La capitale georgiana è uno di quei posti che da fuori appaiono pittoreschi e sospesi nel tempo: casette di legno colorate, vicoli polverosi dove perdersi senza paura, un fiume che taglia in due la città separando quartieri vecchi e nuovi. Dal vivo è molto di più, infatti ci ho trascorso una settimana intera senza annoiarmi mai, in questo mese di giugno che è iniziato come primavera ed è sfociato in una calda estate.

Per scoprire le infinite attrattive di Tbilisi si possono praticare tante attività diverse tra le quali:

  • andare a passeggio nei viali alberati e in visita nei numerosi musei e gallerie d’arte;
  • passare dal fresco (freddo glaciale) dei centri commerciali al caldo delle bollenti terme sulfuree;
  • stare in silenzio per un concerto a teatro e poi nelle sue splendide chiese, ascoltando la musica sacra durante le messe di sabato e domenica.

Tbilisi è una città che sintetizza perfettamente Oriente e Occidente, un poco Europa e non ancora Asia.

Alla fine del viaggio l’ho paragonata ad una piccola Istanbul, la più simile delle tante capitali finora visitate. Asia minore è proprio un termine calzante per la Georgia. Sono partita con poche immagini in mente e poche aspettative, nonostante numerosi amici ci fossero già stati e me ne avessero parlato bene. Volevo scoprirla coi miei occhi e le mie gambe e sono stata accontentata, quanta strada si fa su e giù! Certo non avrei immaginato il saliscendi di scale e pendii naturali che mi aspettava già all’alba, al mio arrivo andando dall’aeroporto verso il centro in autobus. Atterrata alle quattro di mattina dopo due voli con Turkish Airlines e un illuminante stopover nello scintillante nuovo aeroporto di Istanbul, ho preso il bus numero 37 che raggiunge Piazza Libertà in poco meno di un’ora, fermandomi davanti al teatro dell’Opera da dove tra salite e discese ho raggiunto l’ostello… (Continua nel paragrafo DOVE DORMIRE).

E ho avuto tanto da fare per sette giorni, da mercoledì 12 a martedì 18 giugno, in città e fuori. Cosa succedeva in città in quei giorni?

C’era il Wine Festival dove ho incontrato una trentina di produttori di vini pregiati georgiani e l’ente di promozione del Kakheti, la regione a est di Tbilisi principale produttrice vinicola della Georgia. Abbiamo organizzato due giorni di visite e degustazioni, esperienza perfetta dal punto di vista professionale e umano.

C’era la Traviata al Teatro dell’Opera che ho visto con gioia e commozione il sabato sera.

Ho fatto anche due escursioni giornaliere fuori città: una a est nel sito di Davit Gareja al confine con l’Azerbaijan, una a ovest a Gori, città natale di Stalin. Varie città antiche e siti sparsi si trovano in un raggio di 50 chilometri dalla capitale e questa giornata doveva essere una full immersion nella storia georgiana, ma il web ha deciso diversamente. Dovevo incontrare un ragazzo italiano di passaggio da quelle parti, tramite amiche italiane che mi hanno messo in contatto con lui sapendo che ero laggiù. Così dopo vari messaggi e dopo la visita al museo Stalin, quel giorno ho proseguito fino a un paese in mezzo al nulla per vederlo, un’altra esperienza mistica. Ve le voglio raccontare tutte, una a una. Ma partiamo dalle cose pratiche.

Di seguito troverete alcune informazioni utili per passare una settimana intera a Tbilisi e dintorni. Vi piacerà ne sono certa. E vi verrà voglia di andare (o tornare) in Georgia, questo piccolo grande paese del Caucaso, porta dell’Asia, o porta d’Europa, a seconda della nostra provenienza. Pronti per partire?

DOVE SIAMO

La Georgia occupa uno spazio centrale nella regione del Caucaso ed è una delle ex repubbliche sovietiche nate dal dissolvimento dell’URSS. Del Caucaso fanno parte anche Armenia e Azerbaijan, i paesi confinanti a sud, da sempre uniti e divisi da vicende storiche complicate, in perenne evoluzione. A nord confina con la Russia, a sud ovest con la Turchia (con cui la Georgia condivide una parte della costa del Mar Nero), e a sud est con l’Iran. Regioni più piccole e travagliate si trovano qui (come Nagorno – Karabakh, Abkhazia e Ossezia) ma non sono tutte riconosciute. Montagne alte, fiumi, grandi mari e fertili vallate costituiscono il paesaggio del Caucaso e sono il principale motivo di visita, in Georgia e non solo, assieme alle bellezze artistiche delle città e dei paesi da vari dominatori, nel corso dei millenni. Tra queste spiccano fortezze, castelli e villaggi murati, ma anche chiese, moschee e sinagoghe a testimonianza del crogiolo di persone e religioni qui presente. Crocevia di una storia millenaria, plasmata dall’influenza russa nel Novecento e ora protesa verso il futuro, Tbilisi è la sorprendente capitale posta al centro di questa regione che ne condensa pregi e difetti. E appena fuori città si aprono i bucolici scenari della campagna e delle montagne georgiane, dove persone gentili e ospitali ci accolgono come si faceva da noi in passato, prima che il turismo diventasse sinonimo di affari, per il piacere di stare insieme. Prima o poi cambieranno?

CLIMA

Continentale freddo d’inverno, caldo d’estate ma molto variabile fra le differenti zone geografiche e altitudini.

SICUREZZA

Sulla sicurezza scrivo solo due parole, quando viaggio da sola non amo rischiare e adotto le consuete precauzioni, non sventolare soldi in mano per esempio, o dare confidenza alle persone in modo mirato. Vero è che la proverbiale ospitalità georgiana e la gentilezza della gente ci fanno sentire subito coccolati. Il giovane che era in aereo con me e ha preso il mio stesso autobus dall’aeroporto, mi ha “aiutata” a fare il biglietto, ha chiacchierato con me e altri passeggeri e una volta scesi all’Opera ha indicato la strada al mio ostello. Sempre con il sorriso sulle labbra e una voglia di aiutare pura, primigenia. Vestirsi in modo adeguato è necessario per entrare nei luoghi di culto. Donne: portate una sciarpa per coprire la testa, un pareo per coprire le gambe e usate soprattutto il buonsenso.

Appena sono tornata in Italia a Tbilisi ci sono stati disordini, dimissioni nel governo e manifestazioni di giovani che la polizia ha represso. Tenere d’occhio il sito Viaggiare sicuri è sempre una buona idea.

VALUTA E CAMBIO

Il lari georgiano (GEL) attualmente ha un cambio con l’euro pari a circa 3,1. Gli uffici di cambio in città sono numerosi e di solito convengono quelli nelle vie laterali, più che nei viali principali. Insegne luminose ovunque presenti mostrano i tassi di cambio con le tre principali valute USD – EUR – RUB. Se a fine viaggio volete ri – cambiare in euro o dollari armatevi di santa pazienza, io ci ho messo quasi un’ora entrando in tutti i cambi di Rustaveli perché all’apparenza nessuno aveva le valute di mio interesse, come se avessero svuotato le casse prima del mio arrivo. Potete cambiare anche in banca e al bancomat.

DOVE DORMIRE

Gli alloggi disponibili nella capitale georgiana sono tanti e di tutti i tipi, a costi che vanno da 4 – 5 euro in su a notte. Hotel scintillanti nuovissimi e lussuosi segnano in parte lo skyline di Tbilisi, accanto ai quali rimangono in piedi vecchie strutture con meno stelle ma sicuramente più carattere. Sui noti portali si trovano in affitto molte camere e appartamenti e infine, per chi come me ha solo bisogno di un letto dove dormire e un bagno, gli ostelli sono sempre una buona soluzione. Ho trovato dapprima un nuovo ostello di tendenza, che si chiama Fabrika hostel e come dice il nome occupa lo spazio di una fabbrica dismessa, ma costava decisamente troppo per me (12 euro a notte in dormitorio) così ho optato per una location molto più modesta ma perfetta per le mie esigenze: più centrale, più familiare come atmosfera e… dal prezzo giusto (5 euro a notte in dormitorio da quattro con bagno esterno). Si chiama Hostel 17 / 17 e – attenzione – l’ho scovato su Instagram all’inizio dell’anno quando il mio viaggio iniziava a prendere forma. Digitando “Hostel Tbilisi” esso è apparso con indicazioni sulla città e le sue bellezze, più che sulla location. Per nulla insospettita ho fatto le mie ricerche, ho mandato messaggi ed email e infine, confrontando i prezzi e la posizione, ho deciso che avrei dormito proprio qui. Il mio letto in dormitorio da quattro è costato 30 euro per sei notti, il costo minimo per il soggiorno. Pur con qualche sacrificio sono soddisfatta di ciò che mi ha dato l’ostello e lo consiglio. Si trova in una vecchia casa di Revaz Tabukashvili, una vietta parallela del viale Rustaveli citato all’inizio, viale che ho percorso più volte in tutto il chilometro e mezzo della sua lunghezza. La vietta rappresenta un perfetto microcosmo georgiano fatto di verde e polvere, negozietti ristoranti e case, palazzi scintillanti accanto a edifici fatiscenti (con impalcature che rassicurano sino a un certo punto). La sua posizione è perfetta per girare a piedi, per andare e tornare dall’aeroporto col bus N 37, per prendere la metro a sud in Piazza Libertà (da dove inizia la città vecchia) o a nord in Rustaveli. Da qui a un paio di fermate c’è la stazione ferroviaria da dove si va praticamente ovunque, anche fuori dalla Georgia con comodi treni diurni e notturni per Yerevan, Baku e pure mete più lontane in Iran, Russia e Turchia.

*** Continua ***

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