Vedere delle belle foto sui social non solo è fonte d’ispirazione per i miei viaggi (come se ne avessi bisogno) ma è anche occasione di conoscere belle persone con cui condivido questa ragione di vita: i viaggi. Ho contattato con piacere su Instagram Loretta Buonamico che, in attesa di conoscere la prima volta che scenderò nella capitale, si è offerta per raccontarci alcune esperienze del suo lavoro di guida turistica. Simpatica, originale, ispiratrice sono i tre aggettivi con cui ve la presento. Buona lettura e a presto. Grazie Loretta!

1 Da dove vengono gli ospiti in visita alla vs città? Sono più italiani o stranieri?

Chiaramente Roma ha turisti da tutto il mondo e forse, prima o poi, pure da qualche altra galassia, tanto al romano si sa, non farebbe effetto più di tanto! Tuttavia io lavoro con un’Associazione Culturale che si rivolge ad un pubblico di residenti a Roma. Dico “residenti” e non romani perché in effetti tra di loro ci sono persone di varia provenienza, italiana, europea e non.

loretta

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Essendo abituata ad un pubblico “romano”, quanto meno di adozione e di buon livello culturale (in genere), devo dire che preferisco trovare persone che vogliono quel quid in più, senza dover spiegare loro chi erano Romolo e Remo, ad esempio. Come dico sempre ai miei visitatori “siamo romani alla scoperta di Roma” e spesso è proprio una bella scoperta!

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Di aneddoti ce ne sono molti, sicuramente alcune delle “uscite” più divertenti sono quelle dei bambini (spesso porto scolaresche in visita): ad esempio una volta ho portato una quinta elementare della Provincia di Frosinone in visita agli scavi di Ostia Antica. Quel giorno mia figlia, che all’epoca avrà avuto 15/ 16 anni, mi ha accompagnato, credo perché a scuola mancassero degli insegnanti. Comunque a fine visita i bambini mi ringraziano ed uno (evidentemente molto precoce) mi dice: “Tu sei brava, Ostia è bellissima, ma la cosa che mi è piaciuta di più è tua figlia!”. Sò soddisfazioni! Altro momento divertente è quando faccio interpretare agli studenti una famosa pittura di Ostia all’interno del Thermopolium. Rappresenta un piatto con del cibo, un bicchiere con del vino e…. terzo elemento…..qui scatta la domanda…in realtà gli studiosi ipotizzano che si tratti di uno strumento musicale, una sorta di nacchere, ma le interpretazioni degli studenti sono le più varie: qualcuno, più di uno, ci vede dei glutei! E, a proposito di glutei, ho sorpreso un gruppo di signore non più giovanissime, a fare commenti sul lato B di una statua di Ercole! Effettivamente era notevole….

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Esperienze da dimenticare… non sono molte ma capita spesso di dover fare delle file, ad esempio quando c’è la prima domenica del mese con ingresso gratuito, e i visitatori non hanno la pazienza di mettersi in fila, sbraitano, si spazientiscono e in qualche caso se ne vanno senza aver pagato la quota. Le file non sono mai lunghe come sembra, basta avere pazienza!

viaseveriana

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Mi mette in crisi il visitatore distratto, quello dallo sguardo sfuggente o che non sorride mai… mentre spiego mi chiedo se sono noiosa o magari sciocca. Non succede spesso, per fortuna, ma è chiaro che a fine visita mi pongo degli interrogativi.

6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza? Lavorando spesso con le scuole, devo dire che ho notato con rammarico che i bambini che vengono dalla provincia sono spesso più educati e più rispettosi dei “cittadini”. Proprio alcune classi del mio quartiere sono state in assoluto le peggiori per scarsa educazione ed attenzione. Ostia Antica (una delle visite che faccio più spesso) è molto frequentata anche da studenti stranieri, in particolar modo francesi, che spesso hanno dei comportamenti non propriamente corretti, anche perché molte volte non sono accompagnati da guide ma vengono lasciati completamente liberi dai loro professori.

7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una città e quelli più leggeri? (shopping, pranzi ecc.) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi infilarsi in un negozio lo assecondate o cercate di trattenerlo? Lavorando con “romani” difficilmente la mia visita si estende all’ora di pranzo o allo shopping, ma sicuramente la pausa bagno e caffè sono inevitabili e in alcuni siti, quando il gruppo è numeroso, portano via un bel po’ di tempo.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Sono molto fortunata, molti dei miei visitatori sono speciali. Spesso tra di loro ci sono persone davvero interessanti che hanno viaggiato, hanno avuto vite e lavori affascinanti. Con alcuni, dato che con la nostra Associazione facciamo anche qualche breve viaggio, si è instaurato un rapporto davvero amichevole.

9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Forse ho già risposto in parte, sì alcune persone sono diventate amiche, nel viaggio si divide magari la camera e si fa tardi a chiacchierare come ai tempi del Liceo! Altre abitano vicino a me e quando faccio una visita, qualche volta faccio anche servizio taxi (è inutile prendere più auto, se si può andare insieme). Una simpaticissima signora berlinese che abita proprio dietro l’angolo, mi anche accompagnato a fare un sopralluogo di 8 km in campagna!

10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Sì consiglierei di diventare guida, non è un lavoro “fisso” (ma esiste più?). Non diventi ricco, ma sicuramente ….ti arricchisce!

Loretta

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