Avere una guida durante un giro di gruppo in bici è assai utile, non è come pedalare da soli che è il massimo in termini di libertà. Accelerare, fermarsi con la scusa di una foto, cercare una deviazione accattivante che dovunque ci porti va bene, sarà comunque una scoperta. Anche quando la salita impone di scendere e proseguire a piedi. In gruppo è diverso e una brava guida fa davvero la differenza.

Ho conosciuto Fabio Sartori la scorsa primavera nelle Prealpi trevigiane, le colline del prosecco ma non solo. Otto blogger e instagramer in giro su due ruote, in Valsana, tra Revine Lago e il parco del Livelet, ho raccontato la mia esperienza in questo post. Per me l’unica vera fatica è stato imparare a conoscere la mia E-bike e affrontare la pedalata assistita, perché poi fa tutto lei. La bici col motorino pesa molto più della bici o mountain bike normale. Ma che soddisfazione!

 

 

La Marca gioiosa et amorosa (la chiamo sempre così soprattutto quando ne parlo con gli amici lontani) è un’area del Veneto bella anche se tanto, troppo sfruttata dalle attività umane, che un tempo erano necessarie ma nel futuro spero siano gestite nel rispetto dell’ambiente, conciliando il rapporto uomo – natura. Chi ha orecchie per intendere intenda. Per fortuna nelle prealpi trevigiane rimangono ambienti incontaminati, facilmente raggiungibili perché poco lontani dalle vie principali, tutti da scoprire. Questi piccoli tesori sfuggiti ad altri utilizzi oggi si visitano, idealmente, proprio a passo lento. Sono un paradiso per i turisti slow come me, ben venga quindi pedalare in compagnia soprattutto nella primavera che finalmente sta facendo capolino.

Fabio è una persona di sostanza, schietta come la maggior parte dei miei compaesani veneti. A volte infatti ha risposto alle mie domande in modo “asciutto” altre volte in modo un poco “democristiano” senza sbilanciarsi. Non trovate? Lo ringrazio due volte per la pazienza, quella che ha dimostrato nel farmi prendere confidenza col mezzo, e poi quella che ha messo nelle sue risposte. Fabio sappi che ho riprovato più volte l’esperienza in E-bike, che ne dici, hai voglia di farci rimettere il caschetto e risalire in sella? Buona lettura!

 

 

 

 

1  Da dove vengono i vostri ospiti in visita? Sono più italiani o stranieri?

Principalmente vengono dalla regione Veneto ma ci sono anche degli stranieri.

2  Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Per mia abitudine è meglio gestire persone che sanno poco del luogo in cui si trovano, comunque i percorsi che cerco di proporre sono a volte poco noti anche agli autoctoni.

3  Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

4  E un’esperienza invece da dimenticare?

Niente da dimenticare, anche esperienze negative (che fortunatamente non ho) aiutano a migliorare

5  Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

“Mettere in crisi” no, ma possono creare incomprensioni all’interno di un gruppo persone (presunte) saccenti che intervengono sbagliando correggendo la guida: “ma io ho letto che..”, “No, sono sicuro che è così perché mi hanno detto/ ho sentito che…”

6  Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

No.

7  Come si conciliano gli aspetti tecnici di una visita e invece quelli più leggeri? (es. pranzi e pause in generale) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi andarsene, lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Solitamente cerco di pianificare al meglio il percorso e l’attività in modo da conciliare tutti gli aspetti. La cosa è più facile quando ho tutte le informazioni che mi servono prima di avere di fronte l’ospite o il gruppo. Informazioni fornite dal tour operator o dalle agenzie.

8  Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Quando si vede che il percorso / spiegazione ha emozionato e colto nel segno, quando non solo ringrazia ma a fine servizio si intrattiene a parlare non solo dell’esperienza appena fatta.

9  Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Sì e sì.

10  Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica – ambientale? SI – NO – Perché?

In questo momento consiglierei di informarsi bene visto che, per lo meno in Veneto e Friuli, è da qualche anno che non escono i concorsi per questa professione … ma ci sono altre vie!!!

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