Meno di due minuti dura il volo dell’angelo. Anzi meno ancora di cento secondi, la tratta più lunga da Pietrapertosa è di un minuto e venti. Quasi un mese dopo questa esperienza pazzesca, ancora non trovo le parole per esprimere le emozioni che mi ha lasciato, quel che è certo è che ora sono un’altra persona davvero. Ho esitato per un anno, dovevo farlo già nel 2015 quando scesi con Cristina e Simonetta le mie bloggamiche (quante volte l’ho detto eh). Ma avevo troppa paura e me ne andai a passeggio col sindaco Pasquale Stasi, vedere questo post, lasciandole nelle buone mani degli operatori.

I tanti giovani impegnati nel servizio presso le due stazioni del volo sono bravissimi, preparati, gentili e costituiscono un’organizzazione impeccabile, teutonica, perfetta. Che non finirò mai di ringraziare perché hanno fatto sentire sicura persino una persona come me, fifona imbranata e diciamolo pure pessimista. Come si evince dalle foto (i miei immancabili selfie) prima del volo, anche insieme a Lorenzo Palazzo uno dei più grandi promotori del territorio che io abbia incontrato da quando giro l’Italia per raccontare sul web quanto è bello il nostro Paese.

A proposito, il volo dell’angelo era incluso, assieme al soggiorno a Matera, nel pacchetto premio del concorso che ho vinto, Inwebwetravel edizione 2014. E ora spero di fare tutti i voli possibili, in Lazio in Valtellina e dove li troverò, basta che prima mi accerti delle condizioni di volo e gli operatori mi facciano sentire sicura.

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Una cosa che ora mi fa ridere ma che ha condizionato pesantemente le mie scelte è stata l’esperienza precedente, perché io avevo già volato appesa a una fune eh!! Ma seduta, su un percorso quasi verticale in caduta libera su un lago. Era un contesto altrettanto pazzesco (non me ne abbiano a male gli amici lucani) la Grande Muraglia in Cina. Sì proprio lei, Chang Chen uno dei luoghi da vedere nella vita che ho avuto la fortuna di visitare prima di pesantissimi restauri, in un punto remoto e complicato da raggiungere da Pechino.

Dedicherò prima o poi un post ai guai che combinano i turisti, i restauratori, coloro che dovrebbero rendere un luogo migliore con la loro opera e la loro presenza, ma che a volte appiattiscono tutto e ci tolgono l’emozione di vederlo come dovrebbe essere, con pregi e difetti, con le rughe e magari un muro scolorito, che male c’è poi non si sa. Paura ed emozione si sono mescolati in me dopo il volo sulla Grande Muraglia tanto da pensare che non l’avrei più fatto, fino ad ora… Vabbeh torniamo al volo e proviamo a scrivere al presente.

Io e la mia amica Paola arriviamo a Castelmezzano giovedì mattina presto: è il due giugno festa della repubblica, e proprio perché è festa il volo apre, altrimenti in giugno si può fare solo nei fine settimana. Poi tutti i giorni a luglio e agosto. Ritiriamo i biglietti all’info point all’inizio del paese e facciamo un pezzo di strada in auto, poi saliamo a piedi per quasi mezz’ora. Fatica ed emozione mi fanno girare la testa, non so cosa pensare, non penso. Facciamo il primo volo doppio. Ci danno il caschetto poi infiliamo un’imbragatura che si chiude dietro.

Ci appendono al cavo d’acciaio legate per la schiena a pancia in giù, io peso 65 chili, Paola 45: come su una vecchia stadera per essere bilanciate mi fanno stare in centro, guardate le foto scattate in volo. Stendiamo i piedi e li poggiamo sulla barra per rimanere in orizzontale, con le mani dietro la schiena su un’altra barra. Sicurezza è la parola d’ordine imperativa. Ho paura e la esterno chiedendo tante volte cosa fare come se non ascoltassi le istruzioni, poi quando tutto è pronto ci augurano BUON VOLO.

Ooo grida Paola, io non so proprio che dire. Emozione pura, non più paura è il sentimento che mi avvolge mentre in due ci libriamo leggere nell’aria e scendiamo, voliamo, raggiungendo i 120 chilometri l’ora ma la velocità non si percepisce proprio. Cielo e terra sono un tutt’uno sopra e sotto di noi. Blu e verde, centinaia di metri di strapiombo, le scure rocce delle Dolomiti lucane ci passano davanti in un lampo. L’arrivo sembra lontano ma meno di cento secondi dopo vediamo la stazione a valle, ora sì stiamo andando velocissime! Lo strattone e il rinculo all’arrivo sono incredibili e in pochi secondi siamo ferme, tra le braccia di due operatori che ci salutano con un rassicurante TUTTO BENE? Ce l’ho fatta, sono senza parole, ho ancora la testa per aria. Dopo di noi arrivano altri ospiti che sono stati ripresi dagli amici che li aspettavano quaggiù, un ragazzino mostra il video che ci ha fatto su Snapchat e me lo manda via bluetooth. Eccoci anzi no, devo  sistemarlo…

Non siamo nemmeno a metà del percorso, la navetta ci porta in centro a Pietrapertosa (affollatissima) e ricominciamo a salire a piedi. Il paese e la strada mi sono così familiari che cammino a passo svelto, mi sento leggerissima da quando mi sono librata nell’aria come un uccellino.

Facciamo il secondo volo singolo, le operazioni di imbrago si ripetono come prima ma ora scendo da sola, davanti a Paola. Quando mi dicono BUON VOLO non ci posso credere, parto e di nuovo ho cielo e terra attorno al mio corpo leggero. Ora ci sono meno rocce e più alberi, che a momenti sembrano tanto, troppo vicini, non ho paura ma preferisco guardare in su, verso il cielo. Penso subito al mio papà che da quasi un anno è salito in cielo, lo cerco, mi viene da piangere e all’arrivo non sento nessuno, sono in un altro pianeta. Riprendo col cellulare l’arrivo di Paola, devo sistemare pure questo…

TUTTO BENE? Stavolta me lo chiede pure Lorenzo che è venuto a prenderci e mi vede un po’ sconvolta, mi ricompongo e partecipo alla conversazione quando torniamo in centro a Castelmezzano. Ma sto ancora per aria, nel cielo azzurro senza nuvole che ci ha accompagnato in questo giorno speciale in cui, grazie al volo dell’angelo, ho vinto la paura. In attesa del prossimo volo.

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2 comments

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uuuuaaauuu Il volo dell’angelo..sono tanti anni che l’ho in mente. In realtà, se se ci penso razionalmente, la cosa mi terrorizza abbastanza, però mi affascina ed incuriosisce in un modo pazzesco.. dev’essere una botta d’adrenalina tremenda

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uauu si meridiano. in realtà ho sentito l’adrenalina salire prima, adrenalina e paura e un sacco di emozioni che poi in volo sono svanite come avrai letto. e tu dove vorresti volare?

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