Un giorno all’improvviso è il film italiano, presentato in concorso nella sezione Orizzonti, che ho visto al Lido durante la Mostra del Cinema 2018. Alla proiezione ufficiale erano presenti il regista Ciro D’Emilio – il film è la sua opera prima – e i due attori principali, Anna Foglietta e Giampiero de Concilio. Gentili e umani, lo hanno commentato ancora coinvolti, commossi come se la storia raccontata fosse un poco loro. Di estrema crudezza e tenerezza è intrisa la pellicola, recitata tutta in dialetto napoletano, che tiene incollati gli spettatori alla poltrona per un’ora e mezza. Divisi tra la speranza che qualcosa di buono sollevi le sorti dei protagonisti e il timore del dramma incombente.

 

 

Antonio vive con la mamma Miriam nella periferia di una città della Campania, dove cerca di dare un senso alla sua disastrata condizione familiare. Da una parte si impegna a cercare un lavoro onesto e dignitoso, evitando la tentazione di prendere la scorciatoia pericolosa dell’illegalità, come fanno alcuni suoi amici. Dall’altra parte si sfoga ed esprime il meglio di sé in un campetto da calcio dove molti ragazzini come lui si allenano per vincere, ma soprattutto per crescere insieme e imparare a vivere. Sul campo e in spogliatoio ogni piccolo successo è condiviso dai giovani calciatori, mentre il loro allenatore a volte è costretto ad alzare la voce ma non dobbiamo farci spaventare dalle sue ramanzine, perché dietro la sua faccia severa si cela un cuore tenero.

Dalla paura di vincere le partitelle di paese alla speranza di un futuro migliore il passo è breve. Quando Antonio è chiamato alla selezione per un posto in una squadra importante al nord fatica a crederci. Si impegna al massimo, come ha fatto sinora, per dare il meglio e raggiungere un possibile obiettivo davvero ambizioso: essere ingaggiato dalla Primavera del Parma Calcio. Sarebbe una svolta per lui e per la mamma, Miriam ha dovuto tirarlo su da sola e vive nel ricordo di un padre assente, che li ha abbandonati e nonostante stia lì vicino non fa proprio nulla per aiutarli. Sarebbe ancora più bello avere un amore vicino, amore che si affaccia come un raggio di sole sul viso di questo bravo ragazzo. Eppure non bastano l’amore e la tenerezza, né mostrare la propria abilità in campo, quando la vita ci aspetta dietro l’angolo con tutta la sua crudezza.

Restare insensibili, non farsi coinvolgere da un film come questo è molto difficile, uscita dalla sala ho sentito l’esigenza di respirare profondamente per qualche minuto.

 

 

L’aria frizzante del Lido per fortuna aiuta. Quando voglio rilassarmi in un ambiente carino, informale ma non troppo, non ho dubbi. Per stare bene e mangiare bene vado Al Sorriso Caribe, il ristorante che dà proprio sulla Spiaggia Sorriso. Si trova poco oltre hotel Excelsior ed è gestito magistralmente dalla famiglia Lombardo, un nome una garanzia nonostante siano veneziani DOC. Ha un’ampia sala e una terrazza con vista mare dove sono serviti piatti di pesce, carne e vegetariani, nonché ottime pizze, tutti con un buon rapporto qualità – prezzo. Se volete vedere i fratelli Lombardo da un’altra parte del Lido potete trovarli al Bar 9, nella centralissima Via Lepanto, un locale impostato secondo criteri di classe e calore, animato dal mattino alla sera.

 

 

 

Concludo qui i miei consigli per soggiornare al Lido, validi non solo durante i giorni della Mostra del Cinema. Prossima fermata? La Biennale Architettura.

Link utili:

http://www.labiennale.org/it/cinema/2018/selezione-ufficiale/orizzonti/un-giorno-all%E2%80%99improvviso

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