Oltrepò Biodiverso è iniziato a Voghera e terminato a Pavia. Oltre alle tante attività svolte è diventato spunto per approfondire la conoscenza di questo territorio particolare, e per creare nuovi percorsi in diverse stagioni dell’anno. La vendemmia è alle porte, sarebbe bello andare a vedere il lavoro dei vignaioli. In silenzio senza disturbare. Qualcuno vuole venire? Intanto andiamo insieme alla scoperta dei luoghi visitati durante il tour dello scorso mese di giugno. Buona lettura!

VOGHERA

Situata sul 45° parallelo è da secoli un importante nodo viario posto in posizione strategica tra Lombardia, Piemonte e Liguria. Voghera è il terzo comune della provincia per dimensioni, dopo Pavia e Vigevano, e vanta una storia plurimillenaria. Tra i numerosi luoghi di interesse artistico annovera chiese costruite tra il periodo romanico, gotico e rinascimentale; il castello visconteo, i palazzi soprattutto neoclassici. Un peccato arrivarci in treno e partire subito, senza fermarsi.

VARZI

Patria del celeberrimo salame DOP, Varzi è un delizioso borgo medievale legato storicamente alla vicina Liguria. Si trova lungo la strada del Passo Penice oltre il quale c’è Bobbio, in provincia di Piacenza ed è dominato dal Castello Malaspina.

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Presso la Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese abbiamo conosciuto le referenti del progetto Vigneti e Natura. Dopo le presentazioni di rito siamo salite tra le viette del paese fino a Vicolo dietro le Mura, dove si trova la Bottega del Pastaio. Il nostro pranzo leggero verteva naturalmente sul salame di Varzi DOP, prodotto dal Salumificio La Scaletta, abbinato a due vini strepitosi: Chardonnay di Ca’ del Gè e Bonarda di Guerci.

Oltre l’Oltrepò mi sarebbe tanto piaciuto salire fino al passo e scollinare verso Bobbio e Piacenza ma questo è un altro viaggio mi sa, che inizia con l’adiacente Val Tidone.

RIVANAZZANO TERME

Antica località termale che contende alla vicina Salice Terme il ruolo di fonte di benessere e cura del corpo. Si trova poco a sud di Voghera presso il confine con la provincia di Alessandria, lungo l’antica via del sale che dalla Lombardia, lungo la valle Staffora, giungeva sino a Genova.

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Venerdì il primo giorno del tour siamo stati ospiti della Cascina Chiericoni, azienda agricola biologica della famiglia Lucotti che è anche fattoria didattica e agriturismo. Domenica, alla fine, proprio a Rivanazzano abbiamo pranzato con la cosa più sana e adatta per l’estate: una coppa di gelato di Gelateria Albertini. Oltre a queste nobili attività mi sarebbe piaciuto tuffarmi nelle acque termali, spero di poterlo fare la prossima volta.

http://www.cascinachiericoni.it/

GODIASCO SALICE TERME

Comune oggi noto soprattutto per le fonti termali, si trova sulla via del sale che anticamente raggiungeva la vicina Alessandria e da qui Genova. Ha una ricca storia alle spalle intrecciata alle vicende dei marchesi Malaspina. Nel centro storico si trovano l’omonimo palazzo e i resti delle mura medievali.

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

A Godiasco ci siamo fermati ad ammirare il campo di lavanda in fiore di Fattoria Cabanon che non è solo un’azienda agricola, ma è tante cose insieme: produce infatti vino, lavanda e oli essenziali. Nata come azienda vinicola ha poi diversificato la produzione secondo una tendenza che premia chi osa, investendo in progetti in grado di rendere unici dei paesaggi già belli come questo. E favorire la biodiversità, uno dei valori essenziali dell’agricoltura di domani.

http://www.cabanon.it/

FORTUNAGO, BORGO PRIOLO, RUINO

Fortunago appartiene ai Borghi più belli d’Italia e si trova su una collina che domina boschi e vallate da ogni lato. Di antica fondazione, è il classico paese da scoprire a passeggio, tra vicoli e vecchie case in mattoni e pietra naturale. Borgo Priolo, di antica fondazione, è incastonato tra la vallata e la fascia collinare, dove torri e castelli segnano il crinale ondulato, nel cuore dell’area viticola oltrepadana. Ruino infine in alta collina ci porta verso la Val Tidone al confine emiliano, la provincia di Piacenza si trova oltre il Passo del Carmine. Inutile dire che vorrei venire qua a camminare!

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Sabato mattina attraversiamo in auto Fortunago per raggiungere la cantina, situata in un castello medievale. Castello di Stefanago è stata per me una scoperta e un piccolo viaggio nella viticoltura di domani, stretta tra la tradizione da mantenere e le sfide dei cambiamenti climatici. Infatti qui si coltiva al vite a quasi 600 metri slm e si vendemmia come una volta a partire dal mese di settembre.

https://www.castellodistefanago.it/

Pure Torre degli Alberi si trova in un contesto medievale ed è intriso di storia, forse è il luogo dove più di tutti ho visto scorrere la presenza delle persone per ben duemila anni. Dalla stele romana collocata all’ingresso alla storia dei proprietari, la famiglia Dal Verme: ieri partigiani, oggi imprenditori in agricoltura e allevamento.

Perché infine ho nominato il Passo del Carmine? Perché sabato pomeriggio sconfiniamo, da Ruino e Torre degli Alberi fino a una “grande opera” del secolo scorso, dalle forme decisamente ardite. Costruita durante il periodo fascista come si vede dalle iscrizioni e targhe, la diga del Molato forma il lago di Trebecco. Andateci e prendete qualcosa al bar, con una bella visuale sulle acque e i boschi circostanti dove è possibile camminare su sentieri segnati. Un bel posto incontaminato e rilassante.

SANTA MARIA DELLA VERSA

Prende il nome dall’omonimo torrente, identifica la valle e delle colline particolarmente vocate alla produzione vinicola. Infatti una delle maggiori cantine sociali si trova proprio qui.

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Attraversiamo le colline costellate di vigneti per arrivare in località Case Nuove, dove si trova una piccola cantina dal nome particolare, Quvestra, che produce ottimi vini e spumanti.

https://www.quvestra.com/

CANNETO PAVESE

Fa parte dei comuni di prima collina tra le valli Versa e Scuropasso. Ha nel territorio la sua maggiore ricchezza, dovuta principalmente alla produzione vinicola. Le cantine sono sparse tra diverse frazioni. Il Club del Buttafuoco Storico ha sede proprio qui.

https://www.buttafuocostorico.com

Venerdì sera ceniamo al Ristorante Bazzini che ha una storia di quasi ottant’anni e da due è rinato a nuova vita, grazie a una gestione innovativa e lungimirante che guarda al territorio attualizzando piatti e ricette. E rimane legata alla sua storia decennale e all’attività commerciale, come mostrano le immagini alle pareti in ricordo di chi li ha preceduti. Il nostro menu è sano e leggero. I vini Riesling e moscato sono ottimi. Compagnia super e musica dal vivo di accompagnamento. Cosa volere di più? Non un lucano ma una grappa di moscato d’Asti dal vicino Piemonte. Siamo per l’appunto circondati da bella gente tra cui la delegazione locale dei Lions Club, una cinquantina di signore che ci allietano con discorsi canti e balli. Al tavolo accanto al nostro siede una delle mie presentatrici televisive preferite con cui scambiamo due parole, a tema viaggi ovviamente, e ci facciamo una foto ricordo a cui tengo molto. E infine c’è Francesca Panizzari sindaco di Canneto Pavese, con cui chiacchiero e faccio il rituale selfie. Che piacere trovare amministratori consapevoli dell’importanza del territorio come volano economico e turistico!!

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Domenica mattina, sempre a Canneto, siamo ospiti di Marco Piovani nel suo laboratorio di scultura dove dà forma al legno, facendolo diventare corpi, forme e volti. Possiamo vedere le sue opere, soprattutto i famosi crocifissi, nelle vicine chiese ma anche agli angoli delle strade di campagna. Massimo Piovani, suo figlio, è produttore di Buttafuoco storico. Marco è un personaggio schivo che dalle origini parmigiane ha ricavato l’amore per la terra e la cucina e durante gli anni di lavoro a Milano (dove faceva il salumiere) ha trovato la pace in queste colline. Si rifugiava proprio qui nei fine settimana e ora ne ha fatto il buen retiro di tutta la famiglia. Con la moglie si dedica anche a preservare le tradizioni agricole, alla raccolta e catalogazione di attrezzi agricoli, centinaia di oggetti e strumenti di lavoro oggi visibili in un piccolo museo. Marco ci spiega origine e utilizzo di questi utensili rimasti in uso fino a pochi anni fa, prezioso ricordo dell’Italia rurale oggi quasi scomparsa.

REA PO

Sabato sera attraversiamo Ticino e Po, fiumi carichi d’acqua in questi giorni e lungo gli argini ammiriamo i campi coltivati intensamente, anche troppo per i miei gusti. Ticino e Po si incontrano al Ponte della Becca, vediamo un angolo di Pianura Padana che l’uomo modella da secoli ma tuttora in equilibrio mutevole. Le piene dei fiumi sono una presenza e un ricordo costante seppure le chiaviche ed altre opere idrauliche abbiano consentito di vivere, lavorare e sviluppare diverse attività agricole. Tra strade strette e sinuose arriviamo in un paese piccolo, di nome e di fatto: Rea Po, che conoscevo solo per un Bed & Breakfast e ho scoperto essere un piccolo punto di riferimento per la cucina locale. Ci accolgono alla Ca’ Vecchia la signora Tina e il marito, ci preparano una cena leggera e gustosa “nonostante” sia incentrata su un prodotto prodotto locale particolare come la Cipolla di Breme, gustoso e versatile. Peccato che fra un mese finisca ma intanto ce la siamo goduta. Zuppa di cipolle. Baccalà e dei nervetti, che ricorderò a lungo. Pinot nero riesling e moscato in abbinamento.

STRADELLA

Si trova tra la pianura padana e le colline, all’imboccatura della Valle Versa. Qui gli Appennini toccano il loro punto più settentrionale: nelle giornate limpide si possono scorgere Alpi e Appennini insieme. Un tempo sede di produzione di fisarmoniche, ora ha nella viticoltura e manifatture le principali attività.

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Abbiamo visto che a Stradella ferve la vita notturna e nel fine settimana il centro è animato da tanti giovani, che affollano i locali fino alle ore piccole. Noi facevamo base proprio qui, essendo alloggiate presso Hotel Italia un albergo a gestione familiare, con ristorante annesso, molto accogliente sia per le persone d’affari sia per gli ospiti in vacanza come noi.

PONTE NIZZA

Si trova tra Voghera e Varzi, al centro delle quattro province: Pavia, Alessandria, Piacenza, Genova, a poca distanza dal confine con la Liguria.

Cosa abbiamo visto durante il tour Oltrepò biodiverso.

Sant’Alberto di Butrio è un eremo dell’XI secolo immerso nelle colline. Circondato da boschi di abeti, castagni e querce, a quasi 700 metri slm, Sant’Alberto ci “accoglie” con imponenti cartelli che invitano al silenzio. Io sono stata sempre zitta, incredibile, anzi a bocca aperta, l’ho ammirato dentro (la chiesetta con le pareti affrescate, il chiostro) e fuori (il giardino fiorito con il pozzo). Costruito su vari livelli ospita attività spirituali propriamente dette, e attività produttive come il miele fatto dalle tante api che quassù stanno proprio bene; è davvero un luogo di pace! Domenica quindi, alla fine del nostro giro, visitiamo luoghi di misticismo e meditazione. Niente vino ma i piaceri dello spirito.

http://www.eremosantalbertodibutrio.it/index.php?lang=en

dav

Mi piace scoprire le chicche sconosciute nascoste fra una cantina e l’altra. Quante ce ne sono in Oltrepò??

Oltrepò Biodiverso continua nel prossimo post, dove andremo alla scoperta delle cantine che ci hanno ospitati.

Post in collaborazione con:

Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese

http://www.gal-oltrepo.it/

Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese

http://www.vinoltrepo.org/it/tag/strada-del-vino-e-dei-sapori-delloltrepo-pavese/

Attivaree Oltrepò Biodiverso

F.L.A. Fondazione Lombardia per l’Ambiente

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