Sono appena tornata dalla Calabria dove ho partecipato, con altri dieci blogger, a un educational tour dedicato alla scoperta delle antiche tradizioni e valori di un piccolo borgo, Miglierina. Proverò a raccontarlo anche se porto dentro impressioni che a caldo non so come esprimere. Preparatevi a una lunga lettura. A partire dalle variegate attività che abbiamo svolto in solo un giorno e mezzo. Lo chiameremo Educational tour de force!

Miglierina è un comune di 800 abitanti e si trova a 600 metri slm, a una trentina di chilometri da Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Siamo nell’entroterra tra i due mari che si vedono salendo in paese: Ionio a sinistra e Tirreno a destra, golfo di Squillace e golfo di Sant’Eufemia. Ci viene offerto anche lo splendido spettacolo delle isole Eolie in lontananza, con il vulcano Stromboli che ci guarda da lontano con la sua sagoma e ci invita a esplorare mari e terre, come facevano i Greci che venivano proprio dal mare. Ve lo consiglio all’ora del tramonto che accende il cielo di rosso fuoco (all’alba non c’ero ma dovrebbe essere altrettanto bello). Alle nostre spalle, a meno di un’ora di strada, siamo già in montagna: sull’altopiano della Sila si possono praticare attività d’estate e d’inverno. Vorrei tornarci presto per andare sulle ciaspole o praticare lo sci di fondo. Miglierina è un luogo di passaggio situato in posizione strategica, i vari popoli che ci sono passati hanno lasciato tracce ma l’hanno lasciato in buona sostanza integro, come una volta, per farci assaporare la Calabria più genuina e farci conoscere un popolo fiero, nonostante le difficoltà quotidiane che hanno portato molti ad andare lontano. Dedicherò uno spazio specifico alle migrazioni e ai flussi dei popoli, spero di dedicarmi sempre più a raccogliere queste storie uguali e diverse, che mi affascinano da sempre.

A Miglierina c’è tutto e niente: siamo lontani dalla città e dalla confusione, il cellulare prende solo a tratti. Scordatevi hotel di lusso e ristoranti stellati, e se cercate il bel mare per cui la Calabria è famosa – Soverato, Copanello e Tropea sono le località più note – preparatevi a prendere l’auto. Hanno spiagge belle mi dicono (io non ci sono stata) ma meno prestigiose delle vicine spiagge in Puglia e in Campania. Se posso dire che forse la Calabria è ancora la Cenerentola del sud qualcuno si offende? Ma qualcuno mi spieghi perché nelle stanze del potere (locali e nazionali) ha fatto sempre comodo togliere opportunità ai calabresi, invece di dare valore alle ricchezze e alle persone. Poi non lamentatevi se la gente emigra.

Passeggiate in compagnia degli abitanti, avrete tutti gli spunti per conoscere il cuore grande della Calabria. Nella loro semplicità queste persone sono sempre pronte a dirci e darci quanto ci serve, e molto di più. Come a casa, il titolo del tour che ben riassume la semplice ospitalità locale, il calore del sud, le porte aperte come nell’albergo diffuso di cui siamo ospiti. E ahimè anche le tavole imbandite da mattina a sera con i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. Frutti di un’agricoltura rispettosa e pulita che gode di una terra fertilissima, non per nulla il nome di Miglierina indica la “miglior terra” disponibile in zona. Le coltivazioni ortofrutticole, i vigneti e gli uliveti godono del clima privilegiato che permette di produrre per tutto l’anno, l’allevamento di tutti gli animali avviene in armonia con l’ambiente circostante. La cucina si esprime con piatti semplici ma raffinati, genuini e nutrienti. Come una volta. Il vino della casa non è blasonato ma va giù che è un piacere, c’è un paio di cantine importanti nel lametino ma assaggiamo più spesso il vino del contadino. Novello, rosato, rosso. Scordatevi la dieta e per le analisi del sangue aspettate qualche giorno dopo il rientro. Rilassatevi. Non come noi che abbiamo fatto un tour de force!

Uscite dal centro storico perché poco lontano si celano tante sorprese inaspettate. Potete raggiungere il fiume Amato scendendo delle scalette al bordo della foresta, sul greto del quale si trova una comoda area attrezzata per picnic e grigliata. Qui nell’antico mulino ad acqua venivano macinati i cereali fino a poco tempo fa; durante le ultime guerre ci si trovava a tu per tu con i militari e le istituzioni, i vecchi e le donne lontane dal fronte dove si combatteva, per far continuare la vita. Dall’altra parte del fiume sorge il paese storicamente più legato a Miglierina, Tiriolo con il castello normanno che domina la valle (un tempo i due comuni erano uniti). Verso nord si trovano il monte Portella e Serrastretta dove si raccolgono le pregiate castagne IGP. L’arrivo di parassiti già noti ai castagneti dell’Italia settentrionale ha ridotto la produzione, ora assieme al taglio selettivo di alcuni alberi si sta studiando una strategia “ecologica” per controllare il fenomeno.

Potete andare a cavallo nei boschi o assistere alla produzione di formaggio e ricotta: munti e preparati in diretta sotto i vostri occhi, da assaggiare subito. Potete imparare a cucinare come abbiamo fatto noi, a me piacerebbe anche imparare a suonare l’organetto che ci ha deliziato durante l’esibizione di danze popolari di tre giovani donne miglierinesi. Cosa volere di più dalla vita… quando a fine pasto chiedete un amaro, avete presente il vecchio amaro del capo? Ecco, qui invece c’è l’amaro della Sila, mi raccomando non fate confusione! Scherzi a parte, qui assaggerete il meglio di a Miglierina, un piccolo paese a ragione inserito tra i Borghi autentici d’Italia, ben amministrato da un sindaco giovane e attivo. Se altri sindaci seguissero le sue orme ci sarebbero tanti altri paesi da valorizzare e promuovere. Come fanno in Francia dove lucidano anche due pietre e le mettono bene in vista per attrarre i visitatori. Tutto ciò che ci vuole è curiosità e pazienza per arrivare fin quaggiù. Io ora ho addosso la curiosità di spingermi oltre, per questo spero di tornarci. Arrivederci a presto e naturalmente grazie!

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