Lo scorso fine settimana si è svolta la Vendemmia sociale in due cantine della provincia di Treviso: Antonio Facchin a San Polo di Piave e Tenuta Amadio a Monfumo, organizzata per raccogliere fondi a favore dei pazienti oncologici seguiti dalla Fondazione Altre Parole, con il patrocinio di Aulss 2 della Marca trevigiana.

L’evento ha una valenza doppia dal punto di vista sociale: oltre allo scopo benefico e alla possibilità di conoscere i malati oncologici con le loro storie personali, ci ha riportato alla dimensione umana e appunto sociale della vendemmia, come una volta. Infatti fino a non molti anni fa molte cantine erano solite invitare per un giorno gli amici ad aiutare nella raccolta dell’uva, seguendo il percorso dalla vigna alla cantina, per trovarsi poi a tavola. Gomito a gomito, davanti a cibi buoni e vini genuini si stava tutti insieme, da amici. Il vignaiolo apriva le porte della cantina e da padrone di casa diventava amico di tutti. Uniti prima da un grappolo d’uva, poi da un bicchiere di vino.

Proprio quello che è successo nei giorni scorsi, nel corso della vendemmia sociale: ho preso parte alla giornata di domenica in Tenuta Amadio a Monfumo, sulle prealpi trevigiane, e ne sono felice. Introdotta dal discorso del sindaco Luciano Ferrari, e dalle autorità che hanno presentato il progetto (hanno parlato i medici e i pazienti in cura) la nostra domenica è continuata con la lezione di Viet Taichi sul prato. Una pratica orientale sempre più diffusa anche da noi, utile per per dare energia al corpo e alla mente. Un momento sicuramente spirituale.

Un altro momento spirituale è stata la salita fino alla piccola collina su cui sorge la chiesetta dedicata al “Divo Antonio” inaugurata il 17 aprile 1910. Nelle sue piccole dimensioni essa rappresenta tutta la storia della Tenuta Amadio, di cui gli attuali proprietari costituiscono la quarta generazione. Antonio è forse il più venerato dei santi nel mondo rurale, protettore delle attività agricole e degli animali. Si festeggia anche qui a Monfumo, sia il 17 gennaio (Sant’Antonio Abate) sia il 13 giugno (Sant’Antonio da Padova).

Con il titolare Simone Rech e i suoi collaboratori ho approfittato della visita aziendale per conoscere meglio questo piccolo produttore, con quindici ettari impiantati a vigneto, che produce 150.000 bottiglie di vino. Oltre alla glera per l’Asolo Prosecco DOCG coltivano anche vitigni autoctoni che stanno tornando alla ribalta dopo anni di oblio come bianchetta e verdiso, e un prestigioso vitigno internazionale, il pinot nero, per la produzione di rosé.

Bollicine per tutti i gusti insomma, con le varie declinazioni degli spumanti che abbiamo degustato al termine della visita, dotati di intensità aromatica e finezza, per nulla banali. In attesa che facciano il pas dosé, la mia bollicina preferita.

La vendemmia ha colorato i verdi filari con le magliette rosse della cooperativa sociale Altre Parole e con l’allegro vociare delle persone impegnate a raccogliere l’uva, “armate” di guanti e forbici.

Il piacere di stare insieme e poi… tutti a tavola! Guardate la tavolata elegante che ci hanno allestito, eravamo più di cento persone.

Faccio un passo indietro per parlarvi di Monfumo, questo piccolo paese in provincia di Treviso situato a pochi chilometri da Asolo, con cui condivide il paesaggio dolce fatto di colline che guardano alla pianura padana, e prendono l’aria buona dai più alti rilievi sovrastanti.

Agricoltura e allevamento sono le attività tradizionali che impegnano piccole aziende e producono nicchie d’eccellenza, come mele e vino tra i prodotti di origine vegetale, salumi e formaggi tra i prodotti di origine animale. Questa premessa era necessaria per introdurre il pranzo sociale, il momento conviviale iniziato proprio con la degustazione delle eccellenze locali: morlacco, bastardo e sopressa, continuato con un delizioso risotto ai funghi e infine con lo spiedo gigante. Il tutto accompagnato dai vini spumanti di Amadio e dai vini rossi di Facchin. Una giornata da ricordare e da incorniciare, in cui ho conosciuto questi due vignaioli bravissimi e davvero meritevoli che ringrazio di cuore. Ho rivisto anche gli amici di Instagram dalle community di Treviso e non solo, con loro la vendemmia social-e è diventata una sfida a colpi di post sui social network, un gioco sano e divertente: è sempre meglio vedersi dal vivo che virtualmente. Arrivederci al prossimo incontro e buona vendemmia a tutti!

Post in collaborazione con:

https://fondazionealtreparole.it/vendemmia-social-e/

http://www.antoniofacchin.com/

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