Arriviamo a Regensburg in un tiepido pomeriggio di fine maggio, questa è l’ultima città che visiteremo nel viaggio stampa dedicato alla Baviera orientale e sono piena di aspettative:

  • – la città ha ben 150.000 abitanti ed è quindi più grande delle altre,
  • – il centro storico è patrimonio Unesco,
  • – ha un nome italiano, Ratisbona, accanto al nome tedesco Regensburg,
  • – Josef Ratzinger viene da qui, insegnava teologia a Regensburg prima di venire in Italia e diventare Papa.

Andiamo subito in albergo, Achat plaza hotel si trova in piazza del duomo, più in centro di così non potremmo essere, appartiene a una catena con una trentina di alberghi, basata proprio in Germania. Rispetto alle singole location che ci hanno ospitato una catena ha una standardizzazione dei servizi e un rapporto coi clienti più freddo, ma per il resto va tutto bene. Negli hotel troviamo sempre l’acqua naturale a disposizione degli ospiti e saponi ecologici nel bagno, piccole attenzioni che mi fanno piacere. Ci sono molti russi tra gli ospiti, sia persone d’affari sia in vacanza, cerco di ascoltarli e capire i loro dialoghi con risultati piuttosto scarsi. Continuo a chiedermi se studiare il russo è stata la scelta corretta sei mesi fa, è un idioma così difficile. O se al suo posto avrei potuto avventurarmi nella lingua tedesca, forse con migliori risultati. Ai posteri l’ardua sentenza… Il tempo di mollare le valigie in stanza e usciamo subito a fare una breve passeggiata con la guida Sabrina Capasso.

Nel centro di Regensburg tre cose aguzzano la mia vista e mi fanno girare la testa: le forme ardite del duomo, le facciate affrescate delle case più antiche, le vetrine sfavillanti dei negozi. Mi viene voglia di fare shopping ma resisto stoicamente perché abbiamo un appuntamento qui vicino. Un rumore familiare ci attrae, a passo lesto ci avviciniamo al Danubio che da tre giorni desidero vedere, in questo che è il punto più settentrionale del suo lungo corso. Sin dai tempi degli antichi Romani il fiume protegge la città e ne costituisce una barriera naturale, limes in latino, che tiene fuori gli invasori. Lo troviamo grande e grosso, carico d’acque limacciose e impetuose che portano con sé rami e foglie d’albero. Sono due in realtà i fiumi, proprio qui confluiscono il grande Danubio e il Regen, fiume più piccolo, che a Regensburg ha dato il nome.

La città vecchia finisce sul fiume, il ponte di pietra da novecento anni la separa dalla città moderna dove ci attende la festa della birra di Regensburg. Il Dult è una delle mie esperienze preferite! Qui troviamo persone di ogni età sedute felicemente insieme su lunghi tavoli di legno, sotto un ampio tendone a strisce bianche e rosse. Qui si condividono spazi ristretti e si assaggiano le specialità locali, spesso a base di carne ma condite con vegetali crudi e cotti, e da grossi boccali di birra freschissima. Una piccola Oktoberfest insomma ma più intima e genuina, dove noi turisti siamo una minoranza silenziosa mentre i locali si fanno ben vedere e sentire! Sono accomunati dalla voglia di stare insieme, cantare, ballare. Anche bere birra ovviamente, ma in modo consapevole. Tutti hanno facce felici, tanti e soprattutto i giovani (incredibile) sfoggiano i costumi tradizionali.

Questa bella serata iniziata per loro a metà pomeriggio, prosegue fin quasi a mezzanotte, il buio arriva tardi rispetto al nord Italia perché siamo comunque al centro d’Europa. Si può stare seduti dentro il capannone o passeggiare fuori tra bancarelle, giostre e baracchini di cibo da strada, e poi… tutti a casa!!! Domani è venerdì e si lavora. Torniamo in centro attraversando il ponte di pietra e mi sento molto molto a Praga, avete presente Ponte Carlo? Ecco questo posto ci assomiglia tantissimo. La città vecchia innanzi a noi sembra un presepe illuminato dalle luci artificiali e soprattutto dalle ultime luci del giorno. Questa lunga giornata ancora non vorrebbe finire e ora lascia il posto a teneri colori pastello tra cielo e fiume, tra aria e acqua. Gute Nacht!

Venerdì mattina mi alzo presto per andare a vedere il duomo dedicato a San Pietro, capolavoro del gotico fiorito, in solitudine. Regensburg (continuo a chiamarla col nome tedesco) si è svegliata da poco e ci sono poche persone in giro. La facciata è rivolta a ovest e viene illuminata dal sole nel pomeriggio; lo spettacolo verticale all’esterno si trasforma in un merletto nell’interno a tre navate, nonostante molti rimaneggiamenti barocchi e neogotici siano stati aggiunti, assieme a grandi vetrate colorate, quadri e sculture.

Dalla porta posteriore si accede al retro del duomo altrettanto interessante: i lavori in corso non impediscono la vista del possente edificio. Vi ho detto che ci sono tanti cantieri a Regensburg? Ed è una cosa positiva nonostante i temporanei disagi, in Germania si fanno i lavori dall’inizio alla fine, presto e bene. L’altra chiesa che visitiamo, Alte Kapelle, di costruzione successiva, luccica nel suo bianco e oro è un vero gioiello del barocco rococò.

La nostra mattinata prosegue a passeggio per il centro, tra il profilo di alte mura e i resti più antichi della città come l’imponente Porta Pretoria, costruita nel 179 d.C. dall’imperatore Marco Aurelio, l’unica rimasta delle quattro porte della città romana.

Edifici storici si susseguono in Kramgasse e Wahlenstrasse, da secoli vie dei commercianti legati all’Italia sin dal Medioevo, che conservano all’interno la struttura (sempre medievale) anche se le facciate sono settecentesche. Sono arrivati intatti fino a noi senza subire le distruzioni della guerra, proprio grazie al suo impianto medievale originario Regensburg è stata nominata patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2006. Lavori e restauri come detto sono necessari per dare nuova vita ad antichi edifici, sui nostri passi troviamo:

  • – un hotel quattro stelle molto ben frequentato, con giardino interno delizioso pieno di fiori,
  • – un patio spagnoleggiante che fa tanto sud Europa,
  • – una ventina di case torri di epoca gotica, del tutto simili a quelle delle città toscane.

Germania chiama Italia: Thurn und Taxis è l’antica famiglia originaria di Bergamo che a Regensburg ha sede nel lussuoso palazzo omonimo, l’ex monastero benedettino di Sant’Emmeran. I Taxis inventarono il servizio postale con le stazioni per il cambio dei cavalli e due secoli fa, quando ne persero il monopolio, ottennero in cambio il palazzo.

Nella deliziosa piazzetta del municipio troviamo un lieto evento: nonostante sia venerdì, giorno in cui non ci si dovrebbe sposare (almeno da noi) a Regensburg diverse coppie oggi si uniscono in matrimonio. Sono “autoctoni” e coppie miste, tedeschi e stranieri, tra cascate di fiori e bimbi vocianti è un inno alla gioia che corro a immortalare. Questa è decisamente una città vivibile, a misura d’uomo, che si gode a passeggio e si lascia scoprire nei suoi spazi a volte angusti, a volte ampi e luminosi.

Infine entriamo proprio nel vecchio municipio, Altes Rathaus, che apre solo per le visite guidate, non ha accesso libero, ed è la nostra penultima visita prima di andare al nuovo museo di storia della Baviera in allestimento che ho già raccontato (vedere oltre). Fondato nel 1245, nel periodo del Sacro Romano Impero questa fu la sede del Parlamento, l’amministrazione della città, e della Dieta Imperiale dal 1663 al 1806, 143 anni in cui, dopo la Riforma e la guerra dei trent’anni, crebbero idee di pace e democrazia alla base della Germania (e dell’Europa) moderna. Il palazzo è molto bello sia all’esterno sia all’interno: nel salone imperiale del 1564 riccamente decorato con scene allegoriche conserva i mobili originari e preziosi arredi lignei, nonché le sedute dei sette principi elettori, rappresentanti del potere civile ed ecclesiastico che si riunivano qui.

Qui a Regensburg finiscono le visite in Germania orientale ma il nostro viaggio finisce a Monaco, dove eravamo giunti tre giorni fa in treno. Ci arriviamo con un altro treno normale, non veloce, poco male per me che mi fermo un altro giorno. Ma questa è un’altra storia! E ho scritto ben tre post dedicati a Regensburg, non perché sia una città più bella ma forse la più ricca tra quelle che abbiamo visitato. Ho già parlato del nuovo museo della Baviera e di Sabrina la nostra guida:

IL NUOVO MUSEO DI STORIA DELLA BAVIERA APRE A REGENSBURG

LA CITTA’ E LA SUA GUIDA: A REGENSBURG CON SABRINA CAPASSO

Di Regensburg mi è piaciuto tutto e il fiume Danubio mi ha stregato, la mia voglia di solcarlo è incontenibile.

Dalla Germania dove ha le sue sorgenti esso scende verso est e prosegue in Austria, tocca quattro capitali e dopo avere lambito una decina di paesi si getta nel Mar Nero, in Romania, con un ampio delta.

Il Danubio potrebbe essere il punto di partenza di un nuovo viaggio in Baviera, regione da scoprire lentamente a piedi e in bici, per terra e per acqua. Ora studio e spero di tornare presto in Germania, partendo proprio da qui. Grazie ai miei compagni di viaggio, all’ente per il turismo germanico e a Stephan Moder referente per la Baviera orientale che ci ha accompagnato per tutto il percorso di questa bella avventura. Alla prossima!

Post in collaborazione con:

www.germany.travel

www.ostbayern-tourismus.de

Per saperne di più:

https://www.regensburg.de

https://achat-hotels.com/en/hotel/regensburg

Oggi su Facebook il racconto e le immagini della giornata.

24 05 REGENSBURG

Qui è come essere alla Oktoberfest di Monaco ma è maggio e siamo a Regensburg in Dultplatz. Abbiamo attraversato il ponte sul Danubio per venire qui, c’è stata tanta pioggia nei giorni scorsi che le isolette sono state allagate e il fiume è molto molto grosso!! Ora però si mangia, arrivano birra e salsicce e vi saluto

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219678065768819&id=1432433370

Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte. Solo in Italia però, perché a Regensburg oggi venerdì 24 maggio c’è un matrimonio dietro l’altro. Siamo nella piazza dell’antico municipio dove spicca la torre medievale in stile gotico toscano. La sposa è (anzi le spose sono) bellissime, c’è un’aria di festa che si… Sposa perfettamente con il cielo blu e il sole primaverile. Lisa è una di queste, lei e il suo sposo mi hanno concesso del tempo assieme agli invitati di diverse nazionalità. Invece del mio #selfieconlasposa questa è una semplice foto con la sposa, ma va bene lo stesso. E poi via su una BMW lucida fiammante addobbata per l’occasione. Il sindaco è assente giustificato

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219684562171225&id=1432433370

[Botteghe e vetrine di Regensburg] Io non sono ancora sveglia veramente ma nemmeno gli abitanti di Regensburg che paiono tutti chiusi in ufficio e al lavoro. Venerdì è spesso giornata corta, per questo si sono divertiti per bene ieri sera. Lo ripeteranno per tutto questo fine settimana finché c’è la loro festa della birra, a fine maggio, che tornerà a fine settembre ma prima della grande kermesse del capoluogo, Oktoberfest Munchen, che ho visto qualcosa come 30 anni fa! Ora usciamo a vedere il duomo qui di fronte al nostro hotel Achat e poi andiamo verso il fiume Danubio grande e grosso, che qui tocca il punto più settentrionale del suo lungo percorso. Non vedo l’ora, i grandi fiumi mi hanno sempre affascinato sia nei loro tratti selvaggi sia urbanizzati e antropizzati come qui. Dai che è venerdì, l’ho già detto, voi che fate oggi amici? Qui c’è un bel sole e si sta proprio bene

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219682741605712&id=1432433370

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