Florida – The Sunshine State, lo stato del sole che splende sempre. A Miami questa frase campeggia un po’ ovunque per ricordarci i tanti chilometri di spiagge, con infinite possibilità di relax e divertimento. Sarà uno stereotipo ma è azzeccato, assieme ad altri due stereotipi sulla Florida che nel corso di una visita saltano agli occhi. Uno è l’immagine della città simbolo dell’America, che Miami condivide con New York e Los Angeles. L’altro è la massiccia presenza di pensionati, specialmente della costa est, che arrivati a questo ambito traguardo si trasferiscono qui a godersi il caldo sole che brilla quasi tutto l’anno. Il clima tropicale e subtropicale ha determinato la fortuna di Miami, alla faccia degli uragani che sferzano tutto il sud degli Stati Uniti nelle lunghe estati calde, con piogge e venti fortissimi. Tra ottobre e novembre essi cedono il passo al clima caldo e soleggiato, e proprio in questo periodo dell’anno la città dà il meglio di sé. Ci sono tante buone ragioni per visitarla, molte delle principali compagnie aeree hanno come destinazione Miami e un volo diretto da Milano a Miami è certamente la soluzione ottimale.

Miami rappresenta la perfetta sintesi della Florida, una città tutta da vivere di giorno e di notte, una città che come New York non dorme mai. Sotto il suo sole caldo, accanto alle sue luci brillanti si trovano luoghi speciali carichi di silenzio e suggestione, dove potrete riposare e rilassarvi. La nostra scoperta di Miami inizia proprio dalle spiagge, e da South Beach chiamata anche SO.BE. Si trova a sud della 21st St., ha in Collins Ave e Ocean Drive le arterie principali. Da qui si accede alla lunga spiaggia dorata dove si possono praticare molte attività ma la mia preferita è il riposo e la classica tintarella a tutto Sun, Sand and Sea. Questi sono i luoghi ideali anche per trascorrere la serata in uno dei numerosi locali, assieme a Lincoln Rd la via pedonale dove potete fare pure shopping e people watching. Se siete tipi da spiaggia cercate di vederne altre, un’ottima scusa per muovervi tra le tante zone di Miami. Sempre a Miami Beach, Lummus Park si trova vicino a So.Be. E un po’ le assomiglia. Più a sud vi sono spiagge un po’ defilate e meno affollate come Virginia Key e Key Biscayne, dove potete fermarvi a Crandon Park e Cape Florida con il faro del 1845, che permette di vedere Miami dall’alto con il suo inconfondibile skyline.

 

L’architettura di Miami cambia nei diversi quartieri, andare alla scoperta delle sue diverse anime è possibile a bordo di un’auto noleggiata o sui mezzi pubblici. Questi sono l’ideale per scoprire Downtown Miami dove i grattacieli svettano luccicanti sul cielo blu. Metromover in particolare è la monorotaia sopraelevata che di giorno vi darà un punto di vista privilegiato sul centro della città, ed è pure gratis! Ocean Drive e Lincoln Road sono alcune delle arterie cittadine che collegano le varie parti della città, abbastanza lontane da rendere necessario un altro mezzo per percorrerle. Guidare un’auto vuol dire per me sentirsi davvero in America, magari con la radio accesa a tutto volume che trasmette la migliore musica del momento. Andateci quindi in auto, di giorno e di sera, vedrete i colori e le luci cambiare completamente e vi sembrerà di essere in tante città diverse. La poliedricità è uno dei motivi per cui ho amato Miami, non ho una zona preferita perché sono tutte differenti. Per architetti e non solo, sono tutti da vedere Art Déco Historic District occupa una piccola parte di Miami Beach con i suoi edifici nati quasi cent’anni fa, più volte rimaneggiati o ricostruiti, ancora straordinariamente funzionali (per come son stati concepiti) e affascinanti (per l’avventata miscela di colori e materiali). Suggestioni completamente diverse si hanno nei quartieri residenziali, eleganti e silenziosi. Coconut Grove un tempo era una malsana palude, ora è luogo di ritrovo dove fare shopping pieno di locali carini e divertenti. Coral Gables è una enclave per ricchi dove ville sontuose dai colori tenui si vedono appena, celate dietro grandi giardini curati all’inverosimile. Il loro stile mediterraneo combacia con i nomi delle vie, intitolate molte volte a città italiane e spagnole. Visitando Miami vi accorgerete che è ricca di storia e cultura, grazie ai musei, palazzi e gallerie d’arte sparsi per la città. In questa zona si trovano l’università e il suo affollato campus, un grande campo da golf e due attrazioni storiche tra le mie preferite. Venetian Pool è un parco acquatico in stile veneziano unico nel suo genere, Biltmore Hotel un albergo di altri tempi dove sembra che aleggi ancora lo spirito di attori del passato. Io li ho visitati in auto fermandomi spesso per fare foto, con il medesimo intento ho provato ad andare a Star Island ma sono stata respinta da un servizio d’ordine imponente, che ne mantiene lo status di isola privata. Molte celebrity vivono qui, mi sarebbe piaciuto visitarla: a Hollywood era più facile!

 

 

Welcome to Miami – Bienvenido a Miami è il saluto popolare che sa di musica e descrive le due anime, anglosassone e latina, della città, un incredibile melting pot. La comunità straniera viene soprattutto dalle isole vicine (Cuba, Haiti e Portorico), parla spagnolo, francese e inglese, porta sul volto i tratti caraibici e non sempre ha voglia di raccontarsi. A Little Haiti si respira l’aria francese dell’omonima isola. Little Havana è invece il luogo d’incontro della più numerosa comunità cubana, al centro di questo quartiere si trova Calle Ocho. Vi consiglio di andarci di giorno e scoprirla a passeggio, per farvi trasportare un po’ nella Isla Grande, guardare la gente in faccia, ascoltare le loro parole allegre come la musica cubana ma con un sottofondo triste. Altrove lo spagnolo non è previsto, provate a entrare in un diner gestito da cubani, vi parleranno solo in inglese. In Florida molti di loro hanno fatto fortuna e hanno storie di successo da raccontare, ma lo sfondo triste è proprio questo. Dietro di loro c’è la terra che hanno abbandonato per necessità, magari a bordo di una barca come balseros. Hanno attraversato le novanta miglia di mare che separano l’isola dagli USA per arrivare nella loro terra promessa ma non tutti ce l’hanno fatta. Alcuni di loro hanno fatto una brutta fine e per tutti gli altri, sbarcati su una spiaggia della Florida, c’erano due possibilità: avere il “piede asciutto” o il “piede bagnato”, poter restare o essere respinti. Tra le mie cantanti cubane preferite vi sono Gloria Estefan e soprattutto la compianta Celia Cruz “regina della salsa”, entrambe hanno fatto fortuna in America e in Florida, dove sono diventate paladine di quella libertà e democrazia che non potevano avere in patria.

 

Se fate come me che camminate per ore, dopo tanto camminare (e cantare e ballare) sarete sicuramente stanchi, avrete fame e sete, a me persino la vita da spiaggia dopo un po’ stanca. L’ospitalità in Florida è variegata e per dormire vi sono tutte le soluzioni possibili, dall’ostello vicino alla spiaggia (come ho fatto nel mio viaggio) a hotel e appartamenti di lusso nei quartieri più esclusivi. Altrettanto dicasi per la scena culinaria che è variegata e colorita, come la popolazione floridana che ha contribuito negli anni a far nascere ristoranti per tutti i gusti e tasche. Miami non è da meno anzi: potete nutrirvi in dignitosi ristorantini e nelle catene fast food che a pranzo (ma anche a cena) servono pietanze fresche e appetitose a prezzi popolari. La sera avete l’imbarazzo della scelta tra tutte le cucine del mondo con tante proposte di carne e pesce, piatti vegetariani e vegani che altrove in Florida sono più difficili da trovare. I ristoranti con cucina fusion non hanno sempre risultati azzeccati, ovviamente spopolano pizzerie e ristoranti italiani, spero solo che non vogliate provare i fettuccini Alfredo! E dopo cena i locali del divertimento, vicini o lontani dalle spiagge, vi terranno svegli fino alle ore piccole. Per iniziare poi una nuova giornata piena di attività.

 

Se a un certo punto avete tempo di fuggire dalla città, magari su una bella auto a nolo, uscite da Miami e prendete la Highway verso sud, avete duecento miglia di bellezze naturali da vedere e tanti luoghi dove vi potete fermare. Troverete acqua ovunque, elemento naturale che ha determinato la forma e la natura esuberante di questo Stato americano. E vi dico solo due posti imperdibili, le Everglades e le Florida Keys terre di alligatori, lamantini e mangrovie. Dove la natura si presenta quasi com’era cinquecento anni fa, all’arrivo degli Spagnoli. E dove si vede la mano dell’uomo che l’ha plasmata ma non troppo. A Key West sarete arrivati in un certo senso alla fine del mondo, il mondo made in USA che ha la sua estremità sud orientale proprio qui. A novanta miglia di distanza c’è Cuba, un altro viaggio tutto diverso.

 

Vi lascio infine alcune nozioni di geografia e curiosità sulla storia di Miami e della Florida.

Miami è la città più importante e più vivace della Florida ma non è la capitale, che si chiama Tallahassee e si trova dalla parte opposta all’estremo nord dello Stato, al confine con Alabama e Georgia. Dei circa venti milioni di abitanti della Florida, un quarto vive a Miami e di questi il 40% circa sono di origine ispanica.

Miami si è sviluppata nell’Ottocento attraverso un lungo processo di costruzione, dove prima c’erano ampie zone di terreno malsano e paludoso sono sorte case e strade. Dapprima con il trasporto di massicce quantità di terra da coltivare e per costruzione, più di recente con infrastrutture come i numerosi ponti che hanno unito isole già esistenti e generato isole artificiali, come la già citata Star Island. Molto prima di Dubai!

Miami fu utilizzata come base e avamposto per le operazioni militari durante la seconda guerra mondiale, a seguito dell’attacco di Pearl Harbour. In molti hotel di Miami furono alloggiati i soldati americani. La sua posizione strategica sulla punta orientale degli Stati Uniti ne è da sempre un punto di forza, ha favorito dapprima il suo sviluppo agricolo di cui rimane soprattutto la coltivazione delle arance, poi lo sviluppo turistico e delle infrastrutture.

Miami è stata location di alcuni film e altri si sono ispirati alla sua storia. Ma non sono tanti come quelli ambientati altrove, non regge il confronto con le due icone della cinematografia “Made in USA”. La sua rivale nella West Coast è Los Angeles, mentre la nella più vicina costa est c’è la città per antonomasia: New York. C’è un film che è stato girato qui, Scarface, e una serie televisiva che negli anni Ottanta spopolava. Era ambientata proprio qui e ha in parte alimentato il mio desiderio di visitarla. Miami Vice – Squadra antidroga ne mostrava i pregi e i difetti, la bellezza e i problemi come droga e criminalità che all’epoca affliggevano la città. Don Johnson aveva un bel daffare a rincorrere i delinquenti a Miami Beach e per le strade, ve lo ricordate? Il suo stile casual chic era inconfondibile infatti l’abbigliamento indossato dai protagonisti è diventato tendenza. Così come le canzoni della colonna sonora e sullo sfondo la bellezza di Miami, con le tinte pastello degli edifici Art Déco, il bianco e azzurro tra sabbia mare e cielo, un’atmosfera tutta da scoprire e riscoprire.

Spero di avervi messo curiosità e voglia di partire, io non vedo l’ora di tornare in Florida, certa che all’arrivo mi accoglierà il sole e che ci sarà ancora ad attendermi la mia scritta preferita: Welcome to Miami!

Post sponsorizzato

 

Inoltre vi consiglio di leggere...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *