C’è un Veneto silenzioso e operoso che sta fuori dalle principali vie di comunicazione, dalle autostrade, dai percorsi dei politici e degli economisti, che produce e non si lamenta quasi mai, che sorride quando vai a trovare le donne e gli uomini impegnati nell’agricoltura e nell’allevamento. Perché lavorare la terra arricchisce corpo e anima e tutte le aziende dovrebbero essere così. Questo Veneto funziona oltre ogni crisi, produce eccellenze nelle proprie nicchie di mercato ed è un piacere da conoscere e frequentare.

Corte Gemma ne è un esempio, sta a Cona tra Venezia Padova e Rovigo, produce noci in quasi quaranta ettari di proprietà. Ma produce anche vitelloni, oltre mille capi che i proprietari, una famiglia bellissima, nutre con i prodotti della propria terra in una filiera integrata, controllata, sostenibile.

Ciò significa che i trattamenti in campo sono ridotti al minimo, misurati direi col contagocce per salvaguardare l’ambiente e garantire che i prodotti (sia le noci che mangiamo noi sia i cereali per l’alimentazione del bestiame, ma non solo) siano puliti e sani. Si opera in regime di lotta integrata, creando armonia nella relazione uomo – ambiente, utilizzando le trappole, la confusione sessuale e tutti i trucchi per allontanare gli infestanti. L’impegno nella gestione del lavoro agricolo così facendo è enorme, sarebbe molto più semplice spruzzare chimici qua e là no? Risultato garantito col minimo sforzo, costi controllati e probabilmente risultati altrettanto controllabili, misurabili. Ma a lungo andare ci sarebbe un depauperamento del terreno, l’acqua sarebbe inquinata, l’aria pure. Corte Gemma ha scelto da anni di lavorare in una prospettiva di lungo termine per creare le condizioni tali da garantire un futuro migliore alle generazioni che verranno dopo di noi. Anche con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Alcuni pensano che l’agricoltura biologica sia la soluzione a tutti i mali di un ambiente inquinato, credono che basti eliminare (se possibile) o meglio ridurre, razionalizzare l’utilizzo di prodotti chimici in campagna. Siano essi fertilizzanti, concimi. Diserbanti, antiparassitari e chi più ne ha più ne metta.

Purtroppo non è così semplice. I prodotti che si utilizzano in agricoltura per aiutare le colture desiderate a discapito di quelle indesiderate o dannose (semplificando) nonché per eliminare infestanti di varia natura implicano grossi costi di energia, acqua ed importanti emissioni di anidride carbonica. Un approccio armonico all’agricoltura è più faticoso da affrontare ma a lungo termine risulta conveniente e sostenibile, davvero. Pensiamoci quando andiamo a fare la spesa, dal fruttivendolo o al supermercato, dal produttore o a un banchetto ambulante. Perché il futuro della terra dipende da noi e dai nostri comportamenti, anche quando andiamo a fare la spesa.

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Tra una settimana, sabato 18 giugno, tornerò a camminare nel noceto come feci lo scorso ottobre, alla fine della raccolta delle noci. Le foto di questo post risalgono proprio a quel giorno in cui percorsi sei chilometri in un’ora aiutata dai bastoncini da nordic walking. Non sono sicura di avere imparato a usarli ma mi sono divertita un sacco, ho incontrato quasi trecento persone convenute per l’occasione in Corte Gemma, ho conosciuto l’azienda e la famiglia.

Venite anche voi a trovarli sabato, vi divertirete in un pomeriggio all’aria aperta, vedrete un noceto pieno di vita e dei colori di inizio estate. Alla fine assaggerete le specialità della casa preparate, ovviamente, con le noci. Potrete portare a casa le noci verdi per fare il nocino, pochi giorni prima di San Giovanni è l’ideale. Non so se vi accoglieranno all’ingresso i tre cani che mi salutano ogni volta che ci vado io. Uno è di razza due sono bastardini, tutti sono carini e accoglienti, per nulla aggressivi. Come un vecchio spot che ora andrò a vedere di cos’era, ve lo ricordate voi? L’amore per la terra dà solo buoni frutti.

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