Un anno fa sono stata a Mel per la seconda volta in occasione dell’evento Mele a Mel quando questo borgo bandiera arancione del TCI si veste a festa e spande per le vie il profumo del frutto del peccato (originale), la mela che gli dà il nome. Mentre i suoi abitanti si chiamano Zumellesi, se venite quassù andate a vedere il vicino castello di Zumelle che nel tempo io ho amato e odiato, ma ora mi piace nuovamente perché coloro che lo hanno “sistemato” mi hanno spiegato il perché e il percome. E ho capito che qui come altrove cultura e spettacolo possono andare a braccetto, basta che ci sia spazio per tutti senza invasioni di campo. Ho raccontato l’evento Mele a Mel in questo post e il territorio intorno a Mel in un altro post.

Ancora non so se ci tornerò nei prossimi giorni, la voglia è tanta ma il tempo è poco. Sarei già contenta di portarmi a casa due borse di melette, che più sono piccole e più sono buone. Rosse gialle e verdi, da sbocconcellare e da sentire in bocca in tutta la loro croccantezza e bontà, perché le mele nuove sono sugose e ricche di elementi nutritivi benefici. Si estrae un ottimo succo dalle mele, e facendolo fermentare si ottiene il sidro, per non parlare di torte e dolci a base di mele e dai mille usi della mela in cucina e nell’industria alimentare. Si capisce che è uno dei miei frutti preferiti??

Ma la mela è anche un simbolo, e nella storia è stata “caricata” di significati diversi, a partire dalla Bibbia dov’è associata al peccato originale, al desiderio carnale. Molte leggende ne parlano, la mitologia, i romanzi come Guglielmo Tell. E poi c’è Biancaneve…

 

 

A Mel in questi giorni potreste vederla aggirarsi con delle persone al seguito, ma non c’è da avere paura perché si tratta di una visita con una guida d’eccezione. Patrizia è Biancaneve, è stata la mia guida l’anno scorso e mi ha raccontato il suo lavoro in provincia di Belluno con il consueto carico di impegno razionale, passione viscerale e curiosità che tante guide portano con sé. E con il mix di storia, cultura e natura qui presente, le immense bellezze naturali delle Dolomiti UNESCO ma non solo. La ringrazio e spero di ritrovarla presto sul mio cammino, magari a passeggio in un altro borgo “Lassù sulle montagne, tra boschi e valli d’or” come recita La Montanara, uno tra i canti degli Alpini che preferisco.

1 Da dove vengono i vostri ospiti in visita? Sono più italiani o stranieri?

Più gli italiani, ma stanno aumentando anche gli stranieri.

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Non mi sono mai posta la domanda. Per me ogni gruppo, ogni persona è un’avventura e una storia a sé quindi imposto la visita guidata sulle persone che mi trovo di fronte. A volte gli ospiti super informati scoprono delle novità che loro stessi non conoscevano, e le persone che pensano di conoscere poco una località in realtà ne sanno anche più di te su certi aspetti. Il bello è che con l’interazione si impara sempre qualcosa, tutti, me compresa!

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Gruppo di ospiti americani, stiamo andando al lago di Misurina con un pulmino guidato da un autista troppo spericolato. Curve, tornanti, velocità troppo elevata… le persone cominciano a soffrire di nausea. Un uomo seduto dietro chiede di fermarsi perché non ce la fa più, ma non possiamo perché non c’è nessuna rientranza nella strada. Richiedo all’autista di andare più piano, apro i finestrini, lascio il posto davanti al signore e gli metto i miei mitici braccialetti “antivomito”. Morale della favola: John si è trovato così bene con i miei braccialetti che li ha portati anche i giorni successivi e poi… li ha portati in America come souvenir!

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Un gruppo dopo una “degustazione” di prosecco e una di birra. Devastati e maleducati. Situazione molto imbarazzante ma i peggiori si sono autoeliminati da soli (andando al bar ovviamente) e quindi ho potuto continuare la visita con le persone interessate e “sane”.

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Mi trovo un po’ in difficoltà quando un ospite interviene continuamente con sue esperienze e il resto del gruppo sembra non gradire le continue interruzioni. Devo fare da mediatore e riprendere in mano la situazione, lasciando spazio alla persona che evidentemente sente il bisogno di parlare della sua esperienza, senza dimenticare che le altre stanno aspettando di andare avanti.

 

 

 

6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Quest’anno ho accompagnato dei gruppi provenienti dalla Malaysia. Io di solito non ho pregiudizi e non seguo gli stereotipi però tutte le persone che io ho accompagnato hanno fatto miliardi di foto. E mi hanno contagiato perché in quei tour ne ho fatte anch’io molte 😉

7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una visita e invece quelli più leggeri? (es. pranzi e pause in generale) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi andarsene, lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Mi piace essere chiara prima della visita guidata su tempi, modalità e costi, in modo tale che le persone sappiano già quanto tempo dedicare all’evento e, più o meno, come si svolgerà. Ovviamente poi si ragiona in corso d’opera con condizioni meteo, cambi programma, imprevisti e soprattutto con le esigenze degli ospiti. Se una persona ha fretta e decide di andarsene ovviamente è libera di farlo ma capita davvero raramente perché sono informati prima.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

La voglia di condivisione, l’interesse di scoprire nuove realtà.

9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Sì soprattutto se hanno partecipato a visite guidate con piccoli gruppi come quelle che normalmente organizzo io. Perché hai il tempo di far due chiacchiere e di rispondere a tutte le curiosità. Ci sono persone che mi seguono spesso e ogni tanto ricevo dei regali. E non vogliono sconti… altrimenti non vengono! Poi ci sentiamo per sapere come stiamo, mi chiedono come vanno le visite guidate… Insomma sono nate proprio delle belle amicizie.

10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica ? SI – NO – Perché?

Assolutamente sì! E’ un’esperienza impegnativa ma assolutamente fantastica!

 

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