Questa settimana mi sono concessa ai piaceri della buona tavola nella marca gioiosa, approfittando della rassegna dei Ristoranti del radicchio sono stata al Migò di Treviso, ristorante di pesce condotto da oltre dieci anni da uno chef di valore. A tavola con i fiori d’inverno è la rassegna gastronomica che a gennaio è giunta al giro di boa e vi attende ancora fino a metà febbraio, con un menu a base di radicchio di Treviso IGP e radicchio di Castelfranco variegato IGP che potete gustare: all’Antica Locanda Cappello di Mel (BL), al ristorante da Gerry di Monfumo (TV) e infine all’Antico Podere dei Conti di Susegana (TV). Un ristorante a settimana.

Mirco Migotto ha meno di 40 anni e tanta esperienza, la curiosità di cercare nuovi piatti senza fermarsi mai, per trasmettere agli ospiti la passione e la ricerca, per trasformare ogni cena in una vera esperienza di gusto. Quando ne ha preso la gestione ha subito dato al suo locale una forte impronta di territorio, molto di più del classico ristorante di albergo (Al Migò si trova adiacente a Ca’ del Galletto, storico hotel quattro stelle di Treviso, ma ha una gestione separata). Se avete la fortuna di parlarci dopo cena vi racconterà il suo modo di lavorare, di cercare le materie prime e creare piatti sempre nuovi. Ecco cosa ci ha fatto assaggiare.

La cena inizia con una rosa di tonno marinata al radicchio di Treviso, alla vista sembra un mazzetto di fiori e brilla di un colore rosso intrigante, ma alla prova del gusto dà il meglio di sé perché è piacevole, leggera ed equilibrata. La porchetta di storione con ricci di radicchio di Treviso e melograno sorprende per la sapidità e la texture delle carni. La crema di zucca con radicchio di Castelfranco e capesante affumicate con le erbe dell’orto, tutta arancione, è equilibrata e leggera, ma io sono poco obiettiva perché amo entrambe. La coda di rospo in olio cottura con radicchio di Treviso marinato sembra uno spiedino di grande valore.

In abbinamento assaggiamo ottimi vini bianchi, fermi e spumanti, dal Veneto, Friuli, Umbria e Toscana.

Lo storione del Sile è forse il pesce che ci affascina di più, non solo perché richiama il lusso del caviale che se ne ricava, ma per la sorprendente produzione locale. A pochi chilometri da Treviso, infatti, c’è il maggiore allevamento italiano che divide con quello di Calvisano (BS) questa nicchia, con un mercato internazionale e tante prospettive di sviluppo futuro nel rispetto dell’ambiente, come la moderna acquacoltura richiede.

I dolci rappresentano l’unione dell’Italia con una cassata rivisitata, utilizzando la casatella di Treviso al posto della ricotta, un azzardo ben riuscito, e un sorbetto al limone, spezie, radici di radici (radicchio).

Il ristorante al Migò e l’Hotel Ca’ del Galletto si trovano appena fuori dal centro di Treviso, se fate tardi dopo cena potete fermarvi a dormire qui e ripartire la mattina dopo. Cosa volere di più? 

Per saperne di più:

http://www.radicchiodoro.it/

http://www.ristorantidelradicchio.it/

http://www.parcosile.it/it/prodotti.dettaglio.php?id=2424

https://www.aziendastorionedelsile.it/

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