Questo è il resoconto in forma di diario del viaggio a Maiorca, successivamente chiamata Mallorca, ad aprile 2019, una settimana mitica con mamma Tina e vicine al cugino Francesco. Le info pratiche sono su questo post dove trovate tutti i consigli per seguire le nostre tracce.

Se tutto va bene torno, o torniamo, ad aprile 2020. Camminare è stata una scusa per andare quest’anno, una delle scuse, e sarà sempre la scusa per tornare: camminare e magari “ampliare” la visita ad un’altra delle isole Baleari. Minorca è in pole position perché facilmente raggiungibile con voli diretti da VCE e poi:

  • ci sono ben due porti da cui raggiungere l’isola maggiore,
  • c’è uno splendido percorso di oltre 200 chilometri a piedi che si chiama Cami de Cavalls, pane per i miei denti.

A me non dicono molto né Ibiza né Formentera. Non mi ispirano perché le ho sempre collegate a movida e cose per milanesi, altre persone e altri modi di viaggiare “altro da me”. Ma amici… ditemi cosa fare, sapete cosa mi piace, a parte camminare, va bene vedere il mare, magari per qualche ora. Avete altri consigli?

Martedì 2 aprile il volo diretto da Venezia è forse il primo della stagione, da aprile a settembre ce ne saranno di sicuro uno di martedì e uno di sabato, spero qualcun altro in estate. Potevamo fare da martedì a sabato ma erano pochi quattro giorni, decidiamo di fermarci una settimana da martedì a martedì.

Il giorno di Natale 2018 compro i biglietti che mi costano meno, molto meno del treno frecciarossa per Milano. Easyjet vola anche su Menorca per questo potrebbe essere la destinazione del prossimo viaggio con mamma. Ed eccoci qui in meno di due ore di volo tranquillo: l’aeroporto di Palma, il terzo della Spagna dopo Madrid e Barcellona, è enorme e modernissimo (lo dico con ammirazione). Francesco viene a prenderci in aeroporto e ci fa attraversare il capoluogo Palma passando per il lungomare.

Ci mostra il quartiere di Santa Catalina dove sta lui e dove staremo noi, ma non vogliamo fermarci a casa e chiacchierando a più non posso proseguiamo verso nord. La Serra di Tramontana è il polmone verde dell’isola e il suo principale serbatoio d’acqua: qui le nuvole provenienti da nord si fermano e scaricano piogge a volte copiose. Mi colpisce subito la sua “verdezza” (termine tecnico eh) che in inglese suona più bello: greenness. Come “rossezza”, sono i termini con cui all’università definivamo i colori, le loro intensità e sfumature, prima di analizzare gli alimenti nel colorimetro e in altri strumenti tecnologici. Ho scritto tanti post in questi giorni su Facebook, ispirata dai colori di Mallorca.

La verdezza di aprile è totale, siamo in piena primavera e la vegetazione sta esplodendo. Ci sono fiori di ogni colore, ma mai preponderanti rispetto al verde presente ovunque. Peccato per gli alberi da frutto, Francesco dice che due mesi fa, a gennaio e febbraio, erano pieni di fiori. Allora i peschi e soprattutto i mandorli hanno riempito queste zone di “pennellate” di rosa e bianco. Sarà un motivo per tornarci in bassa stagione?

Ci fermiamo per prima cosa a Valldemossa, un borgo medievale tutto fatto di stradine e palazzi in pietra chiara, assai curata anzi patinata grazie ai restauri che puntano alla perfezione e al super pulito. Purtroppo tali operazioni tolgono ai luoghi la patina originaria, la più importante per lasciare genuinità e carattere a questi luoghi antichi. Vedo la stessa tendenza pure in Italia, così facendo tutto diventa un po’ un “non luogo” e mi spiace. Ma la cosa peggiore sono i negozi e botteghe per turisti che s susseguono in queste vie, incluse alcune catene internazionali. Oggi mi sembra ci sia molta gente, Francesco dice che nei fine settimana qui non si cammina. Aiuto! In conclusione: io farei solo restauri conservativi invece vedete che immagini ho preso qui.

Real Cartuja è per me l’unico posto davvero bello di Valldemossa, mi mette in pace anche se si sente il carico di ricordi del suo glorioso passato, quando in questo monastero venivano visitatori illustri. Un busto ricorda il soggiorno del 1838 di Fréderic Chopin, narrato in un romanzo ora difficile da trovare in commercio: Un inverno a Maiorca, scritto da Georges Sand che era con lui. Dovevano curarsi qui ma invece del clima salubre di cui avevano bisogno hanno trovato freddo e non sono stati niente bene. In agosto si svolgerà il Festival Chopin che per tutte le domeniche animerà il luogo.

Nel tardo pomeriggio andiamo a vedere la scogliera di Sa Foradada a picco sul mare, il tramonto non è ancora arrivato ma che bello! E che buona la birretta fresca da consumare al mirador! Deiá sarebbe un altro borgo vicino da visitare ma non abbiamo tempo. Tornati a Palma vediamo un altro mirador, molto urbano ma non meno bello, dal castello di Bellver, che visiteremo l’ultimo giorno.

Entriamo nella nostra casetta dove il padrone di casa ci accoglie prima di andare in palestra. Nicollas è molto gentile e lo vedremo ben poco, per molto tempo saremo sole e tranquille; potremo farci da mangiare in qualche serata dove la stanchezza avrà il sopravvento, o quando piove. La prima sera ceniamo da Europa con il piatto completo omonimo, dove c’è tutto quello che vogliamo assaggiare. Tortillas sardine e pimenton sono i miei preferiti. Europa è più di un tapas bar, cioè ha un piccolo menu comodo per un vero pasto, oltre alle immancabili tapas. Staremo sempre in zona per cena per non stancarci più del necessario, le nostre giornate sempre in giro sono lunghe e faticose.

Oggi su Facebook il racconto e le immagini della giornata.

Con un comodo volo diretto da Venezia siamo arrivate a Mallorca in due ore scarse. Il cugino Francesco che vive a Palma è venuto a prenderci e ci ha scarrozzato fin su alla Sierra de Tramontana e a questo Mirador dove abbiamo salutato l’ultimo sole con una birretta fresca ottima. Ora torniamo in città speriamo che il padrone di casa ci aspetti! #inviaggioconmamma day 1

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