Il 2017 è stato un anno difficile ma non troppo, il mio bilancio è agrodolce perché faccio e disfo e non mi basta mai, ho troppe cose in testa e non cambio modo di pensare. Soprattutto è stato un anno senza bandierine, non ho segnato nulla sul mappamondo, una cosa incredibile. Solo cinque viaggi in aereo di cui due all’estero, in Europa per giunta. Il bicchiere è però mezzo pieno, ne ho fatte tante e sono moderatamente ottimista per il futuro e per il giro di boa che mi attende. Tutto si risolve quando c’è la salute, mia e degli altri. Cosa ho fatto?

1 Matrimoni uno, funerali tanti nel 2017, amici e parenti da 50 a 100 anni. Spero nei matrimoni del 2018. (*)

2 Lavoro e Milano alti e bassi. Opportunità ce ne sono sempre, problemi più del solito. Per me è stato abbastanza difficile con importanti tagli, spero riusciremo a ricucire qualcosa. (*)

3 Venezia idem, non riesco a rapportarmi col cuore della città e toccarla solo sulla superficie non mi basta. Essere me stessa nei rapporti con luoghi e persone ha causato scontri aspri, con e senza chiarimenti.

4 Viaggi tra isole e vulcani in direzione sud. Sono stata accolta nel Mediterraneo e in mezzo all’oceano Atlantico, sono state bellissime esperienze sia le Canarie sia le Azzorre con tante aspettative e progetti futuri. Ho fatto pure una scorpacciata di cultura storia e arte in Italia, con due puntatine in Sicilia e una in Campania nella magnifica Paestum. Sicilia dentro. Puglia dentro, Campania felix avanti tutta. Il sud mi chiama (*).

5 Cultura pure a Genova alla fiera BITAC per conto di AITB, a parlare di valorizzazione dei borghi.

6 Investimenti personali sul blog e sui viaggi. Sono soldi ben spesi, ne farò tesoro nel 2018. All’inizio di quest’anno ho contribuito alla mostra fotografica di Padova, intitolata Marta4kids e dedicata alla raccolta fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica. Seguitela in giro per l’Italia.

7 Famiglie allargate di sangue e per scelta, i miei mondi sempre in fermento. La famiglia d’origine è la numero uno, fonte di amore e odio, alla soglia dei 50 anni ho capito che i sentimenti contrastanti verso i parenti sono il nostro modo di confrontarci anche se a volte è dura capirci e volerci bene. Cercherò di farne tesoro, se avremo uno spazio per ciascuno andremo d’accordo. Spero lo capiscano pure loro. Le famiglie numero due e tre sono “adottive”. Emergency mi accoglie da oltre dieci anni e mi dà tanto, dio benedica Gino Strada perché fa delle cose straordinarie e gliene sono grata. Come una famiglia sono gli amici vecchi e nuovi sono, insostituibili, essenziali, mi sto rapportando diversamente con loro e loro sanno perché. (*)

8 Montagne e salite, fisiche e simboliche, sul mio cammino. Vorrei assaporare lentamente il 2018.

9 La solitudine cercata per raggiungere la pace interiore. Viaggiare da sola è una riscoperta degli ultimi due anni, la cosa più bella a cui mi sono abituata e che mi rende felice, a cui tutti dovranno rassegnarsi, nessuno escluso. Escluso… a maggio! Tenetevi liberi diciamo la seconda metà del mese OK?

10 Buoni propositi – sarà semplice e scontato ma al 2018 per prima cosa chiedo di stare bene. Gli acciacchi ci sono e vanno curati, ma con la vita che voglio fare io non sono compatibili, la salute è la prima cosa. Curiamoci e ripartiamo dunque, non saremo più giovani ma più forti di prima SI. BUON ANNO!

(*) Chi ha orecchie per intendere intende? Oppure chiedete, ne avete facoltà e vi spiegherò tutto.

 

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