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Il giorno in cui dal centro di Merano salgo a Tirolo vorrei fare mille cose come sempre, prima di tutto andare a Merano 2000 per esempio, su dove a maggio c’è ancora la neve e una temperatura attorno allo zero. Ma il vento mi spaventa e piuttosto di affrontare una funivia ondeggiante mi affido alle gambe e prendo questo splendido sentiero che inizia dietro la cattedrale di San Nicolò, chiesa parrocchiale impressionante da fuori e molto intima all’interno. Il nome della passeggiata viene da un benefattore molto legato alla città, tanto da lasciare il suo nome su questi quattro chilometri di cammino, una salita a zig zag con varie deviazioni alle vicine frazioni, con delle splendide viste a monte e a valle. Ma ricordatelo: la passeggiata è molto in salita!! si potrebbe anche salire in seggiovia, ma con questo vento non penso proprio di utilizzarla.

Qui dovrei scrivere “La città vista dall’alto” un titolo frequente su Gamberettarossa, ma mi accorgo che le migliori vedute sono sulle montagne in lontananza invece che sulla città. Molti altri camminatori salgono e scendono a metà mattina come me. La Cantina di Merano ha alcuni appezzamenti qui impiantati a vigneto, indicati con logo, codici del vitigno e della parcella. In vista di Tirolo il paesaggio si fa più ampio e si prosegue a bordo strada con un panorama sempre gradevole. Spuntano residenze pubbliche e private fino al paese da cui, prima di addentrarmi nelle sue viette, proseguo sino a Castel Tirolo tra vigneti e meleti, una meravigliosa visione!

Vedo melette con un diametro di 3 – 4 centimetri, protette da reti scure. Il logo Vinschgau identifica un ricco territorio, la Val Venosta, e la mela, il suo prodotto più prestigioso. Ho visitato la cooperativa per lavoro due anni fa e ne conservo un ottimo ricordo. I responsabili hanno voluto vedermi prima delle dieci di mattina così mi sono svegliata all’alba per arrivare in auto all’orario giusto, mi hanno rivoltato come un calzino fino a mezzogiorno. Prossima volta salgo a bordo del trenino!

La sagoma del castello medievale di Tirolo spunta da un costone roccioso scuro con una ghirlanda di vigneti verdolini disegnati tutto attorno che sembrano uscire dalla graziosa mano di un pittore. L’aria profuma di fresco, terra, erba e ancora fiori ma mi arrivano pure leggere zaffate a identificare piccoli allevamenti. Mi piace questo alternarsi di sensazioni olfattive. Numerose scolaresche in fila indiana mi ricordano che i bimbi tranquilli esistono, forse sono più viziati nelle nostre città ma questi sono squisiti, e sono bravissime le maestre a cui faccio i miei complimenti. Il castello si raggiunge dopo una salita ulteriore e un tratto in galleria.

Il colpo d’occhio finale mi incute paura, la stessa che dovevano provare coloro che tentarono di espugnarlo. Qui siamo in un luogo molto significativo, che era abitato dai conti omonimi e ha dato il nome alla regione del Tirolo. Dovrei prendermi un paio d’ore per visitarlo: sono meritevoli le architetture ardite e l’esposizione permanente, il museo storico provinciale con un percorso che va dal Medioevo ai giorni nostri. Vi sono anche due mostre temporanee (“Miti delle dittature” e “La valigia delle opzioni”). Lo scenario culturale altoatesino è un vero fermento di idee per farci pensare e ricordare la storia che ci ha portato fino a qui. Ma a questo punto ho bisogno di fare una pausa: indugio al ristorante, osservo gli orari dell’esibizione di rapaci ospitati nella vicina stazione di cura (H 11 e 15), prendo un caffè e scendo. Mi fermo a Tirolo e in bus torno a Merano.

Qui siamo in stagione di villeggiatura per molte persone diciamo più grandi di me. Il clima estivo è assai caldo e il corpo trae più giovamento da un soggiorno primaverile. Io sono dunque tra gli ospiti più giovani, mi piace guardare negli occhi le persone che incontro e salutare con un Buongiorno ben scandito in italiano. Oppure provare Guten morgen in tedesco, non ho sempre risposta e tra le variazioni sul tema del saluto più di tutto amo il Grüß Gott cheidentifica, nella mia memoria di camminatrice, le passeggiate di gioventù nelle Dolomiti, tempi indimenticabili. Grüß Gott, Dio ti benedica! C’è infine un saluto ancora più bello che mi arriva ogni mattina, all’uscita dall’hotel Westend: Schönen Tag, una buona giornata, luminosa e frizzante come l’aria che mi aspetta fuori, un augurio assai gradito e indicato per visitare Merano in primavera!!

Post in collaborazione con:

https://www.westend.it/

Link utili:

https://www.schlosstirol.it/it/

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