Si è appena conclusa l’ottava edizione di Benvenuto Vermentino, evento che ha riunito a Castelnuovo Magra decine di produttori di Sardegna e Corsica, ma soprattutto di Liguria e Toscana. Queste due regioni che si affacciano sul Mar Tirreno, proprio qui si toccano sulla mappa e qui coltivano questo vitigno a bacca bianca, capace di dare un vino fresco di pronta beva, sempre sapido, ma dalle diverse sfumature che diverse tecniche di vinificazione sono in grado di esaltare. Dopo l’anteprima di marzo a cui ho preso parte purtroppo non sono riuscita a tornare per questo fine settimana che mi avrebbe regalato degustazioni, visite guidate, passeggiate nei vigneti e addirittura piccoli viaggi su un vecchio trenino. Ma spero di tornarci in una prossima occasione. Ho conosciuto una manciata di vignaioli all’anteprima, ora li sto sentendo per il mio lavoro e cerchiamo insieme delle scuse per sentirci, come le otto domande che con piacere io sottopongo e alle quali essi con piacere rispondono.

Mi hanno particolarmente divertito le parole di Stefano, marito di Laura della Pietra del Focolare, che come un fiume in piena ha descritto la sua attività di vignaiolo, le sue scelte di vita, l’orgoglio di coltivare la terra e salvaguardare l’ambiente affinché la convivenza tra attività umane e naturali siano sempre in armonia. Affinché il loro vermentino non solo sia buono ma anche pulito. Non ho molto da aggiungere, la sua immagine più bella lo ritrae sorridente davanti a una botte. Da due mesi la facciamo girare su instagram, se piace a tutti ci sarà un motivo. Grazie amici, continuate il vostro lavoro prezioso e arrivederci a presto. 

spx

1 Chi sei – dove ti trovi? Raccontaci qualcosa di te e del tuo vino.

Stefano Salvetti classe 1963 ex perito elettronico industriale, ex impiegato d’ufficio, ex persona con buon senso. Felicemente sposato con l’Aura del vermentino e soddisfatto della figlia Linda munita di cervello.

Siamo nel comune di Luni in provincia di La Spezia, Liguria, Italia. Una zona vocata per la coltivazione della vite fin dall’antichità,in particolar modo la varietà Vermentino. Qui il clima è ideale per lavorare in vigna, ancor meglio per oziare felici.

Stanco della vita sedentaria d’ufficio sento forte il richiamo della terra e della natura. Quel filo che lega indissolubilmente l’uomo alla terra si stava assottigliando.

Per questo motivo ho deciso di cambiare vita ed abitudini diventando a poco a poco un contadino vignaiolo. Le mie teorie da bastian contrario e fai da te hanno dato innumerevoli risultati, non tutti positivi.

Tenendo conto che un contadino è nientemeno che un tecnico specializzato ed ha a che fare con tante variabili statiche ed in movimento.

2 L’arte di fare il vino nasce nella vigna e si sviluppa in cantina. E poi cosa c’è dietro un grande vino?

Il mio vino è un vino semplice con tante sfumature che sommate dipingono il mio carattere e la mia anima e svelano l’essenza di una persona semplice che gioisce della vita nella natura. Produrre vino è cosa facile ma è arte quella che ti permette di creare un vino con l’anima, pari all’arte di un pittore o di un poeta. Quando il vignaiolo si confonde e si ritrova nel suo vino siamo quasi sulla buona strada. Un buon vino necessita di molti ingredienti tra i quali passione, tenacia, umiltà, estrema pulizia, tecnologia e un pizzico importante di irragionevolezza. Ma cosa c’è dentro un grande vino? Sicuramente un progetto accurato e costante nel tempo e nello spazio. Un pensiero ampio, ampio, ampio. La bottiglia di un grande vino deve essere svuotata appassionatamente e mai rimanere mezza piena a prescindere dal suo prezzo.

3 Come è cambiato il vino, e come è cambiato il tuo lavoro negli ultimi anni? La tecnologia è uno strumento necessario o si può farne a meno?

Il vino è cambiato. Nel tempo sono cambiati i gusti della gente,da dolce a secco, da torbido a cristallino, da rustico a raffinato ed elegante. La tecnologia ha permesso di raggiungere questi obiettivi ed il vino si è allontanato sempre più dalla sua mamma uva.

La tecnologia è importante e mi permette di restare al passo con i tempi frenetici moderni ma si può ottenere un buon vino utilizzando poca tecnologia o nessuna? Quale sarà la via giusta? Al mondo siamo in tanti, ognuno con i propri gusti, ognuno per la sua via. Si può vincere con Tavernello: dipende se il premio ti appaga.

4 Raccontaci una bella esperienza e un brutto episodio legati al tuo lavoro di vignaiolo.

L’essere un vignaiolo di per se è una bella esperienza,conoscere i nidi dei merli ed i loro canti di primavera, vivere le stagioni ed essere partecipe della natura, tutte cose apparentemente scontate per chi non le assapora. Brutte esperienze soprattutto volute dagli umani sapiens che sono purtroppo sempre meno sapiens e non ragionano con il proprio cervello. Un gregge di cervelli che pascolano nella realtà virtuale. Predicano il biologico e mangiano l’insalata in busta condita di conservanti.

5 Fare il vino significa anche uscire dall’azienda per far conoscere le persone e il territorio “dietro” una bottiglia. Dove porterai il tuo vino nei prossimi mesi?

Fare vino non è solo stare in vigna e in cantina. Proporre al pubblico e spiegare il proprio vino associato al territorio, ai sorrisi ed alle emozioni della gente è una cosa piacevole ed appagante e chi gestisce la sua piccola azienda lo fa di persona. Il mondo del vino è un mondo di nuovi amici e di mille sorrisi.

6 E’ possibile visitare la tua cantina? E dove possiamo assaggiare il tuo vino?

Per conoscere a fondo un vino direi che è necessario visitare la cantina: un vignaiolo appassionato ti accoglierà e ti farà assaggiare ciò che produce e alleva come un figlio.

7 Una piccola provocazione: se fossi ministro dell’agricoltura cosa faresti per agevolare il lavoro del vignaiolo?

Se fossi ministro dell’agricoltura non avrei seguito il percorso dettato dal mio cuore e dal mio istinto e come lui probabilmente assumerei dei burocrati che legiferano senza sapere nulla di ciò che sono le vere esigenze del popolo di agricoltori italiani. L’importante è la carica e lo stipendio, il risultato è relativo.

La burocrazia sta uccidendo l’anima del vignaiolo. Piccolo produttore = piccola bustarella (formula del politico).

8 Consiglieresti a un giovane di fare il vignaiolo? SI – NO – Perché?

Ai giovani d’oggi consiglio di cimentarsi nella politica e di gustare i vini comodamente seduti ed in allegra compagnia.

Tutte queste parole sono state scritte pensando di essere una farfalla che svolazza nella vigna ed osserva il mondo da una prospettiva non troppo seria. Stefano.

Inoltre vi consiglio di leggere...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *