare da sola un paio d’ore, una libertà che apprezzo prima e dopo. Saliscendi, spazi ampi e angusti si susseguono tra i sassi. Matera assomiglia davvero a Venezia, fuori dai percorsi turistici non c’è quasi nessuno, nonostante sia il primo maggio e siamo in un fine settimana affollatissimo, ho dovuto fare i salti mortali per trovare alloggio. Una bella chiesa si prepara ad accogliere una coppia di neosposi, oltre ad avere un sagrato perfettamente addobbato ha anche un interno ricchissimo, allietato da musica d’organo particolarmente indicata.

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Scorgo gli abitanti delle case che fanno i loro mestieri incuranti dei passanti come me. Prima di mezzogiorno raggiungo le ragazze nella via dove lasceremo le auto parcheggiate, con le valigie scendiamo alle Monacelle e ci facciamo dare una stanza. Antonella fa gli onori di casa perfettamente, è davvero una carissima persona. Usciamo in tre, anzi in quattro, con noi c’è anche Maya la chihuahua di Cristina che la segue quasi sempre, piccola ma forte, con una resistenza straordinaria per chilometri e chilometri. Le ragazze sono partite all’alba da Roma per avere più tempo possibile qui, passeggiamo senza meta per prendere confidenza e apprezzare la città nel suo insieme.

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Dalla cattedrale prendiamo gli scalini in discesa e poi a sinistra ci portiamo in via Fiorentini, un crogiolo di negozietti e trappole per turisti, bed & breakfast, ristorantini. Cristina ha visto che in fondo alla via c’è un hotel 4* con una spa nei sassi. Andiamo a vedere: la Locanda di San Martino in effetti è dotata di questa chicca che prenotiamo per l’indomani. Continuiamo a passeggiare in silenzio, ognuna cerca le sue immagini da conservare, nella mente o nel dispositivo preferito. Lunghe pause fanno bene, non abbiamo fretta perché la visita guidata sarà domani mattina così bighelloniamo tra edifici ben restaurati e case non ancora rimesse a nuovo (non meno belle), archi e portici, porte e finestre, panni stesi. Tutti estremamente fotogenici. Piccoli giardini, fiori e piante, coltivati e spontanei, punteggiano il profilo uniforme davanti a noi, fatto di pietre grigie di tante sfumature.

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Sembra tutto vicino ma ci vuole tempo per andare da una parte all’altra della città. Provo sensazioni contrastanti, i miei amici anglofoni le chiamano mixed feelings; quell’infinito leopardiano che credevo di trovare solo a Recanati, invece c’è anche qui a cospetto di strati geologici, abitativi, umani vecchi di millenni. Infinitamente Matera.

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Piazza Vittorio Veneto è il centro nevralgico di Matera con tanti bei negozi, locali e palazzi eleganti, da qui si dipanano varie strade, si accede al Sasso Caveoso e al Sasso Barisano. All’ora di pranzo in una bella gastronomia prendiamo pane, formaggio e affettati, li consumiamo sulle vicine scale poi beviamo un caffè in un bar elegante. Prendiamo l’auto per visitare il Parco della Murgia materana, poco distante dal centro. Questo luogo era abitato già in epoca paleolitica e oggi si presenta come un insieme di edifici diroccati scavati nella roccia, luoghi di culto e abitazioni, ricoveri per gli animali, tutto incastrato e seminascosto nel verde.

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Magicamente deserto e selvaggio, eppure già invaso dalle erbacce e dai fiori primaverili, il parco è così affascinante che se un giorno lo renderanno adatto alle visite di massa sarà più fruibile di sicuro, ma meno bello. Sono i mixed feelings di cui scrivevo poco sopra. I percorsi attrezzati invece sono appena segnati da cartelli al parcheggio del centro visitatori, i sentieri a volte sono poco chiari e in certi punti si avvicinano pericolosamente al burrone, senza protezione. L’orlo della gravina divide la Matera più antica di qua, dalla città vecchia di là, nel tardo pomeriggio assume tonalità e chiaroscuri particolari. Le visite per oggi sono finite, aperitivo, cena e passeggiata concludono in bellezza una giornata lunghissima. E le mille luci della città, la sera, la fanno bellissima. Infinitamente Matera.

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Sabato mattina incontriamo la guida Michele Zasa nella piazza della cattedrale. Ci porta subito a vedere un’antica dimora nobiliare trasformata in hotel, Palazzo Viceconte, di cui ho parlato in questo post. Molti palazzi costruiti tra Cinquecento e Settecento sono ora luoghi di ospitalità di lusso. Casa Noha è la tappa seguente: al suo interno è ospitata una storia della città raccontata con mobili, utensili e ricostruzioni reali, accompagnate da video e installazioni multimediali molto interessanti. La “vergogna nazionale” che portò allo svuotamento dei Sassi nel dopoguerra era frutto delle condizioni di vita degradate e dei pericoli potenziali per la popolazione residente, eccessiva e fuori controllo. Pericolo di epidemie e crolli, contiguità tra case e stalle, promiscuità tra persone e animali, scarsa salubrità portarono a un pesante intervento del governo per portare fuori migliaia di persone, in una città nuova e moderna. Tutto si risolse con uno spopolamento e svuotamento, umano e culturale, una privazione solo temporanea. Il sud arretrato aveva qui una delle sue rappresentazioni più chiare. In anni più recenti però c’è stata la spinta opposta e abbiamo assistito alla rinascita della città, al ritorno nei Sassi, al rifiorire di attività e vita nuova, fino alla proclamazione dei Sassi di Matera Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nel 1993. Questa è una vera storia di successo come non ce ne sono state sempre, dato che centinaia di paesini in tutta Italia si sono svuotati e solo alcuni stanno tornando a nuova vita. L’industrializzazione prima, i cambiamenti dell’epoca post industriale dopo sono stati, a volte, salutari.

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Passiamo la seconda ora della visita guidata a passeggio negli spazi più ampi dei Sassi, nel saliscendi che la guida Michele ci descrive con le immagini dei film girati qui. Il Vangelo secondo Matteo per esempio, dell’immenso Pasolini, che è stato appena restaurato. Cristo si è fermato a Eboli e il più recente La passione di Cristo con il suo cast internazionale, che è diventato un volano fondamentale per mostrare Matera al mondo e portarvi tanti nuovi ospiti. Se vi interessa l’argomento ho trovato questo documento interessante sul web.

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La terza e ultima ora si svolge di nuovo al chiuso: prima nelle grotte ricostruite com’erano un tempo, abitate, vive. Poi nelle splendide chiese rupestri di epoca medievale, dove entriamo su passerelle sopraelevate; sono evidenti i ricchi affreschi, l’attualità e la funzionalità della Madonna dell’Idris e della cripta di San Giovanni in Monterrone, nel Sasso Caveoso. Consiglio vivamente di effettuare il Circuito delle chiese rupestri!

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Diamo infine uno sguardo ad alcune produzioni artigianali materane: la donna in costume detta pacchiana, i timbri per il pane con le iniziali dei proprietari che accedevano al forno comune, e il mio preferito: il cuccù.

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All’ora di pranzo salutiamo Michele che con la sua chiacchiera ci ha raccontato un po’ della storia e tanti aneddoti della splendida Matera. In un giorno si può vedere tanto ma se potete fermatevi ad assaporare poco a poco, di giorno e di sera, questa città meravigliosa e unica poi ditemi se proverete lo stesso stupore che ho provato io, per cui ho scritto Infinitamente Matera.

Desidero ringraziare il Comune di Matera e APT Basilicata per il supporto offerto al nostro soggiorno e la collaborazione prima, durante e dopo il viaggio, la mia voglia di tornare aumenta. Spero di avere messo anche a voi voglia di andare a Matera, sono certa che vi stupirà.

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Explore Matera, tre giorni tra i sassi

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4 comments

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Adoro Matera, ogni volta, è sempre una sorpresa , con le nuvole è così tagliente e si ammorbidisce come burro con un raggio di sole. Veramente unica!!

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così unica che adesso sotto la neve mi fa un sacco di voglia di scendere ma… come saranno le strade? ciao mery!

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Mi piace come l’hai raccontata.
ciao

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ciao narrabondo grzie a te ma… si può sapere cosa hai apprezzato? così, per migliorarmi sempre, perché credo e spero di essere come un buon vino. rosso naturalmente. e se mi segui tra pochissimo uscirà (almeno) un altro post sulla basilicata!

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