Ieri ho fatto un’esperienza bellissima e davvero originale, sia perché conoscere una città a me vicina guidata dai suoi abitanti è sempre bello, sia per la prospettiva che ci ha offerto il nostro mezzo di trasporto lento e placido, la barca Padovanella. Padova Originale è l’organizzazione fondata e diretta dal vulcanico e simpaticissimo Pietro Casetta che, da ben trent’anni, si dedica alla scoperta della città da un punto di vista molto esperienziale e poco accademico. Nulla a che vedere con le visite guidate, che pure io amo, ma un racconto della città vissuto e passionale, assieme alla classica proposta con guide turistiche a cui Padova Originale si appoggia per i percorsi culturali e storici.

Pietro mi ha invitata a scoprire Padova dall’acqua ieri, assieme a quaranta tour operator, giornalisti e guide locali, per chiudere in bellezza la stagione 2016 e prepararci a una stagione 2017 scoppiettante a cui non vedo l’ora di partecipare. Uomo avvisato… Ed è stata una vera scoperta che mi ha aperto gli occhi, una volta di più, sulla secolare simbiosi del Veneto tra terra e acqua.

Abbiamo fatto un piccolo giro con il titolo di Padova Medievale, anche questo molto significativo per la storia padovana in quanto nei lunghi secoli del Medioevo, lontanissimi dalla loro nomea di periodo oscuro, qui ebbero luogo almeno tre vicende storiche di grande importanza. A Padova nacque l’università più antica d’Italia che oggi fa studiare migliaia di studenti da tutta Italia e dall’estero, che ha sfornato scienziati, letterati, matematici, ingegneri e chi più ne ha più ne metta. A Padova operò Giotto, genio della pittura assieme ad altri geni veneti (che si possono vedere in chiese e musei stupendi). Infine a Padova venne a morire Sant’Antonio, portoghese di nascita. La chiesa a lui dedicata è diventata la Basilica del Santo, luogo sacro dove milioni di visitatori da allora vengono da pellegrini, da fedeli, da semplici visitatori curiosi. E queste sono solo alcune cose che succedevano qui nel medioevo, in una Padova abbastanza vicina alla madre Serenissima, a Venezia già ricca e potente, da assorbirne le istanze migliori. Ma indiscutibilmente identitaria nella sua cultura, nell’impianto urbano, nell’orgoglio della gente.

Cosa succedeva nelle campagne circostanti è ancora più straordinario perché nella bassa padovana i monaci benedettini diedero vita e prosperità a una campagna paludosa bonificandone vaste aree e rendendola una terra fertile e ricca, fino ai giorni nostri. Non è bellissimo tutto questo? Se mi concedete ancora poche righe in modalità maestrina non dimentichiamo i fulgidi secoli successivi che hanno plasmato il centro di oggi, la Padova rinascimentale, e il Settecento che l’ha vista avviarsi alla modernità con le Grandi Opere, in maiuscolo, quelle che servivano davvero alla città non come quelle che ci propinano oggi i nostri inetti governanti (!!!). Le opere idrauliche per esempio. Padova è percorsa dal Brenta e Bacchiglione che sono i suoi due fiumi navigabili, ma anche da canali e navigli forgiati dall’uomo proprio nel Settecento per governare le acque e prevenire le piene dei fiumi, ma anche per favorire attività umane che si sono così avviate all’industrializzazione: i mulini sono la prima cosa che ci viene in mente ma ce ne sono altre come la lavorazione della carta, del ferro e della lana. Fine della spiegazione ma se volete non finisce qui, chiedete a Pietro e avrà un sacco di spunti per una visita originale nel bellissimo territorio patavino. Torniamo alla mini crociera di ieri e passiamo al tempo presente. Il nostro piccolo giro dura mezza giornata ed è agevolato da un caldo sole: la cosiddetta estate di San Martino.

Padova Medievale è il titolo accattivante di un percorso che parte e arriva al Bassanello lambendo il centro storico da un punto di vista privilegiato: l’acqua. Io faccio casino col treno da Mestre e maledico le ferrovie fino a tre generazioni addietro ma in qualche modo riesco a raggiungere il gruppo alla prima tappa, il Massimago Wine Tower che è classificato come BB ma non ha proprio nulla del BB. Cugino del Massimago Wine Suites situato in provincia di Verona è firmato da Massimago, una grande azienda vinicola della Valpolicella, che oltre a fare il vino ospita i visitatori in queste due location, una veronese una patavina, due dimore in campagna e in città che sanno sicuramente soddisfare il palato raffinato di ospiti italiani e stranieri. La Wine Tower ha sede nella Torre del Soccorso, una torre medievale che ha visto passare gli Ezzelini e gli altri prestigiosi padroni della città (medievale) ed è stata recentemente trasformata dai proprietari, con le loro mani, in dimora di lusso. C’è una stanza in ciascun piano, un servizio di prim’ordine per ospiti sofisticati, un ampio giardino che spazia dalla riva del fiume (dove la barca è ormeggiata) alla strada di passaggio presso il ponte sul fiume. Si presta ottimamente per eventi privati e cerimonie familiari.

Massimago Wine Tower si presta per noi all’assaggio dei gioielli di famiglia, dalla Garganega al Valpolicella, accompagnati da stuzzichini sfiziosi che sono l’aperitivo migliore a metà mattina. E poi riprendiamo la barca Padovanella e la via d’acqua dove vediamo una casa veneziana e panorami dolcissimi, alla volta del ristorante Ai Navigli, altra tappa gourmet dove assieme a un risottino al vino rosso ci fanno assaggiare la gallina padovana. Ce ne racconta la storia nientepopodimeno che il presidente dell’associazione Pro Avibus Nostris. Gente che per lavoro cercavo da mesi, che oggi mi racconta le difficoltà di allevare la gallina col ciuffo per ben 180 giorni ovvero due – tre volte il tempo degli allevamenti industriali. La difficile gestione della catena del freddo che non permette agli allevatori di raggiungere ristoranti lontani più di 100 chilometri dalla zona di produzione. Il passaggio generazionale su cui fiumi di parole son stati spesi nella mia regione, che non è ancora compiuto e che ancora impedisce a questa nobile attività di fare il salto di qualità e di far giungere i pregiati pennuti sulle tavole più nobili, adeguate alla sua qualità e al suo prezzo, preparate a un’esperienza di gusto che nulla ha a che vedere con il pollame disponibile nella distribuzione. Ah, la gallina padovana ovviamente è tutelata dalla chiocciolina di Slowfood.

La Padovanella rientra al Bassanello con una metà degli ospiti. Vi ho detto che appartiene a Delta tour, compagnia di navigazione fluviale che organizza tour eccezionali tra Padova, Venezia e la laguna, ma estende le attività a est sino al delta del fiume Po e a ovest sino a Mantova? Cercatela e lasciatevi ispirare. Vi dico invece con piacere dove consumiamo il caffè.

Sarà banale ma il Caffè Pedrocchi è da secoli un simbolo di Padova e ora che è rinato a una nuova vita, forse diversa da quella passata ma sicuramente più leggera e adeguata ai tempi, è pieno di gente di tutti i tipi. E ci fa il caffè omonimo in tazza: caffè, panna, cacao e menta, una specie di after eight liquido e caldo squisito. Un perfetto saluto, un arrivederci al mio capoluogo veneto preferito, in attesa della mia prossima visita che sarà ancora fatta di acqua e vino. Grazie infinite all’ottimo Pietro Casetta per questa bella scoperta, affascinante, avvincente, arrivederci a presto!

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2 comments

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Fantastica Gamberetta! Non aggiungo altro, hai detto tutto! Aggiungo solo un grazie enorme da parte mia, di Delta Tour, di Torre del Soccorso, del Ristorante Ai Navigli.

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pietro grazie ancora davvero, sentiamoci almeno x email ho qualcosina da chiedere sulla vs bella organizzazione o x meglio dire macchina da guerra…

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