Questo post è un poco speciale perché non capita tutti i giorni di “essere presi per mano” come scrivo io da una guida turistica nella propria città, o nell’area dove viviamo. Ho avuto questa fortuna e oggi la voglio condividere con voi. Due mesi fa ho avuto il piacere di conoscere Barbara Tasca, guida turistica che opera a Venezia con la quale ho condiviso un paio d’ore in giro in centro storico, con una trentina di americani amici di amici.

Se dovessi descriverla in sintesi direi che è simpaticissima e… un po’ pazzerella come me e come lei stessa ha scritto. Americani con diverse esigenze, davvero difficili da accontentare come se ognuno ragionasse per sé, come singolo non come gruppo. Non aggiungo altro.

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Ce l’abbiamo fatta, onore al merito, Barbara è stata bravissima, perciò le ho sottoposto dieci domande, come faccio di consueto con le guide che incontro sul mio cammino. Se volete trovate altre interviste alle guide in una sezione dedicata del blog. Spero di costruire una mappa completa dell’Italia con i racconti di queste persone meravigliose, veri angeli custodi dei propri ospiti, che fanno di ogni visita seppur breve un’esperienza indimenticabile. Se volete conoscere Venezia fuori dai soliti schemi contattatela, ne resterete soddisfatti. Grazie mille a Barbara, buona lettura a voi e alla prossima!

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1 Da dove vengono gli ospiti in visita alla vs città? Sono più italiani o stranieri?

La maggior parte degli ospiti è sicuramente di provenienza straniera. Il fine settimana registra comunque il riversarsi in città anche di chi abita in terraferma, specialmente per la classica gita domenicale, quindi famiglie con bambini, gruppi di amici e così via.

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Sono due differenti tipologie di clienti, ma con entrambi l’importante, credo, sia riuscire a coinvolgerli ed interessarli. Chi già conosce la città o ha già letto dei libri sull’argomento, ti pone di fronte alla stimolante sfida di guidarlo alla scoperta di luoghi che non ha ancora esplorato o di fargli conoscere aspetti di Venezia che non ha ancora conosciuto. A chi invece si trova in città per la prima volta, ritengo sia fondamentale trasmettere tutto il bagaglio possibile per godere appieno della sua bellezza, infondendogli nel contempo il desiderio di ritornare in futuro per colmare altre curiosità, altri interessi …

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Mi piace ricordare in particolare, quello di una famiglia austriaca, i cui bambini mi hanno proprio accolto come una loro zia un po’ pazzerella per tutta la durata del tour; di un gruppo di avvocati tedeschi con cui ci siamo divertiti, tra le tante cose, anche a caccia di fantasmi e leggende curiose, di un piccolo peluche regalatomi da un gruppo di ospiti australiani, che è diventato un mio porta fortuna… altri aneddoti preferisco serbarli per me… diciamo… ”segreto professionale”….

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Finora, devo dire, non ho ricordi di esperienze proprio da dimenticare, anche perché ritengo, che anche le esperienze non del tutto positive siano sempre utili per crescere e migliorare, come in tutti i lavori del resto e in tante situazioni della vita quotidiana.

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Mi imbarazza solo la maleducazione e il non rispetto della città e delle persone. Inoltre può essere un elemento di fastidio per i gruppi, se uno dei componenti non rispetta orari, appuntamenti, mettendo in crisi il buon svolgimento dell’intero tour.

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6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Personalmente non mi piace generalizzare, per questo non ritengo corretto usare stereotipi con nessuno. Ogni cliente e ogni gruppo rappresentano una storia a sé.

7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una città e quelli più leggeri? (shopping, pranzi ecc.) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi infilarsi in un negozio lo assecondate o cercate di trattenerlo?

L’obiettivo principale che mi pongo prima di ogni tour è ovviamente che il cliente alla fine sia soddisfatto del mio lavoro, se possibile pienamente soddisfatto, per questo motivo cerco di stabilire prima a tavolino con lui ciò che si può fare, con la tempistica di cui dispone, dettagli vari, cercando di calcolare, per quanto sia possibile, eventuali imprevisti, ecc.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Sicuramente la simpatia ed empatia che si innesca tra la guida ed il cliente che diventa così “speciale”, un’alchimia fatta di condivisione, ascolto, comprensione immediata e divertimento per entrambi, anche nel parlare di cose impegnative … in buona sostanza il piacere di trascorrere del tempo insieme, ovviamente sempre mantenendo distinti i due ruoli, quello di guida da un lato e quello dell’ospite/cliente dall’altra.

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9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Certamente può succedere, mi è successo e spero che in futuro accada di nuovo. E’ sempre molto bello se, anche a distanza di tempo, un cliente si ricorda di te, magari ti invita a visitare la sua città, ti scrive e gli scrivi per le feste più importanti dell’anno o anche per un semplice “Come va? Tutto bene?”

10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Nonostante la situazione legislativa particolarmente complessa che sta vivendo la nostra professione in questi tempi e poiché amo il mio lavoro, lo consiglierei specie ai giovani appassionati di arte, lingue straniere e innamorati della città in cui esercitare il mestiere di guida. Ci tengo, però, a sottolineare quanto sia importante studiare sempre, non fermarsi mai nell’approfondimento e nella cura del dettaglio e comprendere che il conseguimento dell’abilitazione a svolgere questa professione comporta un grosso impegno, superamento di vari esami e non pochi ostacoli, almeno questa è stata la mia personale esperienza.

Barbara Tasca

www.thinkvenice.com

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