Ci ho provato tanto che finalmente è arrivata un’intervista doppia: oggi vi mostro l’Oltrepò Pavese attraverso le parole di due professionisti dell’ospitalità. In questo angolo di Lombardia mi rendo conto che si nascondono ancora tanti luoghi da scoprire, dopo oltre dieci anni di frequentazioni da parte mia: temi da approfondire e persone da conoscere. Per esempio dove ho mangiato e dormito durante il tour Oltrepò biodiverso dello scorso giugno, i cui luoghi della visita sono descritti in questo post. Meritavano un approfondimento ed eccovi di seguito le parole di Tina Bergonzi della Ca’ Vecchia di Rea Po, e Simone Scarani dell’Albergo Italia di Stradella.

Nel lasciare la parola a loro che ci hanno ospitato e nutrito, li ringrazio per il loro punto di vista prezioso, da professionisti, un contributo da non dare mai per scontato. Specialmente quando è in gioco l’ospitalità di oggi con le sue sfide sempre nuove. In bocca al lupo e arrivederci a presto!

1  Chi sei – dove ti trovi? Raccontaci qualcosa di te e del tuo lavoro.

TB  Sono Tina Bergonzi, abito a Rea (PV). Ho iniziato l’attività di B&B nel 2003, a cui ho aggiunto quella di ristoratrice nel 2006 perché questa attività risponde esattamente alla mia passione.

SS  Siamo la famiglia Scarani, siamo originari di Stradella, amanti dell’Oltrepò Pavese, e proprietari di questo albergo dal 1990. La famiglia ha sempre operato nel settore alimentare, e dal 1990 si occupa a tempo pieno dell’Hotel con Pierlauro (il papà), Annalisa e Simone (i due figli) che dopo aver studiato e fatto esperienze altrove, hanno deciso di impegnarsi nell’attività di famiglia per vederla crescere sempre di più.

2  Da dove vengono i tuoi ospiti? Sono più italiani o stranieri?

TB  Gli ospiti sono italiani all’80%, gli stranieri al 20%.

SS  Hotel Italia lavora principalmente con il settore di viaggi business. Quindi la maggiore occupazione si ha durante la settimana, mentre nei week-end la situazione è più tranquilla. Gli ospiti sono per la maggior parte italiani, nonostante la percentuale di stranieri sia sempre più significativa durante gli ultimi anni, grazie all’espansione di affari verso i mercati esteri di molte aziende locali, che invitano clienti fornitori e tecnici a Stradella, creando un buon indotto per l’hotel. Da quest’anno abbiamo introdotto la bike room, un vero e proprio deposito biciclette attrezzato, dedicato ai cicloturisti che percorrono la Ciclovia del Po e la via Francigena (si veda sul sito).

3  Hai verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

TB  Sì, noto caratteristiche ricorrenti; ad esempio la conoscenza, la competenza e la curiosità dei Belgi, oppure la richiesta di uno sconto da parte di persone provenienti dalla stessa area geografica.

SS  Gli italiani che viaggiano per lavoro sono molto stressati e difficili da coinvolgere in attività extra. Al contrario gli stranieri sono molto rilassati ed incuriositi dagli aspetti tipici della località, per la maggior parte legati all’enogastronomia ed alla presenza di monumenti e chiese (Pavia riscuote molto successo).

4  Raccontaci qualche aneddoto bello o brutto legato al tuo lavoro.

TB  Un signore olandese aveva conosciuto due sorelle del nostro paese in gioventù. Sono riuscita a rintracciarne una che, pur abitando altrove, è riuscita a raggiungerci: è stato un incontro davvero emozionante.

SS  Con 30 camere e apertura 365 giorni all’anno, purtroppo i problemi non mancano, sia guai materiali che psicologici… Non passa giorno che non si guasti qualcosa in hotel, ma questo è del tutto normale, basta pensare a quello che succede normalmente nelle nostre case che, rispetto a un hotel, sono piccoline. Di norma a Ferragosto si rompe l’aria condizionata, ed a Capodanno si rompe il riscaldamento… Per fortuna noi dello staff ci siamo dotati di una preparazione tecnica minima che possa permetterci di riparare o comunque gestire le situazioni, in attesa dell’intervento dei tecnici. Non è raro che poi i tecnici chiedano consigli a noi su come gestire i problemi… del resto il mestiere dell’albergatore è veramente complesso e tocca una serie infinita di capacità, di settori e conoscenze che si devono avere per forza. Chi vuole intraprendere questa professione deve farsene una ragione, altrimenti meglio guardare altrove. In tanti anni abbiamo fatto di tutto: riparato caldaie, docce, lampade, macchine del caffè e lavastoviglie, cambiato pneumatici forati, riparato vetture dei clienti, spalato metri di neve, e perfino disgorgato gli scarichi intasati con le mani nude. Perché le cose accadono sempre quando i negozi sono chiusi e i tecnici sono in ferie, ma i nostri clienti non si sono (quasi) mai accorti di nulla. Questo è il nostro maggior vanto perché per noi l’ospitalità è sacra, se paghi per dormire da noi non ti deve mancare nulla e devi sentirti sempre e comunque coccolato. Magari abbiamo ancora qualche moquette nelle camere, magari il parcheggio è un po’ stretto, magari non ti facciamo il carpaccio di frutta precisino a colazione o settanta tipi di affettato…ma da noi non ti sentirai mai abbandonato a te stesso.

5  Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine soggiorno fa venire voglia di starci insieme più tempo? Si può diventare amici degli ospiti e mantenersi in contatto anche dopo?

TB  Siamo diventati amici con alcuni clienti. Uno di questi, proveniente dalla Norvegia, frequenta la nostra struttura dal 2006. Altri, bikers provenienti dalla Germania, ci hanno dedicato un libro. Molti italiani considerano il nostro B&B una tappa obbligatoria nei loro viaggi annuali.

SS  Certamente si può instaurare un ottimo rapporto, anche di amicizia. Essendo abituati a lavorare con gente stressata, non è facile. In ogni caso è sempre un piacere avere a che fare con persone che cercano il contatto umano, che si fermano a pensare che tu stai lavorando per loro e ti sono riconoscenti per questo. Noi, dal canto nostro, abbiamo le nostre simpatie ed antipatie ma, ovviamente, non possiamo darle a vedere.

6  L’ospitalità si compone di tanti fattori, secondo te quali doti o talenti deve avere chi se ne occupa, e cosa si impara invece lavorando “sul campo”?

TB  L’ospitalità dev’essere considerata un’arte che comprende intuizione, padronanza delle lingue straniere, conoscenza della storia e del territorio, senso alto del “servizio”, e infine la pazienza che si sviluppa sul campo.

SS  Come ho scritto prima, sul campo si impara ad accontentare il cliente in tutto, e sulla carta si imparano tante cose utili. Attualmente mi verrebbe da pensare soprattutto all’utilizzo delle tecnologie informatiche ed alle lingue. Il maggior talento per noi è e sarà sempre la disponibilità. Noi viaggiamo molto, anche per prendere ispirazione professionale. Durante un soggiorno in un piccolo hotel dimenticato da tutti, in un posto dimenticato da tutti ci è capitato di avere un guasto nella doccia. L’albergatore non era per nulla preparato, e l’albergo era fatiscente. Ma lui ha riparato la doccia, dopo averci lavorato e sudato un bel po’; un esempio di ospitalità che non dimenticherò mai.

7  Ospitare delle persone significa anche uscire, far conoscere le persone e il territorio “dietro” una struttura. In altre parole viaggiare. Come pubblicizzi la tua struttura? Dove vai quando non sei impegnato al lavoro?

TB  Avevo iniziato negli anni ’90 aderendo a un corso, che aveva previsto anche un viaggio in Irlanda con soggiorno in B&B. Da qui è nata l’idea da cui ha preso forma la Ca’ Vecchia.

SS  La nostra struttura è presente sulle maggiori Ota (booking ed expedia). Il nostro sito è dotato di un booking engine diretto. La presenza sui social è abbastanza “timida” mentre cerchiamo di essere sempre presenti nelle comunicazioni integrate del nostro territorio, attraverso la Strada del Vino e dei Sapori ed il portale Oltrepopavese.com. Come già detto, siamo viaggiatori e sfruttiamo i viaggi per migliorarci sempre di più, cercando ispirazioni, cose da imitare e cose da evitare.

8  Consiglieresti a un giovane di occuparsi di ospitalità? SI – NO – Perché?

TB  Consiglio di occuparsi di ospitalità se seriamente motivati, non pensando al lato economico come unico scopo.

SS  Sì, certamente, perché è un settore completo. Certo che bisogna mettersi bene in testa che i sacrifici sono tanti, ma chi sa fare questo saprà cavarsela in ogni altro settore.

Post in collaborazione con:

Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese

http://www.gal-oltrepo.it/

Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese

http://www.vinoltrepo.org/it/tag/strada-del-vino-e-dei-sapori-delloltrepo-pavese/

Attivaree Oltrepò Biodiverso

F.L.A. Fondazione Lombardia per l’Ambiente

Per saperne di più:

  https://www.hotelitalia.pv.it/

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