Io e Daniela ci siamo incrociate due anni fa a San Leonardo de Siete Fuentes, nell’interno della Sardegna dove si svolgeva l’incontro della community Instagram che si chiama WWIM, Worldwide Instameet, ed è organizzato due volte l’anno a marzo e a settembre. In questa e in altre occasioni simili ho conosciuto persone interessanti ma questa giornata è stata davvero speciale e tuttora sono in contatto con i tanti nuovi amici sardi incontrati lassù, ne ho parlato in questo post (cercate un cane e leggete più avanti). Daniela non è da meno. Ho scoperto che Daniela fa la guida turistica nella sua bellissima isola, mentre passeggiavamo in un bosco punteggiato da fontanelle. Con le sue parole intrise di passione ha alimentato la mia curiosità e voglia di continuare le esplorazioni nella Sardegna più autentica, lontano dalle spiagge più famose. E mi ha parlato della sua vita quotidiana: Daniela di formazione è storico dell’arte e fra le altre cose mostra la Sardegna ai sardi in tutte le sue bellezze. Norbello per esempio, il suo paese, è una delle destinazioni più frequenti degli instagramer sardi, io non so dove sia ma assieme ai classici riti della tradizione lo vedo di frequente proprio su Instagram, questo strano social network un tempo fatto di immagini, ma ora molto più ricco, forse troppo per i miei gusti.

 

 

L’altro suo grande amore (che ho avuto l’onore di conoscere nella stessa occasione) è un cane, una beagle dolce che si chiama Lola, inseparabile compagna che la segue ovunque. Se volete sapere qualcosa di più su di loro vi consiglio di leggere qui, io attendo con pazienza la prossima occasione in cui tornerò nell’isola e faccio già una richiesta a Daniela: portarmi in un nuraghe e farmelo vedere perbene, dentro e fuori, con tutte le sue pietre e storie, le storie della Sardegna che piace a me e che per questo chiamo Sardegnadentro. Grazie Daniela e a presto!

 

 

1 Da dove vengono gli ospiti in visita alla vs città? Sono più italiani o stranieri?

La maggior parte sono di origine italiana.

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

In linea di massima gestire un ”Ospite informato” è una sfida! La poca conoscenza del territorio dove opero ma in generale della Sardegna crea falsi miti, capita spesso di realizzare visite guidate dove il turista, o l’ospite in generale, si ricrede su alcune convinzioni. Sinceramente, nella stragrande maggioranza dei casi si crea comunque un dialogo che permette a tutti di sentirsi protagonisti dell’esperienza.

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Dunque, SI! Ci sono due esperienze in due strutture diverse che mi piace ricordare perché mi hanno aiutato a formarmi. La prima nella Chiesa di Santa Maria della Mercede a Norbello. Premetto che l’edificio religioso conserva affascinanti affreschi che, con uno sguardo poco attento, possono sembrare templari. Un turista in fase “esperto” ci ha deliziato con un monologo sulla chiesa secondo la sua interpretazione templare. In un secondo tempo sono intervenuta e partendo dalla sua descrizione abbiamo ragionato insieme. È stato un modo per non controbattere e creare un antipatico botta e risposta e, allo stesso tempo, permettere ai presenti di riflettere e non somministrare la mia guida che, altrimenti, sarebbe stata asettica.

L’altra esperienza, invece, al Museo dell’Immagine e del Design Interattivo di Norbello. Nella struttura abbiamo allestito una esposizione temporanea in occasione della Giornata della Memoria 2018 dopo uno studio sulle pubblicazioni in fumetto, relative al periodo. La mostra, visitata da adulti e bambini, ha riscosso un successo inaspettato. Durante una visita un bambino, che aveva seguito una mia spiegazione, ha poi spiegato e accompagnato i visitatori attraverso disegni e grafica, per conoscere le origini di Hitler e dello sterminio degli Ebrei. Questa esperienza è stata importante perché ho avuto conferma del ruolo che la cultura e l’immagine riveste e di come ogni argomento, se trattato con la giusta preparazione, è adatto a ogni target.

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Sono una persona molto positiva ma un’esperienza antipatica mi è accaduta con una coppia che pretendeva la visita senza l‘acquisto del biglietto e, al mio diniego, ha esplicitamente chiesto l’apertura della struttura senza la presenza del personale.

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

La tuttologia che però si riesce a smorzare con un po’ di sana e simpatica ironia.

6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

NI. Li possiamo sicuramente dividere in conterranei e extra isolani, sardi o sardi d’adozione. Mi spiego meglio: nelle aree interne si viene raramente perché “di passaggio” ma chi le raggiunge è realmente interessato a conoscere, magari grazie a un attrattore letto online o attraverso le pagine social con profili turistici. Premesso questo, ogni ospite rimane affascinato dalle peculiarità del posto e dall’offerta turistica, talvolta sottovalutata perché in Sardegna è preponderante l’offerta balneare. Nonostante ciò sono ottimista perché vedo un sempre maggiore interesse verso la conoscenza di una cultura locale, materiale e immateriale, che senza ombra di dubbio ha un suo fascino nel panorama mediterraneo.

7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una città – visita e invece quelli più leggeri? (shopping, pranzi e pause in generale) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi andarsene, infilarsi in un negozio… lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Lo assecondo, in primis perché l’empatia è la prima regola che mi sono data e poi perché una visita coercitiva è controproducente. In Sardegna, nello specifico, diciamo che il periodo estivo ha il grande attrattore mare e i turisti arrivano nel centro dell’isola solo in pausa dalla spiaggia.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Domanda difficile, non so, come dico sempre, vado di pancia!

9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Credo sia fondamentale tenere i rapporti con gli ospiti perché se si sentono “come a casa”, sono la migliore campagna pubblicitaria!

10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Assolutamente si! Il motivo principale: è un lavoro bellissimo che ti permette di crescere. E poi permette di avere maggiore contezza della competenza necessaria e delle professionalità che entrano in campo! Infine devo spendere due parole sull’abusivismo, che secondo me si sconfigge con un percorso di formazione e sensibilizzazione degli utenti, dopo aver acquisito consapevolezza del ruolo che ricopre un operatore turistico per una corretta promozione territoriale.

 

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2 comments

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Che dire… Amo il mio lavoro, amo perdermi negli occhi di Lola e saper di lavorare seguendo l’istinto, quello di raccontare la Sardegna e di sentirmi parte di uno sviluppo non solo mare! Grazie…

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Ciao ooo sembrerò ripetitiva ma potrei commentare il tuo commento come ho fatto nel precedente articolo su Paestum, quando si incontrano persone simili basta poco per allinearsi su discorsi e sguardi amici, complici, la sintonia si crea subito. Ritengo che nella fredda domenica trascorsa insieme due anni fa, lassù a San Leonardo, si siano radunate tante energie positive che, come vedi, aleggiano tuttora nell’aria… arrivederci a presto davvero e avvisa se vieni in continente, fai come i tuoi amici sardi che son più qua che là 😀

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