Regensburg è la quarta e ultima città della Baviera orientale che visitiamo a maggio 2019, anche qui abbiamo una guida turistica per la visita del mattino ma non solo! Sabrina Capasso, la nostra guida, ci porta subito fuori la sera del nostro arrivo: attraversiamo a piedi il centro cittadino, superiamo il ponte sul fiume Danubio e arriviamo dall’altra parte, dove troviamo una città diversa. Dultplatz è il luogo dove si svolge il Dult proprio in questi giorni, la piccola Oktoberfest locale, non siamo a Monaco e non è ottobre ma ci sono tutti gli ingredienti per assaporare l’atmosfera conviviale bavarese.

Ottime pietanze e birra a fiumi uniscono famiglie, gruppi di amici o semplici sconosciuti seduti vicini, gomito a gomito, a condividere lunghi tavoli di legno dove passano senza sosta camerieri in dirndl – il costume bavarese. Ma quante persone in costume!! E quanti giovani!! Che belle le tradizioni trasmesse sanamente da una generazione all’altra, che diventano il profilo identitario di una regione. Cosa c’è di meglio che vedere questi ragazzi indossare eleganti costumi tradizionali, abiti stupendi di ogni colore, per fare festa tra la gente?

Fuori c’è un ampio spazio con giochi per grandi e piccini, bancarelle con cibo di strada e per lo shopping. Dentro, nel capannone dove ci siamo seduti per cenare, appena inizia la musica dal vivo tutti si divertono con canti e balli. Quasi quasi salirei su una panca di legno a fare casino con i tedeschi (ma non lo faccio). Potremmo fermarci fino a notte fonda.

Siamo in ottima compagnia, fra di noi scorrono fiumi di parole ed è la stessa Sabrina a raccontarci come si vive quassù. Lei da Roma è venuta in Germania tanti anni fa, ora ha una grande famiglia e tanto lavoro come guida. Quando viene in Italia è contenta ma le piace molto la sua dimensione germanica, come traspare dalle sue belle parole che sprizzano positività. La passione si sente insomma, un ingrediente necessario, assieme alla competenza e alla pazienza, per chi fa questo mestiere. Regensburg, Ratisbona in italiano è la città di papa Ratzinger e non solo per questo è legata al nostro paese. Lascio la parola a Sabrina che ci parlerà (anche) dei suoi ospiti italiani e degli stereotipi. Quelli positivi tipo la fisicità, gli abbracci e le strette di mano, e quelli negativi tipo… che arriviamo in ritardo agli appuntamenti. Io sono sempre in ritardo nella vita quotidiana e devo dire che pure a Regensburg al primo appuntamento sono arrivata tardi, avrà pensato a me?? Poi però sono migliorata. Vero Sabrina?

1 Da dove vengono gli ospiti in visita alla vostra città? Sono più italiani o stranieri?

Gli ospiti che vengono a visitare Ratisbona sono persone di tutto il mondo. Visto che la città si trova sul Danubio è una delle mete delle navi da crociera che viaggiano su questo fiume. La maggior parte dei turisti comunque è tedesca, visto che la città si offre anche per gite brevi, di un giorno. Poi americani e al terzo posto gli italiani!

2 Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Io non ho difficoltà in generale a gestire gli ospiti che devo accompagnare, per me ogni guida è sempre “una sfida” con me stessa.

3 Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

La mia più bella esperienza è stata quando il mio gruppo di signori molto anziani tedeschi non voleva che me ne andassi, che finissi la guida, mi volevano a pranzo con loro che restassi fino alla partenza, mi tenevano le mani, mi toccavano con dei gesti delicati, come fossi stata qualcosa di raro e prezioso. Non mi era mai successo nei miei “trenta anni di Germania” che qualcuno di estraneo fosse così affettuoso con me ed in questo modo. Per noi italiani è normale, ma qui è un evento che ti colpisce, anche perché queste persone avevano proprio bisogno di un contatto fisico e caloroso e hanno trovato la persona giusta in me, io adoro lo scambio di abbracci e baci.

4 E un’esperienza invece da dimenticare?

Non ho niente da dimenticare, anche perché io sono una di quelle persone che riesce a dare una nota positiva a tutte le esperienze, è una mia dote che mi accompagna da sempre! Ora che ci penso bene, mi viene in mente una situazione che non avrei voluto vivere. Un gruppo di uomini tedeschi sui 30 anni, che avevano appena avuto un congresso in un albergo, per tutta la visita guidata hanno avuto un atteggiamento di corteggiamento nei miei confronti, un po’ snervante come situazione. La sera a casa ho ricevuto un messaggio su messenger di Facebook in cui uno di loro mi chiedeva se lo andavo a trovare nella sua stanza di albergo, un messaggio non molto romantico che mi spiazzò un po’, nonostante la mia sicurezza personale. Comunque è l’unica occasione che vorrei non succedesse mai più!

5 Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Forse sembrerà un atteggiamento da persona altezzosa il mio, ma fino ad ora non ci sono state domande che mi hanno messo in crisi, anche perché io sono in grado di dire che non conosco la risposta e che mi informerò!

6 Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Certo. I tedeschi ad esempio, sono sempre un po’ perplessi quando mi vedono arrivare, già nel mio aspetto, nel mio atteggiamento si nota che sono straniera e si meravigliano della mia dimestichezza nel parlare la loro lingua, mi scrutano con distacco, poi piano piano si sciolgono. Gli austriaci sono meno distaccati, come anche gli olandesi. Poi ci sono gli italiani, ai quali già dall’inizio devo trasmettere che io sto lavorando e che ci sono dei limiti di servizio, tipo il tempo a disposizione che ho per la guida, visto che spesso arrivano in ritardo! Io mi diverto moltissimo a riconoscere gli stereotipi nazionali nei gruppi che incontro.

7 Come si conciliano gli aspetti tecnici di una città e quelli più leggeri? (shopping, pranzi ecc.) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi infilarsi in un negozio lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Io per fortuna lavoro per l’agenzia turistica della città di Ratisbona e solo per altre agenzie, come Visit-Regensburg, che non mi mettono limiti nel gestire la mia guida. Ciò significa questo: posso accontentare l’ospite che accompagno nel modo che lui desidera. Il mio motto è il seguente: il gruppo è in vacanza / gita e non in una lezione universitaria. Quindi sono i turisti che decidono come vogliono sia la guida, io li accontento ed i miei giri sono adeguati al gruppo.

8 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Io ho avuto molti gruppi con i quali ho avuto un feeling particolare, da “innamorarsi”! Come ho già detto non vorrei apparire altezzosa, ma io riesco spesso a creare un’atmosfera familiare, amichevole, difficile da dimenticare, e questo mio atteggiamento molto spesso si trasmette all’ospite che diventa speciale per me!

9 Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Sì, si può! Specialmente con le possibilità moderne che abbiamo a disposizione. Io ho molti contatti su Facebook con ospiti che ho conosciuto durante le guide, così come su Whatsapp!

10 Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Io adoro il mio lavoro, anche se devo dire che non è molto lucrativo, almeno qui in Germania! E visto che lo adoro, naturalmente lo consiglio a tutti quelli che adorano la storia, l’arte, le città, il lavoro all’aperto, ma soprattutto il contatto con le persone, la disponibilità di adeguarsi al gruppo e alle esigenze di chi è in vacanza!

Post in collaborazione con:

www.germany.travel

www.ostbayern-tourismus.de

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