Il primo fine settimana di ottobre si è svolto a Grado Mare Nostrum, Festival della cultura del mare. La manifestazione, alla sua seconda edizione, ha ospitato nella località giuliana espositori di prodotti locali, rievocazioni di antichi mestieri, esibizioni di gruppi folkloristici, spettacoli musicali. Naturalmente con il mare al centro, e con un tripudio di sapori proposti dai ristoranti aderenti all’iniziativa. La formula accattivante delle corone ha previsto questa “valuta ufficiale” (al cambio di due euro per una corona) con cui ognuno sceglieva le consumazioni da un elenco di pietanze proposte da ciascun locale, servite da figuranti in abito storico in abbinamento con vini friulani. Il tutto a prezzi popolari, una corona per un calice di vino (in vetro) e 2 – 4 corone per un piattino.

 

Io mi sono fermata in quattro posti tra ristoranti e stand (!!!) e ho assaggiato un po’ di tutto: cappe lunghe scottate, cefalo “in savor”, cono con mantecato di pesce. Una deliziosa frittura e naturalmente il famoso “boreto”, pesce in umido preparato con polenta secondo la ricetta locale che ho imparato a conoscere in questi giorni, sorpresa di non averlo ancora assaggiato e compiaciuta per la ricchezza dei piatti della tradizione, che per consuetudine chiamiamo “poveri” forse perché non utilizzano i prodotti ittici più pregiati ma che ben preparati sono delizie da gourmet. E poi chi mangia tutti i giorni orate e branzini, ostriche e simili? Il pesce azzurro viene dai mari vicini, potremmo mangiarlo tutti i giorni perché per sua natura è più sano, come indicano i nutrizionisti. Pensiamoci, quando facciamo la spesa e quando andiamo a mangiar fuori. A proposito, a Grado il tempo è stato variabile durante Mare Nostrum, non faceva né caldo né freddo e ho apprezzato la possibilità di star fuori a mangiare, girare per gli stand allestiti al porto e non solo, scegliere tra un ristorante e l’altro le pietanze più allettanti. Restando sempre soddisfatta e chiacchierando con l’oste di turno che mi raccontava ogni ricetta con tutta la passione del caso. Ho visto e rivisto tanti nuovi angoli di questo delizioso borgo, per me è stata un’esperienza diversa perché all’inizio della stagione autunnale non c’ero mai stata. In una giornata e mezza, nelle calde luci del tramonto e nel grigiore di una mattina umida e stanca, Grado mi ha donato immagini nuove che porterò sempre nel cuore.

Ho seguito l’apertura degli stand il primo giorno, venerdì, assieme al cooking show in Piazza XXVI maggio al Porto. Qui si sono succeduti diversi chef stellati coordinati dal giornalista enogastronomico Fabrizio Nonis, impegnati a riproporre piatti della tradizione assieme agli chef gradesi davanti ai fornelli. Ho consumato non uno ma ben due piatti di frittura e ho ascoltato La vose de l’Isola, il coro che con le canzoni della tradizione graisana ha radunato un nutrito capannello di appassionati ascoltatori attorno a sé inclusa la sottoscritta. Quando la musica allieta i miei viaggi sono felice, perché diventa una colonna sonora ulteriore che arricchisce la tavolozza dei colori e tutte le altre sensazioni. E a Grado la musica mi ha accompagnata fino alla fine…

Venerdì ho concluso la mia serata con il tintinnio dei calici di vino friulano, allo stand MTV – Movimento Turismo del Vino. Qui ho rivisto un caro compagno di Università impegnato a dirigere le degustazioni, destreggiandosi in varie lingue con i numerosi ospiti, soprattutto stranieri. Non vedevo Giovanni da almeno vent’anni, dai bei tempi in cui studiavamo insieme a Udine. Tra un calice e l’altro ce la siamo raccontata perbene ed è stato un felice riassunto di tante puntate di vita, nostra e dei nostri vecchi amici.

 

 

Il secondo giorno, sabato, mi sono immersa nei vicoli di Grado Vecchia man mano che si animava, tra Piazza Biagio Marin, Piazza dei Patriarchi e la Colonna sino a Campo Patriarca Elia. Una Venezia in miniatura, una piccola isola collegata alla terraferma con un ponte che ha quasi cent’anni di età ed è stato rimesso a nuovo proprio all’inizio dell’anno. Grado è nata prima di Venezia ed ha un’identità storica e culturale forte, presente nei resti di epoca romana. E soprattutto in due piccole, deliziose chiese ricche di mosaici e affreschi, marmi e colonne, secondo i canoni costruttivi di 1500 anni fa quando Sant’Eufemia e Santa Maria delle Grazie furono edificate, in epoca paleocristiana e bizantina. Se avete presente la ricchezza esuberante della vicina Aquileia e della sua basilica, le chiese di Grado fan parte dello stesso percorso. Per questo consiglio sempre di unire alla visita di Grado le due vicine perle del basso Friuli Venezia Giulia, Aquileia e Palmanova.

Ho parlato con alcuni artigiani che producono piccole opere d’arte con le loro mani, ho cercato fotografi, artisti e anziani gradesi a cui volevo chiedere le loro storie e quelle del loro paese, com’era in passato e come si è trasformato in anni recenti. Ho avuto un dialogo inaspettato e istruttivo sull’arte della marineria, direttamente dal presidente dell’associazione marinai d’Italia, sezione di Grado ovviamente. Ho scoperto così che marineria fa rima con carineria e nel loro circolo, normalmente chiuso, ho trovato un grande calore umano, la voglia di condividere racconti di vita e di guardarsi in faccia. Che è la cosa più bella assieme alle strette di mano, anche se i nostri visi sono solcati da qualche ruga o le mani sono indurite dal lavoro. Anzi proprio per quello.

Sabato pomeriggio ho coronato un sogno che accarezzavo da tempo, anzi due. Al santuario della Madonna di Barbana infatti cantava un gruppo corale, ho preso la barca al Canale della Schiusa e dopo mezz’ora sono giunta al cospetto della chiesa che domina sul paesaggio circostante, un antico santuario mariano con un fazzoletto di terra e acqua tutto intorno. In silenzio ho seguito le voci del Coro Claudio Monteverdi di Ruda, trenta voci maschili dirette da Mira Fabjan e accompagnate al pianoforte da Rossella Candotto, che ha eseguito undici brani di musica sacra e profana per un’ora di autentica emozione. Al ritorno la navigazione in laguna è stata occasione per parlare con la direttrice e il presidente del coro. Mi hanno raccontato la loro attività ed i concerti con cui da quarant’anni vanno in giro in Italia e all’estero, con un repertorio di musica che va dal Cinquecento ai giorni nostri. Sono stata pervasa da una sensazione di felicità e “compiutezza”, come se la musica che spandeva le sue onde nella chiesa fosse una benedizione, un flusso di acqua santa impalpabile eppure chiara, netta, che entrava in tutto il corpo fino al profondo.

 

 

Il mio racconto di Mare Nostrum non termina qui, l’evento è proseguito sabato sera e domenica per tutto il giorno, e io ho scoperto che accanto alla storia millenaria Grado cela tante storie di persone. Con la scusa di ammirare le botteghe e vetrine presenti in Grado Vecchia, tutte meritevoli di uno sguardo, ho cercato gente che vive e lavora sull’isola per conoscere le loro storie. Eccole qui.

Agnese è arrivata a Grado tre anni fa dall’Ungheria, ha imparato l’arte della vetrata Tiffany e ha aperto la sua bottega, Il mondo di Agnese, dove lavora il vetro. Accanto alle classiche vetrate e specchi produce portachiavi e opere più piccole. Tutti questi manufatti sono colorati e luminosi, hanno una funzione estetica e molte possibili collocazioni in casa. Mi piacerebbe vederla al lavoro! La Brocca Rotta – Libri e cose invece è una bottega dove si trovano complementi d’arredo, oggetti e accessori, in mostra nel negozio in grande quantità e armonia. Un corner caffetteria interno e i tavolini esterni invitano a fare una pausa qui. Accanto ad attività relativamente nuove come queste, vi sono esercizi di lunga data e botteghe storiche. Il vecchio calzolaio, il pittore, il fotografo si trovano a breve distanza andando a passeggio per le vie di Grado, che si gira facilmente perché è tutto vicino. Basta lasciare l’auto fuori, sulle strisce blu poste al limite del centro storico.

 

Alberto Scuz è l’ammiraglio che presiede la sede locale dell’associazione marinai, per un’ora (!!!) intrattiene i visitatori a descrivere con sincero trasporto tutti gli oggetti e materiali presenti nella stanzetta che li ospita. Presto si trasferiranno qui di fronte alla stessa piazzetta, dove avranno un po’ più di spazio. Le stampe appese alle pareti del circolo e le vecchie foto di guerra raccontano storie di vita vissuta e rappresentano ciascuna un carico di umanità. Prova a insegnarmi come si fanno i nodi diversi, con vari materiali (naturali o sintetici, con diversi utilizzi), in funzione della loro collocazione sull’imbarcazione. Sfoglia vecchi manuali e mi spiega l’alfabeto del mare, un linguaggio universale come quello della musica scritta sugli spartiti. Imparo così che in mare si parla la stessa lingua in tutto il mondo, le bandiere appese per esempio sul gran pavese, che siano messaggi di saluto o segnali di pericolo, hanno un codice che dev’essere comprensibile in tutte le acque del mondo. Tale linguaggio, iniziato durante l’espansione coloniale della corona britannica dalla marina di Sua Maestà, ha assunto valore universale come la lingua inglese e ha segnato le comunicazioni per mare in guerra e pace per decenni, poi è stato soppiantato dalle comunicazioni in tempo reale, via satellite per esempio. Globali come si dice oggi, mentre il termine universale ha cambiato significato e utilizzo.

 

 

Anche i fari oggi non sono illuminati da una fiamma ma da ben più efficienti luci elettriche. Io ho un po’ di nostalgia del passato, penso a quando ogni faro aveva il suo guardiano, ogni piccola stazione aveva un capostazione eccetera. Tutto girava con ragionevole lentezza, diversamente dal modo con cui oggi consumiamo relazioni e lavori “mordi e fuggi”, come se fosse sempre importante avere “tutto e subito”. Pensiamoci… Chiedo se al circolo conoscono gradesi emigrati e rientrati in paese dopo un’esperienza all’estero. L’ammiraglio mi consiglia di andare alla sede dell’associazione Graisani de Palù e mi racconta la storia di uno Scuz suo antenato, che nell’Ottocento trovò una moneta romana d’oro in un campo. La vendette e con il ricavato pagò il viaggio per l’America, dove è arrivato in nave e si è stabilito per sempre. Parliamo con i suoi colleghi del circolo, poi mi offrono uno spritz fatto alla maniera di Grado: vino bianco e gingerino! Vorrebbero regalarmi un manuale sui nodi marinari ma poi saggiamente mi consigliano di cercare qualcosa in rete. Anche le reti di oggi sono espressione virtuale di un mondo che un tempo si muoveva su reti e relazioni diverse. Al circolo imparo un sacco di cose che non sapevo, la similitudine tra i linguaggi della musica e del mare mi ha aperto un nuovo mondo. Segnali, suoni e parole uniti da un filo sottile, da una riga d’inchiostro o da una corda, in fondo fa poca differenza. Quando esco dal circolo sono carica e curiosa ma non ho finito di chiacchierare!

 

 

Voglio sapere tutto dell’albergo Stella Maris che mi ospita, un tre stelle situato sulla punta della passeggiata a mare, nella posizione più luminosa. La mia stanza al terzo piano al tramonto ha una vista eccezionale, tanto che rimango sul terrazzino a godermi lo spettacolo sino alla fine, e solo quando viene buio esco per la cena. Sabato pomeriggio, prima di partire, ho tempo per parlare con la titolare che gentilmente mi racconta la storia dell’hotel. Sorge nell’edificio che fino a dieci anni fa ospitava la Casa per ferie della Società di Mutuo Soccorso Pio Sovvegno, di proprietà ecclesiastica. Ora appartiene a Gallerini Hotels, catena alberghiera con una decina di location sparse a Grado, Udine e altre località della regione. Accanto al necessario ammodernamento della struttura la proprietà si è impegnata a valorizzare le stanze e gli spazi comuni, ha arricchito l’offerta con il ristorante interno puntando così ad elevare i servizi, per servire una clientela italiana e straniera sempre più esigente. Mi sono trovata molto bene qui, ho trovato – cosa non banale di questi tempi – uno staff ben preparato e particolarmente gentile, con me e con tutti gli altri ospiti. Ringrazio queste care persone, la Pro Loco e tutti coloro che mi hanno accompagnato durante Mare Nostrum alla scoperta di Grado isola del sole, piccola perla sul mare Adriatico, tornerò presto a trovarvi, è una promessa!

Link utili:

https://www.marenostrum.live/

http://www.santuariodibarbana.it/public/prosite/

http://www.graisani.it/culturali/graisani-de-pal%C3%B9

http://www.graisanidepalu.org/

https://www.stellamarisgrado.it/

http://www.coromonteverdi.it/

https://www.marinaiditalia.com/public/uploads/2015_12_12.pdf

http://www.graisani.it/culturali/marinai-ditalia

 

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