Che Frédéric Chopin fosse amato nella natia Polonia mi era chiaro ancora prima di andarci: nei tre giorni passati nella capitale polacca ho sentito sempre la sua presenza e il suono del piano, come se la città volesse celebrare il tributo dei polacchi e sollecitare il ricordo degli ospiti. L’aeroporto di Varsavia è intitolato al grande pianista, nato nel 1810 e morto nel 1849 in Francia, a soli 39 anni. Riposa al cimitero di Père Lachaise di Parigi assieme ai grandi della musica e delle arti. All’aeroporto di Varsavia un pianoforte è a disposizione di chi volesse suonare, e salutare con la musica chi arriva e chi parte. C’è lo zampino della Steinway produttrice di pianoforti, per me è il migliore saluto che la città possa fare ai suoi ospiti. Che io volessi farmi un bel regalo per il ponte dell’Immacolata alla fine dell’anno, un 2016 lungo e difficile, era una certezza. E questo regalo è diventato realtà quando ho contattato Chopin BB e ho deciso che questo boutique hotel situato nel cuore di Varsavia sarebbe stato la mia dimora. Non potevo fare una scelta migliore. Si trova al numero 14 di Smolna, piccola via con palazzi liberty del primo Novecento, all’inizio di Nowy Swiat, il salotto della città.

Il palazzo dove si trova Chopin BB all’esterno ha l’aspetto originario di una casa elegante, ha cent’anni ma non li dimostra. Sulla strada si sentono soffuse le note di un piano, un cartello invita all’ascolto e ad entrare, preparandosi a un’esperienza unica nella capitale polacca.

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Due anni fa i gestori squisiti di Chopin BB, su richiesta di alcuni ospiti tra cui artisti di fama internazionale (che ne hanno fatto la propria casa), hanno pensato che Varsavia dovesse avere un luogo di ritrovo dedicato al pianista, uno spazio dove rilassarsi a tempo di musica. Hanno così creato Chopin Salon dove ogni sera, alle ore 19,30, un pianista allieta ospiti e visitatori sulle note di Chopin e altri musicisti (Bach nel mio caso). Un calice di vino e uno squisito pasticcino, rigorosamente fatto in casa, rendono questa esperienza ancora più bella e unica.

La mia stanza è personalizzata come le altre 20 stanze e suite. Corridoi e spazi comuni sono costellati da immagini di Chopin, dagli spartiti delle sue opere e locandine dei concerti. La mia conoscenza della musica classica è poco più che da profana ma riconosco e apprezzo la grande bellezza di questa musica eterna. Sulla porta della mia stanza c’è scritto Maria SC, dentro mobili vintage e di design si alternano perfettamente.

Un’altra stanza è dedicata a Bona Sforza, un personaggio che di nome poteva dirmi qualcosa, alla cui storia ha pensato il padrone con un racconto ricco di particolari. Perché la Polonia non è legata solo alla Francia ma anche al nostro bel Paese. Perché Chopin BB è questo, una casa per gli ospiti dove nella sala colazione ci si trova all’inizio della giornata, si fanno programmi, si ascoltano storie. Bona ebbe la fortuna di vivere nel Cinquecento, in pieno Rinascimento e dalla nativa Vigevano venne qui per diventare regina di Polonia, al tempo in cui la capitale fu spostata dalla bellissima Cracovia a Varsavia. La monarchia elettiva, una forma di governo giusta e democratica molto avanzata per quell’epoca, ebbe come risultato una serie di regalie e compromessi a cui i re dovettero adeguarsi per assecondare il volere dei nobili, che li votavano. Un poco come oggi insomma. Bona ebbe quattro figli, di cui tre maschi, uno di questi divenne re di Svezia ma in piena Riforma gli svedesi protestanti non gradirono che il loro paese si legasse alla Polonia cattolica. Era già all’epoca difficile prendere le parti. Bona fu per un periodo dalla parte giusta, diede impulso alle lettere e alle arti con il suo nobile stile italiano: molti palazzi di Nowy Swiat sono in stile palladiano. Portò qui nella Mitteleuropa le erbe e gli aromi del Mediterraneo come basilico e prezzemolo, tanto che la nostra insalata russa qui si chiama… insalata italiana. Poi oltrepassò il limite e fu presa da un delirio di onnipotenza, che pagò a caro prezzo. Non bastarono le sfortune e i problemi di salute di alcuni familiari, a un certo punto fu additata come causa dei problemi della Polonia e cominciò ad avere folte schiere di nemici, incluso addirittura il clero, finché fu convinta a lasciare la città per rientrare in Italia con mille difficoltà. Le ventiquattro carrozze dove riunì le sue cose (mi immagino proprio una regina intenta a fare l’inventario) partirono con fatica perché nessuno la voleva accompagnare. Aveva già 60 anni, pensate a percorrere in quell’epoca duemila chilometri da una parte all’altra dell’Europa! Bona arrivò infine in Italia ma nemmeno qui trovò le porte aperte così, dal nord dov’era nata, dovette proseguire verso sud in cerca degli amici fidati di un tempo che stavano a Bari. Ma questi in un drammatico finale, forse d’accordo con i suoi ex sudditi polacchi, ordirono un complotto finale e la avvelenarono. Che storia pazzesca mi hanno raccontato al Chopin BB, la mia dimora nel cuore di Varsavia. Se andrete anche voi aspettatevi altri racconti, altre storie dolci e amare piene di fascino e di mistero. Ma torniamo alle cose dolci, la colazione per esempio.

La colazione di Chopin BB merita eccome. Si tiene nel salone dedicato al designer cecoslovacco Jindric Halabala e tutte le mattine, dalle 8 alle 10, propone il menu più completo per iniziare la giornata sia con cose sostanziose – le mie adorate aringhe per esempio – sia con prodotti più sani. Dolci fatti in casa, confetture e la cosa più dolce che c’è: il miele delle api varsaviane. Proprio così, al quarto piano ci sono appartamenti privati e da qui si accede al tetto dove, d’estate, sono collocate le arnie per le api che danno un miele davvero squisito. Cosa volere di più?

Perché ho scelto BB Chopin per il mio soggiorno? Guardate la cartina. Si trova al centro del centro, alla giusta distanza da Stare Miasto, da qui si raggiunge facilmente ogni angolo della città.

Verso nord una passeggiata di due chilometri, quasi tutti su una strada pedonale piena di negozi, palazzi antichi tra cui il palazzo presidenziale, portano alla piazza del castello dove inizia la città vecchia. Vecchia ovvero ricostruita dopo l’assedio e la distruzione di Varsavia durante la seconda guerra mondiale, che hanno lasciato cumuli di macerie e migliaia di morti. Usate la palma nella piazza per orientarvi (controverso dono piantato forse un po’ fuori posto ma ormai diventato un simbolo della città) e guardatevi intorno.

Verso sud c’è una parte di Varsavia moderna ma ugualmente interessante da visitare, fatta di edifici e chiese di varie epoche e le comodissime fermate dei bus che portano praticamente ovunque: all’aeroporto (in 45 minuti), al grande parco di Lazienki (dove si tengono concerti estivi dedicati proprio a Chopin) e a Wilanow, il palazzo del Seicento residenza reale che ho visitato sotto la pioggia, a cui dedicherò un post perché merita…

A ovest il viale dello shopping moderno è adatto per una passeggiata e (se non vi perdete nei negozi, nei ristoranti e nei milk bar) porta al primo grande incrocio, dove scorgerete la sagoma del Palazzo della Cultura e della Scienza. Mastodontico, inconfondibile, degno della grande Russia di Stalin che lo donò alla città, il palazzo a Natale è illuminato da luci multicolori, al suo interno sono collocati hotel, teatri e centri congressi ma un motivo in più per entrare è che permette di vedere Varsavia dall’alto. Dovevo salire l’ultima sera ma invece (apro e chiudo questa breve storia triste) ho passato la serata su e giù dal bagno per un blocco della digestione. Non so a cosa fosse dovuto ma è stato assai doloroso e spiacevole, perché avevo dei piani ben diversi per la serata e sono andati a farsi benedire. Se volete vedere le immagini di Varsavia dall’alto vi consiglio allora i post di due bloggamiche fidate che ci sono state di recente. Cristina di Parliamodiviaggi e Lucia di Mondovagando. Lucia era a Varsavia la prima sera quando c’ero pure io, ma i social network hanno fallito il loro intento primario di farci trovare e ce ne siamo accorte il giorno dopo, quando se n’era andata a Poznan. Peccato!

A est infine c’è una comodissima fermata della metro e subito dopo il fiume Vistola che taglia in due la capitale in direzione nord – sud. La Vistola è una via d’acqua preziosa che nei secoli ha favorito la crescita di Varsavia e, alla fine dell’ultima guerra, ha visto l’Armata Russa fermarsi sulla sponda est, dove oggi il vecchio quartiere di Praga sta diventando il nuovo centro in stile bohémien. L’esercito russo si arrestò a guardare in colpevole silenzio cosa combinava l’esercito tedesco sulla sponda ovest, ovvero la metodica e totale distruzione della città vecchia. Nulla di nuovo se pensiamo a quante città tedesche (Berlino, Lubecca, Luneburgo sono solo quelle che ho visitato) sono state annientate dai bombardamenti americani e oggi brillano nella loro rinnovata bellezza. Ma in fondo che differenza fa quando muoiono le persone, inermi civili, e le loro case vengono giù? Che differenza fa con Aleppo e la Siria di oggi? Stanno proprio così le cose, pensando a Varsavia non mi stancherò mai di dire che la guerra è una cosa orribile, che dovremmo reagire alle guerre di oggi consapevoli dei danni che provocano, e che nessuna ricostruzione riporterà le città al loro antico splendore. Ma oggi prevale in me il senso di impotenza, l’inutilità delle mie parole e il dolore per ciò che succede nel mondo, come se la guerra fosse un male necessario e per sempre un motore della storia dell’uomo, assieme all’amore, come hanno sintetizzato i Greci, popolo saggio, in sole due parole: Eros e Thanatos.

Link utili:

http://bbwarsaw.com/

http://www.wilanow-palac.pl/palace.html

https://www.theguardian.com/travel/2008/aug/27/warsaw.poland

http://www.warsaw-airport.com/

http://www.designaddict.com/atlas/designers/Jindrich-Halabala

http://www.parliamodiviaggi.it/visitare-varsavia-in-due-giorni/

http://www.parliamodiviaggi.it/mercatini-di-natale-a-varsavia/

http://www.parliamodiviaggi.it/cucina-polacca-mangiare-a-varsavia-tra-gusto-e-semplicita/

http://mondovagandosenzameta.it/cosa-vedere-a-varsavia/

http://mondovagandosenzameta.it/varsavia-giorno-1/

http://mondovagandosenzameta.it/mercatini-di-natale-a-varsavia/

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