Alla fine del mese di ottobre ho scelto Il treno dei sapori per vedere il lago d’Iseo in modo nuovo, per godermi la vista lasciandomi dondolare lentamente sulle rotaie senza il pensiero di guidare, consapevole che poi il freddo sarebbe arrivato, e così è stato. Il lago d’Iseo si stende sulla mappa fra le province di Brescia e Bergamo, si allunga fino alla Pianura Padana a sud e sulle Alpi a nord, come il lago di Garda ma più in piccolo. Mentre sul Garda si specchiano ben tre regioni diverse (Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia) l’Iseo è tutto lombardo e ha delle peculiarità tutte da scoprire. Si può visitare tutto l’anno ma le stagioni di mezzo sono le più indicate, vuoi per i colori primaverili con i fiori e la natura che sboccia, vuoi per il cambio d’abito autunnale degli alberi che si preparano all’inverno e passano dal verde al giallo e rosso, per la gioia degli amanti del “foliage”. A me non piace questo termine straniero e ora che l’ho scritto non lo leggerete più.

Scoprire il lago d’Iseo significa fare un tuffo nella storia di queste zone di transito, che hanno visto passare migliaia di persone e cose impegnate nel commercio, sin dai tempi antichi, prima dei Romani per capirci. Scoprirlo a passo lento è meglio anche se ne vedete un pezzetto alla volta, magari a bordo di un vecchio treno. I treni storici hanno una sempre maggiore importanza dal punto di vista turistico, ecologico e della sostenibilità ambientale, permettono cioè di visitare luoghi incantevoli con il minimo impatto. Soprattutto tengono vivi questi luoghi, che per me è la cosa più importante. La mia mappa dei treni storici è tutta da riempire: ho preso la Transiberiana d’Italia in Abruzzo quattro anni fa, nel suo viaggio inaugurale raccontato in questo post, esperienza che mi ha stregato. Prima ho fatto un piccolo viaggio oltre confine a bordo del trenino rosso del Bernina, ora vi racconto il treno dei sapori e poi mi metto alla ricerca del prossimo trenino su cui salire.

Il treno dei sapori è buono per tutte le stagioni e per tutti i gusti. Sarà attivo nel mese di dicembre in occasione dei mercatini e delle festività natalizie per poi fermarsi nei freddi mesi invernali, e riprendere le corse a marzo, immagino che le prenotazioni stiano già fioccando. Corre lungo la sponda bresciana del lago, sulla linea ferroviaria Brescia – Edolo, partendo dalla stazione di Iseo, tutti i fine settimana più in alcuni giorni festivi. Consiglio di controllare i programmi sul sito, da dove è possibile contattare l’organizzazione ed effettuare le prenotazioni. Vi sono itinerari diversi che girano attorno al lago, o si spingono oltre. Si può andare verso i monti a nord, in Valcamonica con le famose incisioni rupestri e le piramidi di Zone, a Bienno uno dei Borghi più belli d’Italia, oppure sulle colline della Franciacorta a sud, per visitare i produttori di ottimi spumanti. A volte le tratte in treno sono alternate a passaggi in bus o in barca, abbinando vari mezzi di trasporto, per visitare anche le splendide isolette che si vedono dalle sponde del lago.

Chi non ha mai sentito nominare Monte Isola alzi la mano… io non ho voluto andarci tre anni fa per vedere i famosissimi Floating Piers, l’installazione di Christo con le passerelle arancioni che per due settimane ha fatto diventare il lago il centro del mondo e vi ha portato nuovi visitatori, con uno straordinario effetto a catena i cui effetti si vedono ancora oggi. Sono così fifona che non ne ho apprezzato nemmeno le immagini televisive, mi sono tenuta a distanza di sicurezza ma ora consiglio vivamente di andarci, come abbiamo fatto alla fine della gita: a Montisola e alle Torbiere del Sebino, nel secondo giorno di permanenza in loco. Una scorpacciata di natura dopo tanta storia e cultura locale ma solo un assaggio delle grandi ricchezze di questo piccolo lago.

Sul treno dei sapori nulla è lasciato al caso, il servizio a bordo è eccellente e spicca la professionalità di tutte le persone coinvolte, dal personale di treno al sommelier che ci serve i vini locali accompagnandoci in una degustazione guidata fatta proprio bene. Infine una menzione d’onore va alla guida turistica, nel nostro caso la mitica Ilaria Mirani di cui ho parlato in questo post scritto a quattro mani. Ora però… tutti in carrozza!!!

Si vede da lontano il treno dei sapori, ha due carrozze arancioni con logo trainate da una motrice diesel che gli dà un’aria vintage, perfetta per il viaggio. Gli interni rinnovati, dotati di tutti i comfort, comprendono un angolo caffetteria e un’ottantina di posti a sedere. Salgo sul treno in compagnia delle mie due amichette di Milano con cui chiacchieriamo tutto il giorno, anzi no, solo tra una visita e l’altra. Perché si scende e si sale da questo vecchio treno arancione, si effettuano visite a piedi e degustazioni a bordo, il tempo vola via e alla fine si guardano i programmi delle settimane successive sperando di salire a bordo nuovamente. Il primo riscontro “a caldo” è scritto su Facebook a fine giornata, e ne è la perfetta sintesi:

[Il treno dei sapori]

Una giornata di visita ai borghi affacciati sul lago d’Iseo con i trasferimenti in treno dove assaggiamo i migliori prodotti del territorio abbinati a vini fermi e spumanti della vicina Franciacorta. Questa è Iseo vista al mattino poi è stata la volta di Pisogne e, nel pomeriggio, la distilleria Borgo San Vitale a Borgonato. Un’esperienza speciale e da ripetere scegliendo in un ampio catalogo per tutte le stagioni (e i gusti).

Arrivare a Iseo è semplice, in treno si può ovviamente, ma anche in auto. Situato circa a venti chilometri a nord ovest del capoluogo Brescia, Iseo è il nostro luogo di ritrovo col gruppo e la guida, e la prima tappa della visita. Iseo è la ricca località che si estende sul lago, ha il fulcro delle attività commerciali nella piazza dedicata a Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi ritratto in una grande statua dove però… non è a cavallo. Prima di lui, a partire dal decimo secolo, si sono succedute qui le storie di diverse dinastie dominanti. Nobili famiglie e ricchi prelati, guelfi e ghibellini, Bresciani e Veneziani. Il principale edificio civile di interesse è il Castello degli Oldofredi, oggi sede della Biblioteca comunale. Tra le chiese le mie preferite sono la Madonna del Mercato ma soprattutto l’antichissima Pieve di Sant’Andrea e San Giovanni Battista. Passiamo accanto ad esercizi pubblici e negozi, mi chiedo come si possano conciliare queste brevi passeggiate con il tempo del relax e dello shopping. La guida mi rassicura sulla possibilità di fermarsi dopo il giro, per esplorare il luogo con i propri occhi e indugiare dove ci pare. I negozianti sono contenti.

Altri venti chilometri di distanza separano Iseo da Pisogne, il treno dei sapori li percorre lentamente, lascia andare avanti i treni “normali” mentre ammiriamo la vista sul lago con panorami mutevoli interrotti da qualche tratto in galleria. Non ci annoiamo, nel frattempo ci viene servito il pranzo a bordo accompagnato dai già citati vini pregiati, spumanti e rossi della Franciacorta, che alla fine si possono acquistare per portarli a casa. Si possono richiedere menu per vegetariani e vegani, o piatti adatti a chi soffre di intolleranze. Il menu è davvero ricco e comprende tutto questo ben di dio. Poi più che scendere dal treno, vorremmo rotolare giù.

Aperitivo di benvenuto con stuzzichini e salatini. Assaggi di salumi e formaggi tipici.

Primo piatto con condimento di stagione.

Secondo piatto caldo con polenta e funghi trifolati, salamina.

Dessert. Caffè. Grappa di produzione locale.

A Pisogne visitiamo prima la chiesa della Madonna della Neve costruita tra il XV e XVI secolo, che custodisce all’interno un incredibile ciclo di affreschi di Girolamo Romanino raffiguranti la vita di Gesù. Credo che per prima me ne abbia parlato mia cugina di Bergamo, a cui ha dedicato la tesi di laurea in storia dell’arte più di trent’anni fa, e finalmente oggi la vedo coi miei occhi in tutto il suo splendore. Ci troviamo al confine delle valli bresciane: Valcamonica, Valsabbia, Valtrompia. quest’ultima è nota per le sue ricche miniere attive sin dall’età del ferro. In questa sponda del lago si svolgeva il trasporto e il commercio dei minerali, del legno, della lana e della seta, merci preziose che hanno “forgiato” – è il caso di dirlo – la ricchezza e la mentalità imprenditoriale della gente. Attitudine a produrre e commerciare, per le quali erano necessarie infrastrutture come le linee di navigazione fluviale attive dalla metà dell’Ottocento, e la linea ferroviaria costruita subito dopo per agevolare le comunicazioni. Dopo secoli di sviluppo, negli anni Settanta le miniere sono state chiuse. Recentemente sottoposte a restauri e opere di consolidamento, sono diventate una vera attrazione turistica. Io stessa appena leggo un cartello MINIERA ho voglia di andarci, ma questa è un’altra storia.

Passeggiamo nel centro storico di Pisogne che sale dalla sponda del lago sulla piazza del mercato ed ha una visuale particolare nell’alto della torre del vescovo, alta 30 metri, costruita in epoca medievale. La vista è particolarmente ampia e luminosa in questa calda giornata di ottobre. C’ero stata diciotto anni fa con un gruppo di amici che hanno una vecchia casa di famiglia proprio qui, ma pioveva e ne ho un ricordo umido e freddo, oggi la situazione è decisamente migliore! Sul lungolago si fa una bella passeggiata per tornare alla stazione e si vedono le vecchie case liberty dipinte in colori pastello, alcune private, altre trasformate in locali pubblici. I pochi visitatori silenziosi non disturbano la quiete, che è comunque l’aria di un luogo vivo e vissuto. Tutto è perfetto e ordinato, a volte mi sembra di essere in Svizzera e non in Italia, una strana sensazione!

A metà pomeriggio la terza e ultima tappa è Borgonato, anzi Borgo Antico San Vitale, un luogo con oltre mille anni di storia dove ha sede la distilleria omonima che ci apre le porte per la visita agli impianti di distillazione. Borgo Antico San Vitale è un “distillato” di tradizione artigianale, saggezza umana e sana imprenditoria bresciana. Tanto spazio è dedicato al prodotto tradizionale (per esempio i classici alambicchi e la cantina, con centinaia di barrique dedicate all’invecchiamento del distillato) quanto ai servizi (per esempio alla formazione in analisi sensoriale). Ho approcciato questa materia quindici anni fa proprio con i docenti bresciani che operano qui. Accanto alle efficienti e moderne tecniche produttive è stata creata una rete per interfacciarsi con i vicini produttori della Franciacorta e realizzare la gestione integrata del ciclo di vita, in perfetta sinergia e nel rispetto sempre maggiore per l’ambiente. Agricoltura e trasformazione. Vino e distillati. Questo è il mio lavoro, quando incontro produttori illuminati come loro li ascolto sempre con piacere. Ma non è tutto.

Tra i diversi edifici presenti nel complesso vi sono una chiesa sconsacrata e un ristorante stellato, per una proposta di ospitalità a tutto tondo. La degustazione finale si svolge in quella che loro chiamano “Boutique della grappa” un nome una garanzia, che all’inizio mi coglie impreparata. Acqueviti e grappe non sono i miei distillati preferiti, mi danno più piacere altri prodotti diciamo “stranieri” ma assaggio tutto con curiosità e apprezzo la loro perfezione tecnica, la cura della presentazione e del servizio. Come dico sempre, i prodotti migliori nascono dall’abbinamento di forma e sostanza, contenitore e contenuto. Il vestito (non solo la bottiglia) è il biglietto da visita migliore con cui il Made in Italy, nel food come nel fashion, si presenta ai clienti. Spesso, o quasi sempre, ne determina le scelte. Spero che lo imparino tutti i miei amici e clienti impegnati nella filiera agroalimentare, non solo del vino e dell’olio. Il negozio online è attivo per acquistare e ricevere a casa le nostre bottiglie preferite. Io le ho prese sul posto e faranno parte dei miei pacchetti regalo per Natale! E io spero di tornare qui con l’anno nuovo per scoprire un altro pezzetto del lago d’Iseo, sempre lentamente, di nuovo a bordo del Treno dei Sapori!

Post in collaborazione con:

http://trenodeisapori.area3v.com/
https://www.borgoanticosanvitale.it/

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