Se c’è un posto dove ho voglia di andare a camminare è la Sardegna, che nei miei piccoli assaggi non mi ha mai deluso ma dove ho camminato “solo” per arrivare a una caletta isolata, o tra i siti archeologici, o nei vigneti. Quando tornerò sull’isola a camminare lo farò con Sara, guida escursionistica e blogger così attaccata alla sua terra che non si ferma mai, è sempre in giro su percorsi di diversa difficoltà che ci mostra e ci fa amare.

Da brava sarda può sembrare asciutta ma non lo è, ha solo bisogno di tempo per aprirsi, come un buon vino d’annata. La sua Barbagia l’ha forgiata e lei scrive e descrive la sua terra sul blog Barbaricina, un nome, una garanzia. Usa parole schiette che arricchisce con belle immagini, dove la fotografia è parte integrante dei contenuti.

Se fosse un vino Sara sarebbe un Cannonau della sua Mamoiada, il paese delle maschere e del Carnevale. Un condensato di storia e cultura nell’imponente scenario della Barbagia, al centro dell’isola. Da qui partono i percorsi in cammino alla scoperta della Sardegna.

Con Sara sono stata alla fine del 2018 a conoscere luoghi e tradizioni in seno al Progetto Itinera Sardegna, esperienza raccontata in questo post. Con lei le foto sono soprattutto a tavola o con un bicchiere di vino in mano ma mi impegno a recuperare, lo prometto. Le immagini di Sara in cammino sono sue. Mi piacerebbe anche imparare la lingua sarda che è ostica e allo stesso tempo musicale, se avete l’opportunità di ascoltare il canto diplofonico, canto corale sardo (inserito tra i patrimoni immateriali dell’UNESCO) non perdetelo!

E ora andiamo insieme a leggere la Sardegna secondo Sara Muggittu.

1  Da dove vengono gli ospiti in visita? Sono più italiani o stranieri?

Gli ospiti che arrivano sono ancora in prevalenza italiani ma vi è un aumento interessante degli stranieri.

2  Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Sicuramente le persone informate sono più attente ai dettagli e anzi chiedono maggiori informazioni. L’approccio è comunque migliore perché dimostrano interesse e questo fa piacere. Ciò non toglie che chi arriva senza conoscere potrebbe essere una sfida in più.

3  Ci sono due – tre aneddoti successi durante un trekking che avete voglia di raccontare?

L’esplorazione di un sentiero che è ancora in parte da ripulire. I nostri amici hanno voluto provare questa esperienza e diciamo che hanno assaggiato un po di rovi e frasche di Sardegna. A detta loro è stata l’escursione più bella!

4  E un’esperienza invece da dimenticare?

Non ci è ancora capitata una cosa simile!

5  Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

I nomi locali di alcuni luoghi o ad esempio non trovare luoghi aperti che invece credevamo tali, e quindi cambiare programma all’ultimo momento.

6  Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Finora non ci è capitato niente di simile fortunatamente, forse perché chi ci ha scelto lo ha fatto con consapevolezza.

7  Come si conciliano gli aspetti tecnici di un cammino e quelli più leggeri? Se un ospite ha fretta lo assecondate o cercate di trattenerlo?

Non è facile ma di solito noi facciamo un briefing e cerchiamo di spiegare la situazione. Spesso valutiamo durante il percorso se proseguire o finire l’escursione prima. Può cambiare il meteo oppure ci si stanca troppo. Ci è capitato da poco ma non ci sono stati problemi, anzi questo nostro approccio è stato apprezzato.

8  Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

Il legame che si crea e la sua voglia di scoprire e conoscerci meglio.

9  Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

E’ successo con gli amici di Bergamo. Persone speciali con le quali si è instaurato un bel rapporto di amicizia che sicuramente continuerà. Ci hanno già invitati da loro per fare qualche trekking!!!

10  Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida escursionistica? SI – NO – Perché?

Se si ha la passione per la montagna, la natura e il proprio territorio io direi di Sì. Si sta bene veramente e può essere un’importante opportunità.

Per saperne di più:

https://www.barbaricina.it/

www.viaggioinsardegna.net

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