Alla fine di un anno grigio scuro conto i giorni, anzi le ore che mi separano dal 2017 e faccio il mio bilancio personale del 2016, do i numeri, nulla di nuovo insomma. Con qualche proposito propositivo, nei limiti del possibile. Buona lettura e Auguri di buon anno!

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Uno. Il 2016 è stato un anno difficile costellato di lutti e dolori, vicini e lontani, sempre presenti anche in questi giorni di festa. Smaltisco subito le lamentazioni con il sincero augurio che possiamo stare tutti meglio nel 2017, e che possiamo sorridere un poco di più. Ne abbiamo tanto bisogno. Colore nero. Punto.

Due. In un anno bisestile ho iniziato un lavoro bellissimo, guarda caso il 29 febbraio occasione più unica che rara. Il mio lavoro è qualcosa di cui essere orgogliosa perché di agricoltura sostenibile dovremmo parlare sempre più spesso, e dovremmo vivere tutti in modo più pulito e rispettoso. Molte cose sono da sistemare ma ci penserò nel 2017. Colore verde speranza.

Tre. Il ritorno a Milano proprio grazie al lavoro, per cui vengo spesso nella città più bella d’Italia. Cosa avete capito! Per lavorare intendo! L’ufficio è in centro ma non troppo, gli amici mi aspettano a braccia aperte e mi aprono spesso le porte di casa: sono sempre una gioia per me. Chevelodicoaffa’. In attesa di avere di nuovo un piccolo nido tutto per me. Di nuovo colore verde speranza.

Quattro. Gli amici soprattutto quelli di Milano che ora, finché sto in Veneto vicino alla mia famiglia d’origine, mi fanno compagnia per poco tempo ma con tanto affetto. Siete delle perle sappiatelo! Colore rosa perla.

Cinque. La famiglia. A fronte di quella che non ho voluto costruire, la mia famiglia d’origine ora è un piccolo faro, un punto di riferimento nel bene e nel male, seppure sfrangiata slambricciata spezzettata come un cencio da rammendare dove possibile. Di un colore indefinito.

Sei. Romania, la prima bandierina del 2016 che ho aggiunto sul mappamondo ad agosto, la numero 73. la mia settimana trascorsa un po’ in campagna e un po’ in città è stata bellissima, anzi non vedo l’ora di tornare.

Sette. Polonia, la seconda bandierina, la numero 74. Sono piccole ma ci sono. Stavolta sono stata solo nella capitale Varsavia ma pure qui, quante cose da vedere! Solo io so quanta fatica mi costi non viaggiare lontano, non avere tempo né risorse per i viaggioni che piacciono a me. In attesa di tempi migliori. I colori per questo obiettivo raggiunto sono quelli delle due bandiere, rumena e polacca: blu, giallo, bianco e rosso.

Otto. Sarajevo la prima delle due capitali qui vicino sfiorate appena per una breve visita nei Balcani.

Nove. Belgrado la seconda capitale balcanica del 2016. Gamberettarossa si è rivolta soprattutto a est. Dopo avere camminato nei bellissimi laghi di Plitvice pennellati di verde e blu, sono andata a scoprire queste due città stupende e controverse. Avevano il colore rosso del sangue e della guerra, ora speriamo che possano guardare in alto e prendano il colore blu del cielo.

Dieci. La prima scoperta al sud: tornare in Basilicata per un’intera settimana di coccole e ospitalità ottima.

Undici. La seconda scoperta al sud: la Calabria rurale bellissima alla fine dell’autunno.

Dodici. Per finire le scoperte al sud della nostra bella Italia, il mio ritorno in Campania per lavoro. Dove ho trovato l’accoglienza come una volta e tanta passione. Colore tutto rosso.

Tredici. Parigi rivista dopo diciassette anni per una settimana scarsa (di lavoro) impegnativa ma bella, con i mille colori del cibo di tutto il mondo in bella mostra in fiera. Un mio vecchio collega diceva che le pubblicità in questo settore sono soprattutto in rosso e giallo. Quindi colore giallo.

Quattordici. I borghi nascosti in provincia, le cittadine che dovremmo scoprire a passo lento per conoscere meglio l’Italia. Come Miglierina in Calabria, Castelmezzano e Pietrapertosa in Basilicata. Come Feltre nel mio Veneto. La prima immagine che ne conservo è delle vecchie case e palazzi in centro storico. Color mattone.

Quindici. La Sardegna percorsa sulla sua spina dorsale in cerca non del mare (perché da quasi due anni io non vado al mare, parliamone) ma di aziende agricole, produttrici soprattutto d’olio. Colore giallo (paglierino).

Sedici. La Venezia che ho visto proprio poco, per una mostra o poco più, facendo brevi incursioni nelle isole come nella patria del vetro Murano e a Sant’Erasmo, culla di ortaggi pregiati come i carciofi. Colore verde erba!

Diciassette. I clienti con cui parliamo di lavoro ma poi passiamo un pomeriggio a camminare in barena, o in un noceto, insieme. Se non ci foste voi dovrei inventarmi un modo per venire a trovarvi, grazie! Colore verde bottiglia.

Diciotto. I mezzi pubblici che ho preso più volte, aerei e treni comodi ma non sempre efficienti. Colore grigio fumo.

Per il 2017 ho tanti desideri e poche certezze, vorrei farne di tutti i colori. Vorrei andare lontano con o senza Bandierine, con o senza Avventure, con o senza Amici. Vorrei un po’ di stabilità. Speriamo bene, voi incrociate le dita per me. E unitevi se volete, vi butto là qualche possibile destinazione. Bandierine in Europa dell’est ce ne sono. Bulgaria. Albania. Russia! Tutte le isole a nord e sud. In giro per l’Italia accetto inviti, in particolare con gli amici blogger ho dei piani bellicosi: vederci e rivederci in giro. Fuori dall’Europa ho sempre gli stessi desideri…

Il 2016 è stato un anno buio con tanti lutti uno dietro l’altro, anche in questi giorni. Per vedere la luce oltre questo buio, a metà anno ho espresso un desiderio: andare a un matrimonio, un evento che non sempre considero con gioia, solo per gioire un attimo e condividere la gioia degli altri, con gli altri. Sono stata fortunata, due amici si sposavano a ottobre, a Milano. Son stata troppo felice quando mi hanno invitato. Ma non ci sono mica andata! Era complicato gestire il viaggio perché il bel giorno coincideva con il mio ritorno da Parigi, vedere punto 13. Ho rinunciato a malincuore e udite udite… l’aereo che avrei dovuto prendere per arrivare a Milano in tempo non è arrivato, anzi non è nemmeno partito. Era destino. Agli sposi non l’ho ancora raccontato, chissà se leggono questo post. Ho visto le loro bellissime foto e so che quel giorno c’è stato il trionfo dell’amore per loro, per gli amici e per quel che ha significato molto più in là. La loro unione civile è solo una delle tante che si stanno finalmente celebrando in Italia. Non è bellissimo tutto questo?

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