Santa Cruz (SC) è la mia “base” nella settimana del TBM, dove mi diverto a palla e vedo tante cose che non saprei in che ordine metterle. Per visitare questa città estesa, da vivere di giorno e di sera, ci vogliono due giorni a mio avviso, per ottimizzare i tempi consiglio due soluzioni da perfetti turisti: una visita guidata e un giro sull’autobus rosso a due piani della City Sightseeing, lo stesso che c’è nelle principali città europee. Ho fatto la visita con City Expert, tre ore a piedi, che dà le consuete informazioni ma dedica tempo prezioso anche ai luoghi dei e per i locali come il mercato, anzi iniziamo proprio da qui.

Mercado Nuestra Señora de Africa, con un nome così bello il mercato coperto di SC dev’essere un bel posto mi chiedo, e lo è. Ha 70 anni ma non li dimostra come scrivo su facebook. Al mercato, chiamato anche La Recova, si svolge la vita quotidiana di SC alla faccia dei centri commerciali anche se qui è tutto nuovo pulito perfetto. Quasi finto. Molto interessante l’utilizzo delle pescherie intese come spazio degustazione (ma non come da noi). La frutta tropicale mi stuzzica tutti i sensi, sono esposti in bella mostra ortaggi comuni e locali, tutta l’ortofrutta dà il meglio. Le papas (patate da fare arrugadas) costano 10 euro al chilo, alla faccia. Ci sono anche i funghi! La gastronomia non è da meno quindi fermatevi se l’orario è consono o semplicemente vi viene fame, potete sedervi ai banchetti o nel patio centrale. Gelateria, pizzeria, sushi, c’è l’imbarazzo della scelta per mangiare, vedo tortellini e vino trentino in un negozietto. Saluto in italiano, una signora esce mi saluta: sono una coppia di Trento trasferita qui da qualche anno, lavorano bene e sono felici, cosa volere di più?

 

Le piazze prendono il nome dai personaggi storici delle Canarie o dalle date che hanno segnato Tenerife, di Plaza de España parlerò alla fine ma vedete anche Plaza Isla de la Madera con il Teatro Guimerá e la grande scultura di Igor Mitoraj intitolata Per Adriano. Da qui si vede el Barrio chino, incredibilmente pure qui c’è un quartiere cinese. Le chiese rappresentano una sintesi dell’architettura spagnola dal 500 in poi ma in piccolo. Sono tre le principali chiese di SC, San Francisco. Nostra signora del Pilar e la chiesa madre Nostra Signora de la Concepción, la più bella. Monumento storico iniziato nel 1500 oggi appare in stile coloniale all’esterno e barocco all’interno, per le ricostruzioni successive a un incendio. Conserva preziosi cimeli storici tra cui la croce della conquista, che ha dato il nome alla città. Si può salire sulla torre campanaria per vedere la città dall’alto, io purtroppo non l’ho fatto ma a La Laguna sì…

Una visione più ampia di SC si ha a bordo del bus a due piani, potete salire e scendere lungo il percorso, all’inizio del tour vi consegnano la cartina della città, un auricolare e quando siete a bordo sentite la descrizione dei luoghi di passaggio e delle undici fermate. Dalle dieci alle diciotto parte ogni mezz’ora da Plaza de España, segue il lungomare verso est poi rientra al centro ed esce dalla parte opposta dove c’è l’auditorium di Calatrava. Scendete dove volete e controllate: se volete risalire nello stesso posto tornate dopo mezz’ora, oppure proseguite per una tappa successiva con gli orari in mano. Queste sono le undici fermate.

Plaza de España – una grande vista sul lungomare dove alberi fioriti (di diversi colori) e cascate di fiori si specchiano nella vasca della fontana, il centro di tutto e il logo di Tenerife col cuoricino. Tutto intorno la città di ieri e domani, il monumento ai caduti della guerra civile spagnola, il municipio e Plaza Candelaria con i suoi palazzi e negozi.

Alameda, puerto crucero – là dove partono e arrivano le navi da crociera, anche qui purtroppo, e da tempo immemore: oltre cent’anni! Come ha scritto magistralmente sir Archibald Cronin in un romanzo che racconta un viaggio, una storia di amore e morte assai avvincente. Guarda caso si chiama Gran Canaria e include vari passaggi in nave a “Teneriffa”, dovrei scriverci un post. Abbiate pazienza. Da qui potete prendere il bus per Playa las Teresitas, la spiaggia urbana di cui ho parlato nel post sulla natura di Tenerife.

Museo Histórico militar de Canarias – nel forte di Almeida si trova un museo che è piaciuto persino a me, convinta antimilitarista, per due motivi. La location affascinante e l’allestimento avvincente dove, tra pannelli e cimeli si racconta la storia militare delle isole, legata a doppio filo alla storia spagnola ed europea. Nelson il famoso ammiraglio inglese perse un braccio nel 1797, durante un tentativo di assedio (fallito).

Parque García Sanábria – il parco urbano più grande delle Canarie con numerose sculture moderne che si alternano a fiori, piante tropicali, aree ricreazione e ristorazione. Cercate l’orologio di fiori che a maggio era scintillante nei suoi tanti fiori colorati. Luogo ideale per rilassarsi sedurti su una panchina, o luogo di passaggio – passeggio a seconda se volete fare people watching o allungarvi sulle ramblas della capitale. Alzate lo sguardo per ammirare le case liberty e di altri stili, riconducibili a coloro che le hanno costruite, uno spaccato della vecchia SC.

Plaza de los Patos – Viera y Clavijo – dedicata al grande poeta canarino vissuto trecento anni fa costeggia l’omonima avenida, si chiamerebbe Plaza 25 de Julio in memoria del giorno in cui furono cacciati gli inglesi capeggiati dall’ammiraglio Nelson (vedere sopra). Nella fontana centrale sono scolpite una tartaruga, un’oca e otto rane, tutte luccicanti di ceramiche e azulejos, peccato che abbiano evidente bisogno di restauro. I media assicurano a fine 2017 che i lavori inizieranno a breve, è indubbiamente un luogo affascinante dove apprezzo persino le panchine con vecchie pubblicità in ceramica dipinta, gli sponsor degli anni 20 inclusa la nostra Fiat.

Plaza de San Pedro Schwartz (Weiler) – Avenida tres de Mayo – la zona commerciale della moderna SC con i suoi svettanti grattacieli.

Auditório de Tenerife – opera di Calatrava discussa per le forme bianche e ardite, rappresenta una vela e la prua di una nave protesa sul lungomare. All’interno ha due sale concerti e un bar ristorante, all’esterno due terrazze con vista. Se vi sporgete fuori dalla balaustra vedrete un tocco di colore speciale tra la terra e l’acqua: decine di disegni raffiguranti artisti e cantanti. Tra fuori e dentro qui potete passare un paio d’ore piacevoli. Di fronte c’è la Fiera e accanto il Palmetum, un grande bellissimo orto botanico dedicato alle palme.

 

El Corte Inglés – faccio la brava e non entro, la tentazione di fare shopping sarebbe stata forte ma che fatica…

Estación de guaguas – organizzatissima come tutte le infrastrutture locali, mi sento tanto in Germania e non in un’isola del sud Europa. Rigore teutonico e pulizia nordica, app dedicate per conoscere gli orari e pagare i biglietti, è un piacere utilizzare i mezzi pubblici. Ovviamente ci sono bar e negozi per chi aspetta il bus, infatti la stazione è affollata a tutte le ore. L’ho vista anche alle quattro di mattina quando sono partita, c’è la fermata esterna del bus che va in aeroporto, ce n’è uno ogni ora (di notte), non serve prendere il taxi.

Oltre a questo SC ha molto da offrire a me e a tutti i visitatori curiosi. Ciò che non si vede dal bus rosso si fa a piedi o si raggiunge sui bus verdi della TITSA. Buon viaggio e buon divertimento!

Per saperne di più…

Siti istituzionali:

https://auditoriodetenerife.com/es/

https://www.la-recova.com/

http://www.titsa.com/index.php/en/

https://city-sightseeing.com/it/26/santa-cruz-de-tenerife

Chiese

https://www.webtenerife.it/su-tenerife/arte-cultura/architettura/tradizionale/chiesa-concezione-santa-cruz.htm

Piazze

https://www.santacruzdetenerife.es/santa-cruz/espacios-culturales/plazas/

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