Sabato a Palazzo Sarcinelli a Conegliano si è inaugurata una mostra spettacolare e unica, dedicata a una famiglia di pittori muranesi attivi nel Quattrocento: i Vivarini. Antonio e Bartolomeo, fratelli, e il nipote Alvise per oltre sessant’anni sono protagonisti dell’arte veneziana, anche se le loro attività si espandono verso ovest, a Bergamo per esempio, ma anche a sud. L’arte dei Vivarini, per la prima volta protagonisti di un’esposizione monografica, parte da Venezia e si muove sull’asse dei domini veneziani.

Si tratta sostanzialmente di arte sacra, più volte commissionata dagli ordini monastici e dalle parrocchie. L’esposizione coneglianese presenta oltre quaranta quadri, pale d’altare e polittici oggi conservati in chiese e musei, su entrambe le sponde dell’Adriatico. Se per esempio prima del 5 giugno (ultimo giorno della mostra) andrete a Parenzo, non troverete il polittico nella Basilica Eufrasiana. Diversi prestiti sono stati concessi anche da chiese e musei pugliesi, nonché dall’Accademia Carrara di Bergamo e dalla Pinacoteca di Brera. Non manca Venezia con opere provenienti dalle Gallerie dell’Accademia e diverse chiese. C’è infine un po’ di Francia in mostra, sia per un paio di quadri provenienti da Amiens sia soprattutto perché dopo i cataclismi a cui fu sottoposta Venezia dal Cinquecento in poi, a disperdere il patrimonio vivariniano contribuì pesantemente Napoleone Bonaparte.

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Non è una mostra facile perché i Vivarini rappresentano un ponte tra la pittura medievale e la rivoluzione del Rinascimento, quando la profondità prenderà il sopravvento e volti, panneggi, paesaggi assumeranno le tre dimensioni, forme, luci e ombre nuove. Per sempre. Non ebbero vita facile i Vivarini, dovettero spesso spostarsi per lavorare e soprattutto dovettero reinventarsi più volte, per questo il titolo della mostra è Lo splendore della pittura tra Gotico e Rinascimento. I Vivarini contribuiscono a traghettare la pittura medievale verso i suoi successivi prestigiosi traguardi e nuove modalità espressive, il cambiamento diventa la loro forza, la spinta per confrontarsi con i maestri loro contemporanei e la fonte ispiratrice di coloro che seguiranno, e abbracceranno un linguaggio artistico completamente nuovo.

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Giovanni Bellini e Antonello da Messina tra i primi, Andrea Mantegna e Filippo Lippi tra i secondi sono solo alcuni dei pittori attivi tra il Quattrocento e il Cinquecento, che con i Vivarini lavorano, ma i contemporanei e gli eredi dell’arte dei Vivarini sono molti di più, e si vede. Nei volti di Maria e Gesù ancora così squisitamente gotici, ritratti tante volte e spesso contornati da santi: Antonio, Caterina, Bernardino, Francesco, Sebastiano, anche se per me le più impressionanti sono Sant’Apollonia e Santa Monica.

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Le linee pulite dei volti si fanno pian piano più profonde e ombreggiate, i drappeggi rossi e blu lasciano il posto a sfumature di rosa, viola, azzurro, verde, a cui il fondo oro dona luce e preziosità. Mani e piedi si mettono goffamente in movimento in attesa dei traguardi successivi, così come i paesaggi che fanno da sfondo ai quadri sono essenziali, scarni. I Vivarini mettono data e firma sulle loro opere che diventano storie, da raccontare e leggere insieme a loro.

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Promotori della mostra sui Vivarini sono il comune di Conegliano e Civita Tre Venezie, ma anche i privati come Permasteelisa hanno avuto un ruolo cruciale per permettere il prestito di opere così importanti. Il curatore Giandomenico Romanelli è alla sua terza esperienza qui, dopo le mostre dedicate al Cinquecento e ai Carpaccio. L’occasione di visitare il centro storico della Marca trevigiana è ghiotta: Conegliano infatti è il centro della produzione del Prosecco DOCG assieme a Valdobbiadene, è stata la patria di un altro grandissimo pittore, Cima da Conegliano, ed è il cuore di una storia che si è fatta fulgida durante la dominazione veneziana che le ha lasciato gli splendidi palazzi del centro ma affonda le radici in tempi assai più antichi. Se dopo Conegliano vorrete spingervi oltre a ricercare le opere dei Vivarini nei paesi circostanti avete l’imbarazzo della scelta, disseminate nel Veneto centrale ed essenzialmente a Treviso e provincia (Asolo, Bassano, Castelfranco, Vittorio Veneto).

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