Finalmente ieri io e Roberta ci siamo viste in occasione della Giornata Internazionale della Guida, edizione numero 29, che si celebra in tutto il mondo a fine febbraio. Le sue dieci domande alle guide erano pronte dalla fine del 2017 e ora posso pubblicarle. Per sdebitarmi della lunga attesa le ho portato una mia marmellatina, ti è piaciuta? Dopo mesi o anni di scambio messaggi su fb l’ho vista e sentita all’opera: Roberta Bressan è il mio riferimento tra le guide del Friuli Venezia Giulia assieme alla collega Giovanna Tosetto. Vederle al lavoro nella loro terra bellissima mi dà una piacevole botta di cultura e di stima, è una iniezione di fiducia per la cultura, intesa come patrimonio da coltivare e far crescere, per crescere tutti insieme. Perché volendo con la cultura si mangia, basta volerlo appunto, spero di essere chiara. Roberta ha una memoria di ferro, condizione necessaria per fare la guida, ma ha anche un grande cuore di quelli che battono e si emozionano al lavoro e fuori, lo dico perché fra tanti gruppi ha avuto anche i miei genitori come ospiti anni fa con un Cral aziendale, e se ne ricordano sia lei sia loro, per dire… E ci mette il cuore sia quando lavora sia quando si mette dall’altra parte e fa la turista, da un anno ci propina foto dell’Iran che dev’esserle piaciuto proprio tanto!

 

 

Aquileia ieri ha accolto noi e una ventina di ospiti coraggiosi alle ore 11 sferzata da un inusuale vento gelido, che però ha tenuto lontane nuvole e pioggia. Grado alle ore 15, prevista per la seconda parte della visita guidata non so com’era, ci sono stata solo due mesi fa e sono rientrata (con un rocambolesco viaggio su mezzi pubblici), dopo la pausa in cantina da Ca’ Tullio per la consueta bicchierata e aperitivo che si tiene sempre, alla fine della visita. Qui vedete immagini vecchie e nuove di questa splendida visita guidata, in basilica non si possono fare foto purtroppo ma è l’occasione per godersela e ascoltarne la lunga e complicata storia. Roberta ce l’ha raccontata da un punto di vista laico, scardinando in parte versioni incentrate su punti di vista più religiosi (cristiano cattolico o germanico protestante). Parte infatti dalla sua storia millenaria che ha visto la comunità ebraica sempre in prima linea nelle manifatture e nei commerci, da qui alle varie sponde del Mediterraneo. Ascoltandola mi sembrava di leggere i vangeli apocrifi o, meglio ancora, la mirabile sintesi storica che ne ha fatto William Dalrymple nel suo libro “La montagna sacra” che ho letto e riletto, prima e dopo i miei viaggi in nord Africa e Medio Oriente. Lo cito perché è uno dei miei libri di viaggio preferiti di sempre e perché, proprio nel sito di Aquileia, sono in corso mostre temporanee sui siti archeologici feriti dalle guerre come Tunisia e Siria. Un motivo in più per venire o tornare qui, ma ve ne do un altro che sarà la scusa per tornare ed effettuare una nuova visita: i concerti in basilica durante la stagione estiva, chiedete e Roberta vi darà tutti i dettagli. Grazie e alla prossima!

PS 1 – Ho preso alcune immagini di ieri e dei vecchi gruppi grazie.

PS 2 – Ho visto che il post ha ben 1.200 parole, volevo raccontarvi della basilica ma dovrò farlo in un altro post!

 

 

 

1 Da dove vengono gli ospiti in visita? Sono più italiani o stranieri?

Gli ospiti sono più stranieri a maggio e giugno, molti anche a settembre, poi italiani.

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Secondo me è fifty-fifty, nel senso che anche se sono informati vanno comunque “instradati” (sagge parole, NdR).

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Aneddoti un’infinità… una volta a Udine non troviamo più una signora tedesca, cerchiamo dappertutto rifacendo il giro all’incontrario e la ritroviamo in pullman, se n’era andata senza avvisare. Un altro, sempre con una tedesca, cade e dobbiamo portarla al pronto soccorso, le hanno fatto quattro punti in testa ma ha continuato il programma anche i giorni successivi!

Oppure le papere delle guide: questa è mia, arrivo nel castello di Miramare all’ora di pranzo, nella sala da pranzo e SENZA pranzo, dicendo “davanti a voi un orologio a pentola con le fasi lunari”.

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Le esperienze da dimenticare non sono molte ma capita spesso di dover fare delle file, ad esempio quando c’è la prima domenica del mese con ingresso gratuito. I visitatori non hanno la pazienza di mettersi in fila, sbraitano, si spazientiscono e in qualche caso se ne vanno senza aver pagato la quota. Le file non sono mai lunghe come sembra, basta avere pazienza! Esperienze veramente da dimenticare non ne ricordo, forse qualche commento acido di un ospite, con argomenti particolari.

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza? Quando tirano fuori la politica!

6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Beh, quanto a stereotipi gli americani non hanno cultura storica alle spalle, fanno le domande più insulse anche ad altri colleghi. Per il resto chi viene a fare una visita guidata di solito non è mediocre, in genere gli stranieri (qui abbiamo tedeschi ed austriaci soprattutto) sono molto attenti, ma anche gli italiani, mentre i gruppi sono un’altra cosa. Ci sarebbero poi stereotipi sugli ospiti generosi contrapposti a quelli tirchi, un’ intera enciclopedia, però un po’ di mancia c’è sempre.

7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una visita e quelli più leggeri? (shopping, pranzi ecc.) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi infilarsi in un negozio lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Per conciliare le varie esigenze tocca centellinare il tempo a disposizione, oppure lasciar decidere alle persone del gruppo cosa vogliono fare, se stare con la guida o andare per negozi e trovarsi all’orario stabilito.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Non è cosa fa di un ospite una persona speciale, è già una persona speciale se si riesce a stabilire un contatto e ci si parla volentieri, per esempio ci sono quelli che a fine giro ti portano a bere! Dipende sempre dai casi, se capitano compagnie allegre si esce anche dopo cena (con qualche congressista capita). Vero è che dopo dieci ore in giro siamo stanchi, la guida e il gruppo, e ci pensiamo un attimo prima di uscire dopo cena…

9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Certo che si resta in contatto, oggi è anche più semplice con i social network.

10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Intanto bisogna essere portati per la professione, se uno vuole fare la guida tanto per fare qualcosa è meglio che cambi mestiere, vale lo stesso discorso per lavori come il medico o l’insegnante. Se invece la persona vuole farlo seriamente anche sì, anzi magari con le giovani generazioni si lavora meglio che con le vecchie!

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