La città di Monaco, capitale della Baviera, è ritenuta comunemente la porta di accesso alla Germania e la meta dei viaggi di tantissimi italiani, che oggi vengono qui per lavoro, studio o vacanza. Da Monaco si dipartono vecchie e nuove vie di comunicazione: da un lato vi sono collegamenti stradali e ferroviari per muoversi in modo efficiente e rapido, dall’altro vi sono vie fluviali e piste ciclabili. Tali percorsi lenti sono studiati per i viaggiatori di oggi che si muovono in modo sostenibile: in barca, a piedi e in bici. C’è tanto da scoprire fuori dalla città! Come in tutte le regioni, in Italia come in Germania, una volta che usciamo dal capoluogo le località più piccole ci attendono con i loro grandi tesori. La scorsa settimana ho partecipato con tre giornalisti italiani a un interessante viaggio stampa alla scoperta della Baviera orientale. Focalizzato sulla storia e cultura locale, sulle tradizioni e la gastronomia, ci ha permesso di conoscere quattro cittadine: Neumarkt, Amberg, Weiden, Regensburg, che si trovano sulle sponde di fiumi grandi e piccoli come il Danubio e il Vils.

Neumarkt, la nostra prima tappa, mi è piaciuta per l’impianto urbano ordinato e il susseguirsi di antichi edifici come la cattedrale e il municipio di epoca tardo gotica, sapientemente restaurati.

Amberg è la località che più mi ha colpito per le sue suggestioni dal passato: nel centro storico gli edifici sono racchiusi fra alte mura delimitate dal corso del fiume Vils. Esso si può percorrere su barche dal fondo piatto per avere un punto di vista speciale su questa bella cittadina e sulle numerose aree verdi, prati e colline boscose che la circondano. Qui spiccano chiese più recenti come la barocca Maria Hilfberg e la Cattedrale di vetro. Qui arrivano gli echi del Bauhaus che compie cent’anni proprio nel 2019.

Weiden un tempo era la città del vetro, oggi è la città della ceramica e dello Jugendstil. Nella chiesa dedicata a San Giuseppe, tutta decorata con tessere dorate, a un certo punto ho pensato che Gustav Klimt uscisse a salutarci da dietro una colonna, vestito con un lungo manto dorato.

Regensburg alla fine del nostro tour ha stuzzicato tutti i miei sensi. Da una parte con le suggestioni delle viuzze in centro, piene di negozi, e dall’altra lungo il fiume Danubio che la protegge sin dai tempi degli antichi Romani. E a Regensburg la festa della birra, il Dult, è stata la mia esperienza preferita! Qui infatti ho trovato persone di ogni età sedute felicemente insieme su lunghi tavoli di legno. Tutte avevano facce felici e spesso erano vestite coi costumi tradizionali, accomunate dalla voglia di stare insieme, cantare, ballare. Anche bere birra ovviamente, ma in modo consapevole.

Queste cittadine hanno in media circa 40.000 abitanti tranne l’ultima, Regensburg, che ne ha 160.000, e le caratterizzano alcuni tratti comuni. Ricche di una storia millenaria che affonda le radici ai tempi dei Romani, oggi sono delle chicche dove è bello vivere ed è bello andare a passeggio da turisti. Tutti godono di questa bellezza perché viene dato valore a ogni singola pietra, inoltre qui si trovano diversi musei tematici (storia locale, auto d’epoca, birra e altri prodotti agroalimentari) con allestimenti allo stesso tempo avveniristici e rispettosi dell’architettura originaria. Fra le varie attività noi abbiamo ascoltato musica all’aperto e al chiuso, nella stagione estiva si terranno festival, concerti ed eventi all’aperto per attrarre visitatori vicini e lontani. Le amministrazioni locali ci tengono. E tengono soprattutto alla qualità della vita che ho trovato elevata, o meglio equilibrata, in quanto i servizi come parcheggi e trasporti pubblici sono efficienti e funzionali. I pochi hotel in centro sono piccoli e convivono, grazie a regole precise, con le più attuali modalità di alloggio condiviso.

In Baviera orientale ho ritrovato le suggestioni della mia gioventù e dei viaggi nel centro dell’Europa, la vasta area del vecchio continente estesa tra la Francia, il Benelux e appunto la Germania. La Mitteleuropa è stata la destinazione di viaggi grazie ai quali sono cresciuta. Oggi come trent’anni fa, mi specchio e mi riconosco in questi paesaggi che mi riportano indietro nel tempo. Sono rimasti tali i prati e pascoli verdi e gialli, è uguale il profumo dei cereali alla base della ricca agricoltura, di un allevamento variegato e sostenibile, dell’alimentazione umana, anche se una buona dose di tecnologia ha migliorato le pratiche agricole e le attività collegate. Questo resta un modello per me, ogni volta che ci torno ripenso al ruolo della Germania nella costruzione dell’Europa di oggi perché la storia insegna, in particolare in Germania, e spiega molti avvenimenti dell’ultimo secolo. Le situazioni e vicende passate hanno forgiato la storia europea degli ultimi anni, sospesi tra le aspirazioni delle generazioni che guardano al futuro e gli echi mai sopiti del passato. E la storia insegna soprattutto come i popoli uniti possono convivere e prosperare, pur nel rispetto delle diversità.

Monaco infine sorprende con i suoi numerosi luoghi di interesse e attrazioni, che accontentano proprio tutti. Facile da raggiungere dall’Italia, in auto o in aereo ma anche con i comodi treni delle ferrovie (tedesche e non solo) in partenza da Verona e altre città, rappresenta una sintesi perfetta del suo Paese ma è diversa dalle cittadine che la circondano, immerse tra boschi e colline che si estendono verso il confine ceco a est, austriaco a sud. Tali confini tutto sommato sono recenti, infatti le persone anziane e molti miei coetanei tedeschi tuttora si sentono vicini ai popoli con cui hanno condiviso un lungo percorso storico, e ricordano le tradizioni secolari che li accomunano, una per tutte la produzione della birra. Cito la birra perché viaggiando in Baviera troviamo la birra locale, anzi più d’una birra, in ogni cittadina. La birra è molto più di una bevanda, per i bavaresi è uno stile di vita al pari del vino per noi italiani. Per questo le si dedica un festival mondiale che attira milioni di spettatori a Monaco a fine settembre, la famosissima Oktoberfest, e analoghe manifestazioni locali magari più piccole, ma non meno sentite, presenti in varie località tra la primavera e i mesi autunnali. Come il già citato Dult di Regensburg, dove mi sono tanto divertita! Ma vi racconto tutto nei prossimi post dedicati a ciascuna città.

Ringrazio per la perfetta organizzazione l’Ente nazionale germanico del Turismo in Italia e l’omologo ufficio del turismo della Baviera orientale, i nostri accompagnatori, gli amministratori locali, le guide nei musei e nelle città. Queste persone mi hanno fatto amare la loro regione mettendomi in testa diversi itinerari futuri che ora studierò, per tornare alla scoperta delle loro bellezze naturali, delle tradizioni, delle opere dell’uomo.

Post in collaborazione con:

www.germany.travel

www.ostbayern-tourismus.de

 

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