La Val di Fiemme è un paradiso per gli amanti della montagna, in tutti i dodici mesi dell’anno. Se ancora non avete pensato di andarci, fossi in voi ci farei un pensierino perché ai classici sport invernali come sci da discesa, snowboard e sci da fondo (con ben 150 chilometri di piste) in Val di Fiemme potete abbinare diverse attività culturali ed esperienze enogastronomiche, per un menu completo e gustoso. Con i panorami unici delle Dolomiti, patrimonio Unesco, sullo sfondo. Sono appena tornata da Cavalese dove ho assistito a un paio di concerti della ventunesima edizione di Dolomiti Ski Jazz, manifestazione che porta in alta quota la musica di qualità perché, anche se i mostri sacri non sono più fra noi, per me il jazz è questo: musica che tocca le corde profonde, “musica per l’anima” come diceva qualcuno. E per gli appassionati questa è una ghiotta opportunità di ascoltare gruppi italiani e internazionali che si esibiscono fuori dagli spazi solitamente dedicati alla musica. Tutti i giorni all’ora di pranzo nei rifugi, la sera nei locali e nei teatri delle località alpine. Dulcis in fundo, quasi tutti i concerti sono gratuiti. Siamo alla metà del mese di marzo, quando le giornate si allungano e il sole ci dovrebbe scaldare un po’ di più. Sulla locandina dell’evento c’è scritto “Musica nera su sfondo bianco” e devo dire che ho trovato entrambi nel mio soggiorno. Il meteo è stato in teoria inclemente con due giorni di nevicate quasi ininterrotte, capaci però di donare un tocco di magia al mondo ovattato delle Dolomiti. I profili delle montagne erano quasi invisibili e ne sono uscite immagini in bianco e nero naturale, senza ritocchi, come queste.

 

 

Sabato 10 marzo andiamo al Palafiemme di Cavalese dove si esibisce il Gegè Telesforo Quintet, lui è un artista che ha accompagnato la mia crescita musicale dai tempi della scuola, quando conduceva DOC assieme a Renzo Arbore. L’immagine di intrattenitore che mi sono fatta di lui è pienamente confermata in questa serata in cui, oltre a cantare e suonare, Gegè ci chiacchiera con il pubblico e gioca con i quattro bravissimi colleghi che lo accompagnano sul palco: Alfonso Deidda al sax e flauto, Seby Burgio al piano e tastiere, Joseph Bassi al contrabbasso. Infine apprezzo particolarmente il giovane batterista Dario Panza che, alla fine delle due ore di concerto, ci regala un assolo di batteria, una grande ed entusiasmante esibizione. Non sono certo un’esperta ma questo genere musicale mi ha sempre appassionato e sono contenta di essere stata al Palafiemme sabato sera.

Esperienza totalmente diversa è quella di domenica, una vera immersione nella neve che ci accompagna dal Passo San Pellegrino su fino al Rifugio Fuciade. Potremmo arrivare camminando un’ora nella neve fresca ma pigramente decidiamo di fare una cosa per me nuova, che mi ha sempre lasciato perplessa come modalità di trasporto in quanto diciamo così “poco green”, la salita in motoslitta. Cinque minuti dove l’adrenalina circola in corpo e fa sentire meno il picchiettare sul corpo dei fiocchi di neve freddi e fitti. Quando scendiamo dal mezzo ci troviamo in una piccola vallata che sembra uscita da una fiaba, con piccole malghe semisommerse dalla neve e una chiesetta che se avessi trovato un uomo capace di sopportarmi l’avrei pensata per un matrimonio intimo, anzi intimissimo. Tante sfumature di bianco, grigio e il marrone del legno sono i colori dominanti. E c’è il rifugio Fuciade ad attenderci con il suo menu stellato, ottimamente frequentato, nel quale subito mi sento trasportata ai bei tempi delle vacanze a Cortina negli anni Settanta e Ottanta, dove nella splendida cornice dolomitica veniva a trascorrere le vacanze tanta bella gente. L’atmosfera è la stessa qui.

 

 

Ci scaldiamo subito con un bel bombardino, che io chiamo ancora vov caldo con la panna ricordando l’indimenticabile ricetta della nonna. Facciamo le foto di rito, fuori e dentro, nelle salette intime arredate in stile di montagna e con i dettagli più eleganti che si possano desiderare. Saltiamo solo la visita al caveau del piano di sotto, una cantina eccezionale e pregiatissima, scorrendo l’elenco dei vini in carta trovo le migliori etichette locali del Trentino Alto Adige assieme a grandi produttori nazionali e internazionali. C’è solo l’imbarazzo della scelta ma io, come sempre, parto da una piccola cantina trentina che amo molto, Eredi Cobelli. La Nosiola sposa ottimamente il mio pesce, una variazione di fiume e lago dove stanno vicini salmerino e trota salmonata. Spero che queste immagini ve la facciano sognare e vi assicuro che è davvero indescrivibile. I miei vicini di tavolo si danno alla carne con evidente soddisfazione. E la musica?

 

 

 

Alberto Marsico è seduto accanto a noi con il suo quartetto nelle prove che precedono il concerto. Si doveva tenere fuori e sarebbe stato fantastico ma nevica… così il jazz torna alla dimensione calda e raccolta del club e, trasportato nella saletta di questo locale esclusivo, riprende la formula che preferisco. Quasi due ore di pura emozione in uno scenario unico, dove Marsico suona l’organo Hammond, Diego Borotti il sax, Lorenzo Frizzera la chitarra ed Enrico Tommasini la batteria. A un certo punto si unisce una tromba per un paio di brani, lo spettacolo si fa sempre più ricco e coinvolgente, questa è veramente musica per l’anima per me. Gli amici sappiano questo: se vogliono farmi felice con la musica mi portino ad ascoltare queste cose, grazie.

 

 

Intanto fuori continua a nevicare. Ho scritto questo su Facebook nell’ultimo post dedicato al magico fine settimana sulla neve che Cavalese mi ha regalato, e che dalla Val di Fiemme si è allargato fino a quassù. A volte basta poco per colpire chi ci legge, di solito scrivo post lunghi e profondi sia sui social network sia sul mio blog. Queste cinque parole però ne sono la perfetta sintesi e conclusione, infatti a dispetto della cura della forma e dei contenuti, il post è più apprezzato degli altri. Scendiamo a piedi in quaranta minuti sempre avvolti dalla neve che continua a scendere copiosa, zompettiamo sulla neve battuta dalla motoslitta che parte ogni mezz’ora e fa la spola, su e giù, giù e su. Ci tiriamo le palle di neve e ritorniamo un poco bambini, un effetto collaterale di questo spettacolo naturale in bianco e nero. Grazie agli amici che mi hanno seguito virtualmente, grazie a Christian e Paolo i colleghi blogger con cui ho condiviso un’esperienza unica e toccante. E soprattutto grazie a coloro che ci hanno ospitato: Eco Park Hotel Azalea a Cavalese e APT Val di Fiemme. Ho ancora tanto da raccontare e se avete pazienza nel seguirmi, presto leggerete un altro post… a tutta musica, perché Cavalese è la culla degli alberi da cui nascono tanti strumenti musicali. Lo sapevate? Ve ne parlerò presto, qui su Gamberettarossa. Stay tuned!

Per saperne di più:

https://www.visitfiemme.it/it/italian-style-and-events/eventi/dolomiti-ski-jazz/programma-dolomiti-ski-jazz

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2018/03/01/dolomiti-ski-jazz-fiemme-a-tutto-swing_a9a90b56-a5a7-494b-894e-0db3e62a7c8e.html

http://www.crushsite.it/it/musica/2018/dolomiti-ski-jazz_45055.html

https://www.musicajazz.it/dolomiti-ski-jazz-2018-programma/

http://www.gegetelesforo.it/

http://www.albertomarsico.it/

http://www.fuciade.it/

http://www.locanda-degli-artisti.com/

 

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2 comments

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Che belle foto!!
Vorrei sapere come è possibile fare una facanza con i bambini in Dolomiti, perchè sempre viaggiamo insieme. C’è qualcosa per i bambini, o il albergo è adatto più per i adulti? Io e mio marito abbiamo apassionati dal Jazz. Vorremo ascoltare un concerto vivo. Speriamo che piacerà anche ai figli. Grazie.

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Eva grazie e benvenuta su Gamberettarossa, le Dolomiti sono buone per tutta la famiglia e tutto l’anno, park hotel Azalea va benissimo. In estate ci sono altri concerti in montagna vedi Suoni delle dolomiti. A presto!

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