Il castello Trauttmansdorff e i suoi giardini sono stati la prima meta del soggiorno di maggio, pertanto sono il mio primo consiglio per una visita primaverile. Sono molto di più di un giardino botanico, un luogo davvero splendido da visitare tra aprile e maggio (mentre d’inverno sono chiusi). Si trovano a est del centro e si raggiungono in autobus, 15 minuti circa, o in una quarantina di minuti a piedi come ho fatto io, lungo il Sentiero Sissi. Questa è una passeggiata carina attraverso il quartiere residenziale di Maia Alta con le sue casette e dimore ancora abitate, in molti casi trasformate per dare ospitalità. Giunti alla biglietteria collocata in un edificio moderno si oltrepassa la strada statale su un ponticello e si entra in un anfiteatro naturale. Ci si trova così catapultati in un regno fatato, avvolti dai profumi e dai colori inebrianti di migliaia di fiori provenienti dai cinque continenti, uno spettacolo incredibile e indescrivibile che provo a mostrarvi per immagini. Andateci con calma: mi avevano detto di starci almeno quattro ore, non credevo fossero necessarie invece sono uscita a fatica dopo cinque ore, ho letto “tutte” le didascalie sui totem trilingue (DE – IT – EN) e i nomi in latino delle piante, soprattutto dopo avere percorso “tutti” i sentieri, e il ponticello, e le scalette… La cosa che mi è piaciuta di più: i percorsi multisensoriali che mi hanno trasportato in Giappone, i corsi d’acqua che danno ossigeno e ospitano specie vegetali come ninfee e fiori di loto, ma anche specie animali sotto e sopra l’acqua. La cosa che mi è piaciuta di meno sono invece le voliere, francamente le ritengo non necessarie, gli uccelli ospitati hanno spazio per carità ma non ho ben capito che ci fanno.

Alcuni numeri: 12 ettari di estensione parco, 2 piattaforme, 80 tipi di giardini di cui 4 giardini tematici su altrettanti ecosistemi e relativi paesaggi vicini e lontani. Ma i numeri non sono nulla in confronto alla ricchezza di questo luogo magico e unico.

A maggio gli ultimi tulipani lasciano spazio alle prime rose e peonie, a rododendri e azalee, mughetti, arbusti e alberi letteralmente esplosi di colori e profumi! Ciascun fiore spande nell’aria un effluvio specifico, io ho un bel naso, quindi mi diverto a indovinare da dove vengono tutti questi profumi e li inseguo nell’aria per trovare il fiore che lo ha emesso. Tra le stazioni sensoriali vi sono degli spazi didattici adibiti a riconoscerli e abbinare ogni profumo al “suo fiore”, il parco per questo è perfetto per famiglie con bambini o scolaresche. E percorsi tattili sono anche quelli per toccare la corteccia di rami e tronchi selezionati tra gli alberi locali, che si incontrano nell’area bassa del parco dedicata agli ecosistemi dell’Alto Adige. Sono descritti sia gli ecosistemi naturali (dalla bassa valle all’alta montagna) sia quelli umani (frutticoltura, viticoltura, silvicoltura ecc.). Vi sono mille sfumature di verde, forte è la tentazione di accarezzare piante e foglie a cui resisto per rispetto. Invece un verde che non toccherei mai è quello delle piante succulente, cactus e non solo, mi attraggono tantissimo questi vegetali che crescono nei deserti e nelle zone aride, uno dei luoghi e ambienti del cuore tra i miei viaggi, ma non abbastanza da accarezzarli! C’è molto la mano dell’uomo qui, e grazie alla mano dell’uomo il luogo sprigiona tutta la sua perfetta bellezza. L’immensa varietà di forme e colori presenti salta all’occhio, c’è una enormità di specie vegetali frusciante al vento. Che fortuna ho avuto a vederli oggi, una giornata splendida regalata dal signor meteo. La mia visita si svolge in felice solitudine, l’unico compagno che mi segue è il vento, utile per tenere lontane le nuvole ma che a volte soffia davvero forte. Gli altri visitatori di varie provenienze sono soprattutto germanofoni: quando mi chiedono di fotografarli accetto, chiedo uno scatto anche per me ma a volte questi si allargano a parlare nella loro lingua… e io non li capisco. La mia questione linguistica è attualmente complicata, mi sono appena imbarcata in una nuova avventura con il russo ma con scarsi risultati, sto rivalutando di studiare il tedesco. Che ne dite?

Per riposare potete scegliere di fermarvi su una panchina al sole o all’ombra, accanto a un ruscello, in bosco o in vista di un laghetto. Oppure salite a Castel Trauttmansdorff che è l’altra metà della visita, dove si trova un grande ristorante e bar e il Turiseum. Questo è un museo super interessante e meritevole di visita, racconta 200 anni di turismo locale con tutte le tappe di una evoluzione, da necessità a puro divertimento, sino agli attuali eccessi come la neve artificiale e il turismo di massa. Nel castello si respira la storia secolare di Merano e sembra di sentire i passi leggeri dell’imperatrice Elisabetta d’Austria detta Sissi, il cui spirito aleggia tra le stanze, o almeno a me sembra di sentirle. Sissi venne qui più volte come ospite, un poco per sfuggire al suo destino e un poco per cercare pace e ristoro. Continuo a chiamarla principessa chissà perché, invece so che mi viene da paragonarla a Lady Diana, Grace Kelly e altre donne del Novecento che come lei hanno avuto vite movimentate combattute tra fama e normalità, tra fasti e problemi, donne non sempre fortunate. Altrettanto movimentata è la storia del castello, che ha avuto un utilizzo militare durante l’ultima guerra ed è tornato visitabile da alcuni anni, dopo il necessario restauro. Chi cerca sempre nuove scuse per intraprendere nuovi viaggi, come me, veda La strada di Sisi. Questo percorso culturale e storico si snoda per 1400 chilometri tra varie regioni europee e ripercorre alcune tappe della vita di Sissi tra Svizzera, Austria, Germania, Ungheria, Grecia e naturalmente Italia (a Merano, Trieste, Venezia). Sarà anche una scusa per tornare ai Giardini Trauttmansdorff nel magico autunno meranese, quando il foliage la fa da padrone e i colori sono completamente diversi.

Post in collaborazione con:

https://www.westend.it/

Link utili:

https://www.trauttmansdorff.it/it/i-giardini-di-castel-trauttmansdorff.html

http://www.sisi-strasse.info/it/pagina-iniziale.html

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