Continua il mio racconto e le info pratiche per organizzare una settimana nella capitale georgiana, comincio a prendervi per la gola che la cucina locale merita. Non parlerò qui dei vini perché è stata una speciale esperienza, ne ho assaggiati tanti e talmente buoni che voglio dedicarvi un post intero.

DOVE MANGIARE

Al pari dell’offerta di alloggi, la scelta di ristoranti a Tbilisi è infinita, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Comprende i luoghi del lusso, della tradizione e le nuove forme di ristorazione come fast food, locali etnici, enoteche, pizzerie, gelaterie eccetera. Il mio occhio non si è mai fatto ammaliare dai numerosi “non luoghi” che ci trasportano nella dimensione del dovunque, così uguali ai locali di Milano o di qualsiasi città europea che mai ho sentito l’esigenza di provarli. In questo caso mi sono fidata ora dell’occhio della viaggiatrice (io) entrando nei locali a vedere, ora dei consigli delle amiche… con ottimi risultati! La sera dopo le otto i ristoranti e i locali offrono musica dal vivo, tradizionale o internazionale, pop, jazz, e si affollano di avventori.

L’equivalente di dieci euro è sufficiente per una cena con un piatto di carne e una bevanda. Vegetariani state tranquilli che abbondano piatti e contorni fatti di vegetali, cereali, legumi. Per i vegani si stanno attrezzando, occhio ai formaggi che sono spesso infilati nelle pietanze. Oltre ai vini di cui parlerò sempre bene, ma non qui, le birre locali alla spina sono un’alternativa ottima, soprattutto nella calda stagione estiva. Costo birra alla spina da 2 lari, vino calice da 7 lari, vino bottiglia da 30 lari. Se uscite dalle principali vie turistiche nelle laterali troverete molti posticini tranquilli. L’unico posto dove consiglio veramente di cenare a Tbilisi, per l’atmosfera e il rapporto qualità – prezzo, è Dukhan, una taverna popolare che si trova in Lermontov Street, laterale di Dadiani, all’inizio della città vecchia. Gestito da russi gentilissimi, ha una cucina georgiana tradizionale con piatti genuini tra cui abbondano le carni, soprattutto grigliate, gli immancabili khinkhali (ravioli) e i dolma (involtini di riso e carne macinata in foglie di vite). La birra alla spina è meglio del vino della casa, un po’ basico.

Delle consumazioni al bar invece non so nulla, non ho mai preso caffè o altre bevande. E sono riuscita a fare a meno di supermercati, fast food e altre catene che sono comode, ma non facevano al caso mio (tranne lo Starbucks Coffee in aeroporto che confesso di utilizzare sempre).

Io mi sono gestita i pasti così: la mattina facevo colazione in ostello con tè, gallette di riso e una mela, poi nei negozietti vicini prendevo un khachapuri fresco e il kefir, o la versione locale che si chiama matsoni. La bottiglietta da mezzo litro costa tre lari, non poco ma è buona e fa bene. L’acqua del rubinetto a detta dei georgiani è potabile, in campagna l’ho bevuta ed era davvero buona, in città ho preferito le bottiglie in PET ma mi raccomando, prendetele GRANDI che inquinano meno e durano di più. Costo 0,95 lari bottiglia da due litri, due lari boccione da cinque litri (da travasare). Facevo solo la cena come pasto normale, di giorno mangiavo al volo pane e frutta fresca o secca. Il cibo di strada è squisito, i miei preferiti sono il khachapuri, la focaccia di pane ripiena al formaggio con molte varianti (la mia preferita è con i fagioli). Mchadi, la base del pane, si fa con la farina di mais, è squisito e croccante appena sfornato. Guardate dove lo fanno, in questi forni antichi che trovate simili in tutto il Medio Oriente.

Come fonti di proteine oltre ai legumi vi sono tanti prodotti di origine animale ma non sono la persona più adatta a descriverli. La cucina georgiana fa uso abbondante di carni fresche, cucinate in modi diversi, carni conservate come salumi, insaccati freschi, stagionati e affumicati. Dai corsi d’acqua si traggono pesci di varie dimensioni che ho assaggiato un paio di volte. I formaggi infine sono squisiti, si ricavano da latte vaccino, caprino e misto. Ho visitato un caseificio e ricordo ancora il profumo che c’era nella cantina di maturazione…

ASSICURAZIONE DI VIAGGIO

Non l’ho fatta ma consiglio di farla, la sanità georgiana non è delle migliori.

BUDGET GIORNALIERO

Per la sopravvivenza sono sufficienti 15 euro al giorno per mangiare e dormire.

COSA VEDERE A TBILISI

Tbilisi è così bella e seducente che secondo me è tutta da vivere, più che da visitare. Cosa ho più amato a Tbilisi: gli spazi verdi senz’altro, e l’incrocio delle tre chiese di Jvaris Mama, Norashemi e la cattedrale di Sioni tutte splendidamente affrescate. Tra le cose che proprio non mi sono andate giù ci sono innanzi tutto le barriere architettoniche, con grande difficoltà di movimento per disabili e carrozzine varie; la gentrificazione di zone che si sono trasformate in trappole per turisti e sono sempre affollate, infatti dopo un breve sguardo io mi sono allontanata a gambe levate.

La prima meta di visita di solito è la città vecchia col suo dedalo di viuzze. Merita una passeggiata rilassata con le tappe che più ci ispirano, per esempio i palazzi ora restaurati alla perfezione ora perfettamente cadenti. Tra i luoghi di culto ho amato la moschea e la sinagoga, abbastanza vicine, e le tante chiese che punteggiano la città vecchia (ma non solo). Se avete fortuna di vederle di sabato o domenica, sbirciate in silenzio al loro interno durante una cerimonia. Ma ci sono tante “città nella città” a Tbilisi, ogni quartiere vi sorprenderà mostrando uno accanto all’altro bellezza e bruttezza, in un modo così sfrontato che pare a volte deliberato. Cimeli di epoca sovietica e palazzi ultramoderni, case sorrette da impalcature e voragini con infiniti lavori in corso si susseguono in un vortice di calore e polvere. Auto così vecchie che vanno avanti per miracolo sono affiancate da ultimi modelli di tutte le marche e dimensioni inclusi gli immancabili SUV, status symbol planetari. Parchi e giardini super curati e fioriti rinfrescano l’aria e sono i luoghi migliori dove fare people watching, cercando di guardare negli occhi i georgiani e non solo, per capire a quale ceppo appartengano i vari tratti somatici. Tale esercizio ovviamente non mi è riuscito perché sin dall’inizio sono stata rapita dal crogiolo di sensazioni riversate su di me dalle persone incontrate.

I saliscendi in tutta la capitale sono una costante a cui dovete abituarvi. Dolci colline cingono Tbilisi come una cortina elegante e le colline che entrano in città ne delimitano alcuni luoghi simbolici. Di qua e di là, lungo le due sponde del fiume Mktvari farete amicizia con la capitale e i suoi incredibili abitanti, a ogni angolo troverete qualcosa da vedere. In alto sono facili punti di riferimento: la collina con la fortezza di Narikala, la statua di Madre Georgia e il vicino giardino botanico sulla sponda destra del Mktvari; la cattedrale della Santa Trinità con la sua cupola dorata sulla sponda sinistra. Non ho visitato questa parte, non mi ispirava la sua modernità, la tengo per la prossima visita!

In basso, laddove il fiume si restringe fino a formare una cascata, ci sono alcune tra le vedute più belle sulle case della città vecchia. A poca distanza le antiche terme sulfuree di Abanotubani sono una tappa imperdibile che a fine giornata è riuscita a rilassare anche me (che è tutto dire). Un po’ più sopra sulla cartina, ma più sotto terra, i sottopassaggi di Rustaveli permettono di attraversare la strada senza essere arrotati dalle auto in corsa. Nei negozietti sotterranei le piccole attività commerciali sono un microcosmo tutto da esplorare e i piccoli graffiti, anche per me che non amo tale espressione artistica, sono da vedere. Sulla superficie, proprio grazie ai sottopassaggi il traffico automobilistico diventa uno scorrere di auto continuo H24.

Per gli appassionati di storia e cultura, di giorno c’è un’ampia scelta di musei e gallerie d’arte. Di sera potete farvi ammaliare da un concerto in un locale o meglio ancora da uno spettacolo in uno dei numerosi teatri della città. La Traviata il sabato sera è stata uno spettacolo indimenticabile per me.

Dopo una giornata intera e tre mezze giornate di visita ho scoperto di avere ancora tantissimo da vedere: i musei per esempio, i quartieri come Vake e Avlabari, il monte Mtatsiminda. Di una cosa sono certa: la capitale georgiana e la sua gente mi accoglieranno ancora a braccia aperte!

*** Continua ***

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