Centoventi chilometri circondati da montagne e vallate, torrenti e laghetti, boschi e praterie che non credo siano mai troppo affollati. Forse ci saranno le bestie al pascolo nei mesi estivi ma poco più. Sicuramente non sono affollati in ottobre e non lo erano, quando ne ho solo assaggiato la bellezza di inizio autunno in una breve passeggiata assieme a una quindicina di amici convenuti per una giornata in compagnia, tra chiacchiere cibo e aria buona. Grazie a Instagram che ci ha uniti e agli organizzatori sempre preparatissimi, di cui troverete gli articoli alla fine del mio post, ho scoperto luoghi dove ero passata da piccola ma chissà…

Forse ora sono pronta per tornare su queste montagne in provincia di Vicenza, diverse dalle mie Dolomiti, e con piacere ve le racconto “in differita”. Non vedo l’ora che finisca la calda estate e arrivi l’autunno, la stagione di mezzo in cui le tonalità di verde cederanno il passo a giallo, rosso e tutte le loro sfumature intermedie.

Sull’anello delle Piccole Dolomiti non ci si annoia per la mutevolezza dei paesaggi e del clima. Si può percorrere a piedi e su due ruote (la pedalata assistita dev’essere comodissima per fare più strada con meno fatica), a cavallo e persino accanto agli asini in un’attività che si chiama “trekking someggiato” e non vedo l’ora di provare. Se volete affrontarlo nella sua interezza prendetevi quattro – sei giorni, portate qualcosa per coprirvi e cambiarvi, organizzate le soste in BB e agriturismo attrezzati. E soprattutto lasciatevi ispirare dalla bellezza che vi circonda a ogni passo. Le piccole e discrete tracce umane, opere ben inserite nel contesto naturale, saranno il piacevole mutamento di una prospettiva genuina, quasi primordiale, che non vi lascerà indifferenti.

Sulle Piccole Dolomiti vi sono decine di contrade dove il tempo sembra essersi fermato e chiesette che trasudano spiritualità, adatte anche per un cuore inaridito come il mio. Le cittadine da cui si accede al percorso sono perfette per iniziare la visita di un’area nota un tempo ben oltre i confini locali.

Se oggi il loro fascino è solo un poco offuscato, vi assicuro che hanno tanto da offrire sia a chi cerca bellezze culturali e artistiche, sia al visitatore frettoloso che dopo una bella passeggiata preferisce infilarsi in una trattoria (o in enoteca) ad assaggiare le tante specialità della cucina locale: pregiati formaggi di malga, vini (vere chicche per intenditori), miele e ortofrutta.

L’anello ecoturistico delle Piccole Dolomiti unisce i dieci comuni del territorio, noi siamo partiti da Recoaro Mille e alla fine della camminata ci siamo fermati a Valdagno a passeggio. Non dimenticate di provare biancorosso, l’aperitivo del locale storico Carlotto, produttore di liquori che sembra quasi un’antica farmacia.

Abbiamo pranzato alla trattoria La Gabiola e dopo un’esibizione di poesia e musica popolare abbiamo camminato lungo il Sentiero dei Grandi Alberi che, come dice il nome, ci mostra affascinanti alberi centenari dalle ampie chiome.

Pace e serenità sono le sensazioni che ho provato dal primo momento anche se i colori non erano nitidissimi, ma leggermente velati da un poco di foschia. Sono stata felice nel vedere mandrie di pezzate rosse sparse sui prati a brucare un’erba ancora fresca. Stavo così bene!

In Contrada Ronchi abbiamo seguito i malgari in abito tradizionale che ci hanno condotto in visita in questo pugno di vecchie case e stalle ben tenute.

Se invece andate sull’altipiano delle Montagnole potete ammirare il monte Pasubio e il gruppo del Carega. La citazione obbligatoria per questi due complessi riguarda la Grande Guerra che si è svolta anche qui, ed è un altro motivo di visita per ricordare le vicende belliche e godere “in pace” della bellezza di questi luoghi.

Vi dicono qualcosa Recoaro Terme – Altissimo – Chiampo – Trissino? Queste sono solo alcune delle località sfiorate dall’anello, qui nel dopoguerra è fiorita una ricca imprenditoria dedicata alla trasformazione del pellame e dei tessuti mentre, fra Ottocento e Novecento, le attività termali attiravano re e imperatori. Prima ancora Andrea Palladio ci ha lasciato alcune ville prestigiose. Infine poco lontano da qui ci sono i centri principali dell’alto vicentino, situati su comodi assi viari autostradali come Thiene, Malo, Schio. Sulla Milano Venezia invece l’uscita consigliata è Montecchio Maggiore. Non lontani sono Asiago e l’Altopiano dei Sette Comuni, che non conosco per niente e un po’ me ne vergogno. In montagna veramente vorrei andare anche d’inverno per fare sci di fondo o ciaspole. Chi torna quassù con me?

Link utili:

https://www.anellopiccoledolomiti.com/

http://www.visitrecoaroterme.it/sites/default/files/2017-04/Opuscolo-Anello-Piccole-Dolomiti.pdf

Per saperne di più (i racconti dei miei amici blogger):

https://www.montagnadiviaggi.it/2018/10/anello-piccole-dolomiti-valdagno-recoaro.html

https://www.emotionrit.it/2018/05/anello-ecoturistico-piccole-dolomiti.html

Inoltre vi consiglio di leggere...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *